Seven Trax One Week: Acoustic Drone

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Andrea Cazzani: Il drone (per chi non ne sapesse nulla: genere basato su una o poche note fatte risuonare all’infinito) è fra gli stili musicali più in voga oggi. Affermazione da prendere cum grano salis, visto che non mi sembra che nella programmazione di Radio Deejay il drone ricorra spesso, per non dire mai. Diciamo che se ne può essere accorto chi frequenta i concerti underground. Il drone contemporaneo però è ottenuto tramite elettronica o chitarre caricate di effetti, ma le sue origini sono ancestrali e si possono veramente ricondurre a quando l’uomo primitivo si è accorto di poter creare qualcosa col suono e l’ha chiamato musica. La voce stessa, il primo e più naturale tra gli strumenti musicali, crea dei droni.
Molti strumenti tradizionali sono fatti apposta per la nota insistita: tra quelli più vicini a noi, la cornamusa, la ghironda e la fisarmonica, anche se è l’India il paese dove la tradizione del drone è più radicata. Secondo la religione induista infatti, un drone ha dato origine al mondo: questo è il significato dell’Om, la sillaba insistita pronunciata durante la meditazione, che viene definita “ekakșara”, “la sola cosa eterna”. Definizione che sarebbe piaciuta a Pauline Oliveros, maestra del genere purtroppo mancata qualche giorno fa, a cui questa playlist è dedicata. Ecco quindi una carrellata di droni ottenuti con strumenti acustici, tradizionali, modificati o autocostruiti. Vista la lunghezza e la ripetitività inusitata di alcuni di questi si consiglia l’ascolto nei momenti di relax.

Tracklist:

Demetrio Stratos – Investigazioni (Diplofonie e Triplofonie)
Alvin Lucier – Music for Piano with Magnetic Strings
Pauline Oliveros – Rattlesnake Mountain
Yoshi Wada – Bagpipe
Ellen Fullman – Woven Processional
Pandit Pran Nath – Raga Malkauns (21/8/76 NYC)
La Monte Young – Pre-Tortoise Dream Music, Part Two

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