Stereo Torino: Missione Compiuta

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Per quattro anni su queste pagine abbiamo avuto il piacere dar voce alla crew di Stereo Torino, di raccontarne le storie a cominciare dalle caraffe di techno nebbiolo a cena, con cui anche gli ospiti più riservati si lasciavano andare come fossero di famiglia, per finire alle albe sul Pò e alle sciarpe alte per ripararsi dal gelo invernale tornando in stazione, con il rimbombo della cassa ancora vivo nelle orecchie.
Ieri con un comunicato sulla loro pagina Facebook i ragazzi hanno annunciato la conclusione della loro avventura insieme:

Quattro anni di musica, quattro anni di passione. Stereo finisce qui. Grazie a tutti voi!

Poche parole, un messaggio chiaro e purtroppo definitivo segna il capolinea di uno dei primi progetti a riaffermare l’orgoglio techno in Italia, in un periodo in cui la nu prima, e la loopy house poi, dominavano incontrastate, e nessuno sembrava più ricordare il piacere delle ritmiche meccaniche, specie di matrice europea.
Risorse limitate sì, ma il grande amore per la club culture gli aprirà la strada al vertice dei parties del Nord Ovest.
Si dimostrano lungimiranti decidendo di puntare sui volti meno noti del Berghain quando si parlava soltanto di Dettmann e Klock, contribuendo così al salto di Marcel Fengler e Ryan Elliott, o quando stringono il sodalizio con quell’hooligan cazzone di Karl O’Connor aka Regis, che si è sentito talmente coinvolto da dedicargli le sue Turin Versions su BEB, anticipando l’onda che ha riportato la techno al top della popolarità.
Abbiamo avuto i brividi ascoltando tra gli altri i set di Brendon Moeller, Developer, Silent Servant, Boris, Luke Slater, Stefan Goldmann, Shifted, così come abbiamo ammirato la passione dei resident Gandalf, RedRob & Tsura, Buzz, Matteo Viani, Decoside, e anche di chi stava dietro le quinte a svolgere un compito altrettanto prezioso.
Ora chissà come si evolveranno le cose, se da Stereo nasceranno nuovi germogli.
A ben guardare qualche indizio c’è già, quindi niente lacrime e tristi addii ma un forte in bocca al lupo a tutti, ognuno col proprio percorso, perchè a noi di venire a ballare sotto la Mole non è mica passata la voglia!

Federico Spadavecchia

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