Ital Tek “Control” (Planet Mu)

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Alan Myson è stato uno dei primi produttori a intuire il potenziale d’ibridazione nel dubstep, appoggiando delicate armonie IDM sopra un half step scuro e vibrante che tende a distendersi quasi voglia riavvolgersi su sè stesso come nella breakcore salvo poi rinunciare.
Un sound così particolare non può che essere accolto dalla Planet Mu di Mike Paradinas, che ne lancia la carriera pubblicando Bloodline nel 2007.
Ital Tek si diverte a giocare con gli equilibri tra mentalismi e spinta propulsiva, cerca una sua via nel continuum hardcore incrociando breakbeat e linee di basso gonfiate di steroidi digitali.
Un punto fermo nel suo modus operandi è la melodia: a tratti sinfonica, è una ninnananna dolce, eterea, un rassicurante rifugio onirico contrapposto alla devastazione ritmica.
A distanza di un anno da Nebula Dance l’artista inglese torna nei negozi, ovviamente per Planet Mu, raccogliendo 8 tracce in appena 26 minuti.
La strada intrapresa assomiglia a quella seguita dal compagno di scuderia Kuedo aka (val sempre la pena di ribadirlo) Jamie Vex’d, un sentiero dorato a scorrimento iperveloce.
I battiti sono quelli ultra compressi del footwork misto a drum’n’bass, storie che vaggiano a 160 bpm a bordo di una classica Roland Tr 808.
A risaltare, ancora una volta, sono note scintillanti, trame raffinate che rimandano a gruppi di culto come gli Art Of Noise (l’omaggio dichiarato in Violet) dipingendo affreschi celestiali.
Control sogna un Pop retrofuturista accattivante ma al contempo intelligente, atmosfere liquide che scivolano via in un instante di cui però resta un ottimo sapore.

Federico Spadavecchia

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