Andrea Benedetti racconta il Link di Bologna

0
534

Sabato 12 aprile sarà il secondo giorno di XXLink  che si aprirà alle ore 19.30 da XXLink Dinner una cena sociale in collaborazione con  personal foodonsale, evento gastronomico tra arte, cibo e musica negli spazi dei Laboratori Dams (Piazzetta Pasolini, 5/b – Cortile Cineteca) a cui farà seguito XXLink Party, il party del ventennale presso la nuova sede di via Fantoni 21, dove dalle ore 23.00 si cercherà di ricreare le atmosfere musicali e visive della prima epopea del Link grazie ad alcuni tra i principali  artisti appartenuti ed ancora attivi nelle storiche crews e labels musicali del Link Project, accompagnati da alcuni supporter esterni tra cui Andrea Benedetti.

Producer, distributore, dj, scrittore, giornalista  e per anni “guru” e consigliere speciale del Link, co-art director con Mauro Boris Borella di Distorsonie dal 1995 al 2004 , ultima edizione nella quale si prodigò di far arrivare a Bologna  Mike “Mad” Banks (UR), con il progetto live “Timeline ” che qui in questo video presenta con la sua stessa voce.



In occasione del ventennale del Link e dell’’XXLINK Party a cui parteciperà sabato 12 aprile come ospite speciale, Andrea Benedetti dipinge un suo personale affresco di quello che è stato ed è ancora il Link.

Parlare del Link a vent’anni di distanza fa effetto.
Sia perché ti rendi conto del tempo che passa, sia perché capisci come sia cambiata la gestione dell’intrattenimento giovanile.
Nel periodo subito successivo ai rave anni ’90 e l’esplosione in Italia del fenomeno Techno & C., il Link era apparso come uno spazio necessario.
Una struttura che riusciva a convogliare intrattenimento alto e basso, corpo e mente.
Un luogo plasmabile in base alle esigenze dell’evento da ospitare come neanche il Tardis del Dr. Who.
Persone preparatissime nei loro campi, modificavano scenografie, luci e suoni per fare di quel luogo una terra di sogno e sperimentazione.
Un posto che mescolava metodologie da rave, da centro culturale, da teatro  e da club con una freschezza ed una semplicità che oggi ce la sogniamo.
Ricordo ancora come fosse solo ieri, la visione straniante delle rappresentazioni, per me tuttora incomprensibili, della Societas Raffaello Sanzio o l’estasi post-atomica delle rappresentazioni dei Mutoid Waste Company.
Ricordo l’inizio dell’era Distorsonie, il primo festival di musica elettronica post-rave italiano, e del suo mercato in Sala Bianca dove tutte le (poche) etichette elettroniche italiane si presentavano al pubblico per promuovere i loro artisti.
Ricordo la gioia di conoscere altre persone che facevano le tue stesse cose e che provavano a cambiare lo status quo di questo strano paese.
Ricordo l’eccitazione di suonare con artisti che ti avevano ispirato.
Ricordo le follie di alcuni di questi e alcune performance che sono state storia come quelle della Rephlex, di Patterson, degli UR, di Mills.
Ricordo i bassi potentissimi di impianti sonori pazzeschi e proiezioni ovunque, ma non gettate lì a casaccio come spesso accade oggi, anche nei migliori club.
Tutto era assemblato per far vivere al fruitore del posto, un’esperienza, un’idea di libertà e di voglia di fare che manca oggi come il pane, troppo persi negli estetismi e poco nella sostanza.

Perché se parliamo di sostanza, al Link ce n’era. Eccome.
Non ricordo altri posti dove potevi sentire techno, house, funk, lounge, electro, EBM, hip hop,  drum ‘n’ bass, colonne sonore. Era come vivere ogni fine settimana (e non solo) in un festival: ogni sala era una scoperta.
Il Link mi è rimasto dentro e con lui tutte le persone che lo hanno reso grande a suo tempo e vivo ancora oggi. Anche i peggiori detrattori non potranno sminuirne l’importanza storica.
Un’idea di spazio culturale unico nel panorama italiano che a vent’anni di distanza ancora ci può insegnare qualcosa.
Troppo persi nel buco nero della club culture odierna, in bilico fra inutili estetismi e emulazione di modelli che non le appartengono (il rock), non ci rendiamo conto che è solo mescolando passione, sperimentazione e capacità artistiche che si riesce a rompere la barriera del conformismo proponendo un’idea di intrattenimento che ancora è possibile.
Sabato 12 aprile 2014  si festeggerà tutto questo, rimettendo in pista suoni dimenticati e modalità operative già rodate nella nuova sede del Link, creando un ideale anello di congiunzione fra passato, presente e futuro.

Andrea Benedetti

Playlist del ventennale del LINK a cura di Andrea Benedetti

Dopplereffeket “Plastiphilia
Drexcyia  “Bubble Metropolis
Underground Resistance  “Jupiter Jazz
The Suburban Knight  “Nocturbulous Behavior
Electric Soul “X square
Jeff Mills “Humana
Synapse “Gas
The Advent “Future City
Voice Stealer “The all electric house
Random XS “Fading away

Info e dettagli su XXLink: www.link.bo.it/xxlink/

Comments

comments

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here