La notte del Re di Biss 2026: avanguardia e leggende in Valsesia

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In un’estate dove in Italia il numero di festival, rassegne e incontri musicali sembra aver finalmente raggiunto il suo picco massimo, vi raccontiamo il piccolo ma promettente festival La notte del Re di Biss che si svolge in quel di Civiasco (borgo situato in Valsesia, provincia di Vercelli). Un festival culturale estivo incentrato su musica, storie e natura, che prende il nome dal “Re di Biss” (il Re dei serpenti), ovvero il leggendario basilisco del bestiario e del folklore della tradizione locale.
Una piacevole sorpresa dove da subito è emersa l’anima folk ed oscura del progetto legato al territorio e alle leggende locali, con un programma che include talk, laboratori, passeggiate e musica legati proprio alla storia e alle tradizioni con tanto di Grande Parata con la Banda di Muriaglio, inneggiando al folklore locale del Re serpente.
Tutto l’evento (a offerta libera) è coerente con il tema della manifestazione, ovvero le storie fantastiche: prima delle sessioni musicali abbiamo ascoltato il non banale discorso dell’esperto di etnozoologia Lorenzo Rossi che ha raccontato miti e verità nascoste su draghi e bestie fantastiche e su cosa è rimasto nella memoria dei luoghi che conservato queste memorie.
Veniamo alla sezione concerti: un programma che da subito comunica l’anima musicale folk e sperimentale (ma anche dark) dell’evento. Ha aperto Adele H, piacevolmente riscoperta dopo il suo album Civilization (uscito nel 2017 su Obsolate Recording di Buck Curran): lei usa la voce (e i loop) come strumento principale assieme ad un pad a percussione con cui crea un sound a metà strada fra il folk e la sperimentazione, con tratti dark quasi esoterico (vedendo i suoi video il tratto è ben marcato). Un flusso dove l’artista bergamasca, che costruisce dal vivo loop su loop le sue tracce, ha inserito anche i suoi lavori più recenti a tratti di ispirazione religiosa (pezzi come “Ave Maria” di Impermanence, Ramble Records).
A seguire abbiamo assistito alla performance Radio Euridice, quasi un esperimento in bilico fra spoken word, streaming e psichedelia. Collegato in diretta streaming dall’interno di una grotta della valle, Alessandro Barbaglia ci racconta in uno spoken word di circa 1 ora (ndr senza perdere una battuta, anche visto il non comodo luogo da cui era in diretta) la storia trasmetta dalla caverna di Radio Euridice: dal mito di Orfeo e sino alle Radium Girls, un gruppo di operaie statunitensi vittime di un avvelenamento causato dalla vernice radioluminescente utilizzata per rendere visibili al buio le lancette degli orologi. Ad accompagnarlo i suoni orchestrati da Carlotta Sillano (musicista e Direttrice del Festival) e Corgiat.
Dopo è il turno del noto Massimo Silverio (accompagnato dal fidato Nicolas Remondino alla batteria) che ha proposta la sua formula consolidata la cui particolarità è quella cantare principalmente in carnico (cjarniel), una variante antica e montana della lingua friulana. Un set nel buio che ha mescolando folk d’avanguardia, musica acustica ed elettronica. La serata si è poi conclusa con una listening notturna di ambient e field del Compendio Grottesco curato da Lorenzo Peluffo ed Enrico Turletti.
Il secondo giorno due live invece più sperimentali: Federica Nardella, in una chiesetta ha presentato Hissed syntax, un live di musica drone ambient sviluppato grazie ad un suggestivo strumento da lui costruito e composto da due moduli con 18 canne d’organo di diversi materiali e registri alimentate da un flusso regolabile da tiranti.
Dopo di lui ha chiuso il festival Arnau Obiols, eclettico batterista (a tratti con tecniche simili a Remondino), spagnolo noto per la sua duplice identità: da un lato è uno degli esponenti della modernizzazione della musica tradizionale e folk dei Pirenei catalani, dall’altro è un affermato DJ e produttore di musica elettronica (con uscite su Compost Records).
La notte del Re dei serpenti ci è piaciuta, e non da ultimo per la sua coerenza; con il territorio e le storie locali, ben rappresentate nel programma di eventi vari che sono tutti studiati a tema. E anche sul fronte musicale, con una line up perfetta (anche come scaletta) che si è inserita in questo racconto di tradizioni e di bestie mitologiche. La Notte del Re di Biss (giunta alla sua dodicesima edizione) si colloca quindi come evento da tener nel radar, in quella zona fra Piemonte e Lombardia quasi a metà strada fra i vicini di casa della Val d’Ossola (Nextones, Mountain Sound) e Piedicavallo (Luria e Sarv).

Edoardo Grandi