I Dream Of Wires (Regia di Robert Fantinatto)

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Da dove viene questa ritrovata passione verso la tecnologia analogica che sta spopolando in questi anni? E perchè oggi possiamo tranquillamente parlare di moda del modulare?
Per rispondere a queste domande Robert Fatinatto e Jason Amm (che i nostri lettori ben conoscono sotto l’alias di Solvent) hanno scritto e girato I Dream Of Wires, documentario che segue la nascita e lo sviluppo della sintesi elettronica intervistando pionieri e famosi interpreti della più grande rivoluzione musicale dell’era moderna.

Date le definizioni di base, il viaggio incomincia con il raccontare le intuizioni geniali di Robert Moog e Don Buchla negli anni ’50 e ’60, rimbalzando tra la Columbia University e il San Francisco Tape Music Center.
Se il primo manteneva un approccio di stampo classico legato alla teoria e fisionomia del pianoforte, il secondo preferiva lasciare all’utente campo libero assicurandogli una manovra totale sui toni e sulla sequenza. Le applicazioni del loro lavoro andarono oltre ogni possibile previsione, venendo impiegate sia da sperimentatori quali Steve Reich, La Monte Young, e Terry Riley che nel Pop, quando tra la fine dei ’70 e gli ’80 i sintetizzatori dominavano ogni classifica.

Le parole dei protagonisti trasudano un amore incondizionato verso le proprie macchine.
Lungo la strada ascoltiamo le esperienze di icone quali Gary Numan, Vince Clark, Chris Carter, Morton Subotnick, Trent Reznor e molti altri; ogni volta c’è da restare a bocca aperta per quanto si sentano ancora coinvolti nonostante il successo riscosso e la possibilità di vivere di rendita.

C’è oggi la medesima intensità? Ci riempiamo di cavi, oscillatori e filtri soltanto per dimostrare abilità tecnica o esiste una ragione più profonda? Questa è la domanda che si pone chi ha ieri ha fatto la Storia.

In un’ora e mezza abbondante I Dream Of Wires offre una bella panoramica della scena entrando nelle accademie e mostrando veri reperti d’epoca anche se, a seconda del vostro grado di interesse verso i tecnicismi più dettagliati, non è raro farsi scappare più di uno sbadiglio.
Un film che gli appassionati di musica elettronica dovrebbero guardare almeno una volta. Per chi si sente veramente hardcore c’è la director cut di quattro ore.

E’ possibile acquistare lo stream su: https://vimeo.com/ondemand/idreamofwires

Federico Spadavecchia

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