Top Album ’10

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Per la prima volta quest’anno anche noi abbiamo deciso di pubblicare almeno un paio di playlists per fare un bilancio di quanto di buono è stato fatto in questo 2010. Cominciamo con la chart dedicata agli album

10. Pan Sonic Gravitoni (Blast rec.)

Ultimo atto per una delle formazioni più influenti del panorama elettronico internazionale. Ormai nel loro astratto rumorismo minimale il pubblico ha imparato a riconoscerene quasi la forma di canzone. Gravitoni è il giusto tributo alla carriera.

9. Shed The Traveller (Ostgut Ton)

Seconda prova sulla lunga distanza per il genio sonoro di casa Ostgut Ton.
Sui muri d’entrata del Berghain Shed appende una fotografia nitida di quello che sono stati gli anni ’90 per chi li ha trascorsi internato nei warehouse berlinesi e londinesi.

8. Cobblestone Jazz The Modern Deep Left Quartet (!K7)

Mathew Jonson e i suoi fidi compagni di jam session nonchè di label mettono su disco uno dei live più entusiasmanti dell’anno. Macchine e software sono gli archi ed i fiati del mondo moderno ma il sudore, la passione e la voglia di scatenarsi sulla pista rimane sempre la stessa.

7. Skream Outside the Box (Tempa)

Contrariamente al blando Pop bass dei Magnetic Men è in solitudine che Skream rivela tutto il suo talento giocando con generi musicali diversi e alternando la consueta carica ‘ardkore con momenti di intenso lirismo.

6. Four Tet There is Love in You (Domino)

Four Tet, finalmente libero dall’obbligo della ricerca forzata, è riuscito a portare il sound neotrance teorizzato da James Holden ad un livello superiore, schiarendo l’eclissi di Burial senza comunque rinunciare ad un groove danzerino così mielosamente Pop.

5. Scuba Triangulation (Hotflush)

Paul Rose ovvero colui che innovando il dubstep ha risvegliato la techno!
Metrica in quarti, klang metallici e una ritrovata verve per le melodie di Detroit e Chicago segnano la definitiva consacrazione di Scuba tra gli artisti elettronici più talentuosi degli ultimi dieci anni: andando via da Londra ha teorizzato la Techstep e convertito al suo verbo la Cattedrale della minimal techno con le serate Sub:stance!

4. Deepchord Liumin (Modern Love)

Calda dubtech per affrontare un rigido inverno. Tra riverberi e melodie sospese nell’inconscio pulsa il cuore dell’eredità Basic Channel componendo versi che non necessitano di parole.
Jazz retro-futurista per chi pretende ancora di essere catturato dalla prima all’ultima nota.

3. Shackleton Fabric 55 (Fabric)

Come per Villalobos non una semplice compilation ma un mixato di materiale interamente inedito ad opera del produttore inglese più estroso del momento.
Sam ormai possiede una dimensione soltanto sua oltre il dubstep o la minimal house berlinese: percussioni magrebine rimangono sospese su un flusso slegato dal 4/4.

2. Quentin Harris Sacrifice (Strictly Rhythm)

Oggi tutti si dichiarano Dj house, Quentin non ha bisogno di far proclami lui è l’House del 2010! Niente loop o sample ammiccanti ma arrangiamenti sontuosi per una produzione al servizio del cantante di turno di modo da tirar fuori tutta le tensione possibile.

1. Anbb (Alva Noto & Blixa Bargeld) Mimikry (Raster Noton)

Ed eccoci alla prima in classifica e chi premiare se non due pilastri dell’elettronica nel senso più ampio del termine?
Mimikry sigilla il patto del Diavolo tra l’industrial e il minimalismo, il comandamento definitivo tra le scuole qui rappresentate: il rock di Blixa picchia sui chiodi sonori di Carsten e le frese digitali graffiano più di chitarre distorte.

Federico Spadavecchia

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