Last Weeks in Dubstep & Bass

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Una nuova rubrica per stare al passo col magmatico mondo del suono a bassa frequenza, dubstep nelle sue varie declinazioni ma anche  bass – garage e similia. Partiamo con uno sguardo alle uscite delle ultime settimane, nelle prossime puntate potrete trovare anche approfondimenti/recensioni, interviste, reportage. Iniziamo  il nostro bollettino dei bassi col singolo Atrium di Consequence,  su Pushing Red, che abbraccia un sound di impronta garage nella title track e diviene sperimentale e sulfureo, sempre su cassa in tempi diritti, nella successiva Box Ritual.
Dall’Ungheria DJ Madd con Never 2 Late (Roots&Future) continua le sue peregrinazioni dub, in combutta con la delicata voce della nipponica G Rina nel primo brano,  più profondo nella seguente Murder Dub.
Genetix esce con Part 1 su Biscuit Factory, rallentando dalla sua vibra drum’n’bass, per scolpire due ottimi lampi deep dubstep, che colpiscono nel segno (specialmente nella cantata Track 1).

La Tempa, label di garanzia, scova un nuovo artista interessante in Nomine, con il quasi omonimo Nomine’s sound. Grande brillantezza di sound e un uso accorto ed efficace di varianti percussive intriganti hanno subito, e meritatamente attratto l’attenzione dell’ambiente su questo artista e le sue prime uscite. Dagli Stati Uniti Bassnectar si cimenta in un remix del classicone Underworld Rez, proponendone una versione che riesce ad essere rispettosa ed innovativa, con un crescendo denso ed ipnotico.
V.i.v.e.k.
mantiene la sua fama di produttore dalle uscite di qualità e  intraprende viaggi cosmici con l’e.p. Asteroids (System Music). La title track sembra una valida colonna sonora di odissea spaziale senza mappa delle coordinate, il brano successivo (anche nel remix di Om Unit) recupera suggestioni trip hop per riaggiornarle al futuro anteriore.
Colpisce il bersaglio anche il duo Kryptic Minds, passato a una dubstep matura e di sostanza dopo un decennio abbondante di ottimo drum’n’bass.
Su Osiris Music pubblicano Namaste e.p, roba profonda…E a chiudere, fresco fresco arrivo dell’ultima ora, come sempre grande sound da Deep Medi Musik, questa volta con Broken LFO di Dub Mechz, duo di South London che colpisce duro e di qualità sulla title track per poi cambiare direzione e volare più leggero sulla b-side intitolata appunto  programmaticamente Change Of Direction.

DIGITAL TRAXX: Dalla Spagna interessante uscita per Aiko su Basal con le due tracce di Diagonal, fluide texture a battuta lenta e profonda.
Amit su Tempa esce con Acid Trip, che è il programmatico titolo della prima traccia che flirta con il sound in quattro per consegnare un beat tosto e diretto, mentre sul secondo pezzo Don’ t forget your roots la voce di Rani si sposa ad un suono reggae/dub vaporoso ma pronto a perdersi nella sporcizia di bassi dubbosi.
Il trio Dark Sky approda alla Tectonic, l’etichetta di Pinch, fulcro della scena di Bristol. La prima traccia Confuktion è un robusto electrobass, pronto per il dancefloor, mentre i bpm si rallentano ed il basso si inspessisce sulla seguente Double U.  Da Gent, Belgio, Masked propone due dubboni filogiamaica su Monkey Dub Records, Watch This e Lion, pronti per una yard colpita dal virus dubstep. Due pesi massimi, seppure di pasta musicale parzialmente diversa, Major Lazer e Flux Pavillion si incontrano per il singolo Jah No Partial, crasi dei due stili produttivi e pezzone per chi spinge il sound bassoso in consolle. Knightmare dall’Uk arriva su Dark Devil con la affascinante (calembour auto-ironico nel titolo, da notare) The K is silent, groviglio di filtri su struttura dusbtep classica.

Cannibal Se-lecter

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