Last Weeks in Dubstep & Bass #3

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Approfondimento sui suoni dallo Stivale per questa edizione di Last Weeks in Dubstep & Bass.
La scena è in movimento e sviluppo continuo in tutte le direzioni del bass sound, e propone artisti e dischi assolutamente in grado di dire la loro a livello internazionale.
Le etichette lavorano bene e si susseguono produzioni da seguire e supportare.
Iniziamo da due uscite della Elastica Records, label attiva dal 2007 che lavora con gusto e dedizione sulle sfaccettature del bass sound ed è prossima alla trentesima uscita.
La prima è Asteorids, e.p. di Andypop, produttore che ha le sue origini nella jungle capitolina dove scrive di musica (qui su Frequencies potete leggere il suo blog n.d.r.) e conduce l’ottima trasmissione Bassology, rilascia un ottimo lavoro riconducibile a traiettorie UK garage/Uk bass, con una doppietta incisiva formata dalla title-track e Interstellar Trip.
L’approccio unisce frequenze basse ed attitudine da dancefloor relativamente “diritta“, con sapienza. Interessanti anche i due remix, quello di Tuzzy (che è anche parte degli Antiplastic, altro valido nome della label) che spinge le trame più garage, e quello calmo e onirico di Slighty Hazy Trail (duo formato da Maurizio Knuf e Piero Delle Monache).
Sempre per Elastica esce anche l’e.p. di Backwords, intitolato Due.
Due sono anche i nomi dietro la sigla Backwords:  Michele “Pardo” Pauli, chitarrista dei Casino Royale, ed il già menzionato Alberto “Tuzzy” Tucci, fondatore della label stessa, una delle figure chiave dell’avvento del dubstep in Italia e già coinvolto in tanti progetti importanti nell’ambito dei bassi (Casino Royale, Asian Dub Foundation, Zion Train ecc ecc..).
Gli artisti tengono i bpm piuttosto indolenti, insistendo sulle costruzioni percussive e sulla commistione di analogico e digitale, generando uno spettro di suoni ipnotico, che si ciba di mantra orientali in Tay-Yu-Ta, o si fa più psichedelico e spesso nella conclusiva Grasshoppers.
Un lavoro che riesce ad essere deep, a trasmettere profondità.
Continuiamo con il nuovo lavoro di Epitome su Nomad, ottima etichetta che spinge le sub frequenze nel Bel Paese con passione e uscite di qualità (un nome storico della label è Numa Crew).
Quattro i pezzi a comporre Levitation. Dubstep come idea principale di sound, a tratti più etereo e/o complesso (Levitation e Snakes), a tratti più tosto e diretto, “in the face” come nella conclusiva Charon.
Un e.p convincente, un’altra produzione nostrana cui dare la giusta attenzione.

Cannibal Se-lecter

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