Die Welt ist Klang: Speciale Pete Namlook pt. II

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Vi abbiamo raccontato quanto sia vasta la produzione di Pete Namlook e della sua FAX.
Bene per rendere omaggio alla sua grandezza un esercito di amici, artisti, allievi del compositore tedesco sono stati chiamati a raccolta dal titolare della americana EAR/Rational Music, Dave, che ha prodotto una compilation monumentale, intitolata Die Welt ist Klang, i cui proventi andranno per intero ai familiari di Namlook.
All’interno di uno splendido cofanetto in legno trovano alloggio otto CD contenenti 47 tracce firmate dai discepoli di Pete e altre 44 dai suoi fans più sfegatati.
Non perdiamo quindi altro tempo e andiamo a sentire cosa ha da dirci:

Ciao Dave, innanzitutto che ne dici di presentarti ai nostril lettori e raccontarci il tuo rapporto con Pete Namlook?
Gestico la EAR/Rational Music, un negozio di musica su Internet che ho aperto nel 1992, lo stesso anno in cui Namlook diede vita alla started FAX +49-69/450464.
Nel 2000 divenni il distributore ufficiale della FAX per il Nord America, così da allora fino al 2012 ho lavorato direttamente per Namlook, il quale mi incaricò di vendere i cd della label ai fan e ai negozi in tutto il mondo (tranne che in Uk e in Europa).
Com’è nata l’idea di questa compilation tributo?
Mi è venuta l’idea subito dopo aver sentito la notizia, ma ad esser onesto non ho fatto nulla fino a quasi quattro mesi dopo.
Ne avevo parlato attraverso la EAR/Rational mailing list e uno dei miei clienti, Dave Brunelle, webmaster e assistente per la MOD Technologies di Bill Laswell, mi ha messo in contatto con Krystian Shek, che aveva avuto la stessa idea del tributo.
Krys aveva già contatto diversi artisti, incluso Bill Laswell, così in pratica abbiamo unito le forze e l’avventura è ufficialmente partita da qui.
Il numero degli alumni e dei fans di Pete è impressionante, come mai la sua arte è stata così influente e quale pensi sia stato il suo più grande insegnamento?
La musica di Namlook e la FAX sono influenti per molte ragioni.
Per prima cosa Namlook non si è mai confinato in unico stile, ha sperimentato un bel po’ e il risultato è un lavoro ben variegato.
Inoltre direi che è stato uno dei più grandi, e ignorati, pionieri dell’ambient. Non dimentichiamoci che nel 1992 la scena elettronica era tutta presa dalla techno e dalla hard trance quando Namlook se ne uscì quasi fuori dal nulla con Silence, un classico dell’ambient. In fine direi che la ragione della sua influenza è da ricercarsi nella sua volontà di collaborare con gli altri.
Proprio le sue collaborazioni sono tra i numeri più belli del catalogo FAX, aveva l’incredibile capacità di tirar fuori il meglio di sé e degli altri quando ci si lavorava assieme: Silence, Dreamfish, 2350 Broadway, From Within, Shades of Orion, The Fires of Ork, Jet Chamber, S.H.A.D.O., Dark Side of the Moog, Move D/Namlook, ecc.
La maggioranza degli artisti è fortunata a produrre un’unica hit stellare in carriera mentre Namlook ne ha rilasciate tantissime!
Quanto alle lezioni impartite credo siano ricomprese qui sopra, a proposito mi piacerebbe citare Thoreau: “Se un uomo non mantiene il ritmo dei suoi compagni forse è perché ascolta un altro batterista. Fatelo avvicinare alla musica che sente, vicina o lontana che sia”.
Invece di fare quanto indicato da altri Namlook seguì il suo percorso, ha gestito la sua etichetta, e per la maggior parte delle cose ha fatto tutto da solo.
DIY è importante…perfino se non hai successo le lezioni che apprendi non hanno prezzo.

Sei rimasto sorpreso per il responso di tutti questi artisti che hanno volute partecipare con i loro brani?
Sono stato un po’ apprensivo nell’approcciare artisti della fama di Richie Hawtin e Gaudi, e fui molto sorpreso quando risposero con entusiasmo appena poche ore dopo che li contattai. E’ chiaro che gli artisti provano un sacco d’affetto e rispetto per Namlook, e in effetti sotto quest’ottica non c’è da sorprendersi affatto.
Alcuni artisti sono stati più difficili da raggiungere a causa di impegni di tour, traslochi di studio ecc…, ma non ci è voluto molto perché la mia sorpresa svanisse e iniziassi a controllare la mia posta in attesa delle prossime risposte positive.
Quale criterio hai seguito per selezionare le tracce da pubblicare? E quando hai detto: “Ok, ne abbiamo abbastanza”?
In realtà c’è stato pochissimo lavoro di selezione da parte mia. Fin dall’inzio, infatti, la mia idea era un tributo che raccogliesse produzioni sia di alumni che di fans basate sul rapporto speciale che Namlook aveva con loro.
Il mio piano consisteva nell’usare tutti i pezzi mandati dai FAX alumni e quindi lasciare che i fans votassero le tracce inviate dagli altri fans (effettivamente in questo modo siamo passati da 93 candidate a 44 finali). Un paio di fans mi hanno lasciato una selezione di brani così attraverso la loro pagina SoundCloud ho suggerito loro il più attinente.
Come per i FAX alumni li ho contattati uno ad uno e ho parlato loro del progetto chiedendogli se volessero inviare una traccia. Ho specificatamente richiesto brani inediti qualora fossero disponibili, ma chiaramente qualsiasi apporto sarebbe stato gradito.
In alcuni casi avevo già in mente quale traccia chiedere quando ho avvicinato l’artista (per esempio Burhan Öçal, Blaine Reininger, Pascal FEOS, Gabriel Le Mar, Massimo Vivona).

Daniel Pemberton mi ha addirittura mandato un intero album inedito tra cui scegliere, e Benjamin Wild mi ha indirizzato subito alla sua pagina SoundCloud dove mi sono innamorato di 41, così siamo andati avanti con quella.
Lars Müller è stato estremamente gentile e mi ha inviato material mai rilasciato a nome XJacks, Aerial Service Area, e Victor Sol così sono finito a includere un pezzo della sua nuova band Hane perché ritenevo evocasse lo spirito di Peter.
Per quanto all’”averne abbastanza” chiaramente non ci ho mai pensato. Mi è stato suggerito di fissare una scadenza e da principio l’avevo schedulizzata al 31 maggio 2013, ma divenne presto evidente che occorresse più tempo, quindi posticipai la deadline e inclusi più tracce.
Quello che originariamente doveva essere una compilation da uno o due CD arrivò a otto CD, così adesso son felice di non aver detto: ”Ok, basta così!” quando raggiunsi la scadenza originale.
C’è un produttore la cui partecipazione alla compilation ti ha sorpreso?
Ci sono così tante tracce fantastiche che mi sembra di dover scegliere quale sia il mo figlio preferito. Molti dei pezzi che non avevo mai sentito prima mi hanno sorpreso in qualche modo. Ti dico due parole circa le prime che mi vengono in mente:

By a River (for Peter) – Questa traccia contiene il feature di Bernie Worrell al piano elettrico, ed è stata una gran sorpresa per me perché non avevo idea che Bernie fosse coinvolto. E’ una bellissima canzone, Bill e Bernie si completano perfettamente l’uno con l’altro.

Regentropfen (Variation 01) – la prima volta che l’ho sentita avevo le lacrime per la commozione quando a 1.59 David usa un sample dello stesso CD “rain” che ascoltavo ogni notte prima di andare a dormire.

She Came Dancing Across the Water – Sorpresa! Sono Quattro chitarre trattate!



Public Transformation – Avevo già familiarità con alcuni dei lavori di Blaine con i Tuxedomoon, e quando iniziai a gironzolare sul suo Bandcamp ho trovato un sacco di pezzi incredibili che non avevo mai sentito. Non è molto conosciuto per le sue produzioni ambient, così rimasi davvero sorpreso dalla loro bellezza e capii che sarebbero state perfette per il Disco 1 (in origine avevo pianificato di usare Coyoacán sul Disco 4, ma non c’era più spazio disponibile.)

Your AngelMassimo è famoso per i suoi pezzi techno, e ho immaginato che avremmo utilizzato uno di quelli, ma quando incappai in Your Angel, fu chiaro che era quella la traccia da scegliere. Così differente dalle altre, è tenera e bella, secondo me evoca davvero sensazioni angeliche. Un tributo perfetto a Namlook.

Lunar Patchouli – Come ditto prima quando contattai Gaudi fui stupito da quanto velocemente mi rispose. Aveva accettato gentilmente a concedere l’uso di questa traccia, che io adoro, dicendomi che Namlook l’amava in ugual misura, così sono molto eccitato a vederla far parte della compilation.

Secret Path – Quando Lorenzo mi mandò la traccia per la prima volta, mi disse che si trattava di un pezzo che Namlook aveva cominciato per Labyrinth VI e che lui (Lorenzo)  aveva intenzione di completare per Die Welt ist Klang, ma me ne dimenticai. L’ho segnata per mesi come una traccia di Lorenzo Montanà prima che rileggessi la sua mail realizzando che Namlook fosse coinvolto. Così fu una sorpresa anche se pensavo che non lo sarebbe stata.

Electric Universe – Quando contattai per la prima volta Simon, che ora vive a Ibiza, mi disse che aveva alcune vecchie tracce inedited di cui si era quasi dimenticato. Mi aspettavo di ascoltare un qualcosa di simile a Houdini, così Electric Universe fu una piacevole sorpresa. Mi mandò anche un’altra canzone unreleased, Bioport, che a un certo punto speravo di pubblicare.



Energy to Earth – Non ero sicuro su cosa aspettarmi quando Geir disse che mi avrebbe mandato un demo di Fires of Ork. Sono sorpreso che una traccia di questo livello non abbia visto la luce fino ad oggi!

Sax on Dub/Klangschale/Jazzy Mid-On – Ero in contatto con Pascal FEOS da un bel po’, ma a causa di un cambio di studio e altri impegni santì che non ce l’avrebbe fatta a partecipare. Qualche tempo dopo, contattai Oliver Lieb, che mi propose Klangschale, dalla compilation Zeitlos (che contiene inoltre Mindlab di Namlook). Non conoscevo questa compilation e non pareva nemmeno molto diffusa.
Così chiamai Pascal e gli chiesi il permesso di usare anche per nel suo caso una traccia estratta dalla Zeitlos, intitolata Sax on Dub, che adoravo moltissimo e lui prontamente accettò.
A quel punto, Dr. Motte & Gabriel Le Mar erano già a bordo con Acid Spray, ma vedendo che Gabriel aveva anche lui un brano sulla Zeitlos, decisi di chiamarlo e chiedergli di poter avere anche per lui un progetto solista.
Non volevo tuttavia utilizzare una terza traccia della Zeitlos, così selezionai Jazzy Mid-On, che amo.
Non è stata esattamente una sorpresa ma una confluenza interessante: se non avessi contattato Oliver Lieb, Die Welt ist Klang non solo non avrebbe potuto contare su una sua traccia ma nemmeno su quelle di Pascal FEOS e Gabriel Le Mar.

The Light That Burns – Mi aspettavo una traccia ambient track da Mick, e così questa mi ha letteralmente colpito. I samples di Blade Runner samples fanno la differenza, e sono pertinent visto l’amore di Namlook per il film, e l’importanza del concetto: “The light that burns twice as bright burns half as long, and you have burned so very very brightly.”

Sodbrennen – Non sono sicuro che sia ciò che mi aspettavo, ma questa traccia (“Heartburn”) mi ha sorpreso. La amo! E’ chiaramente piena di emozioni e si differenzia da tutte le alter, la considero una sorpresa di benvenuto.

Anwendung Elektronischer Musik für den Film – Sapevo davvero poco circa Oskar Sala prima di mettere insieme Die Welt ist Klang, così conoscere lui e la sua musica è stata un’altra grande sorpresa. Ha creato musica o suoni per oltre 300 film e dopo che morì nel 2002 Das Deutsches Museum di Berlino è diventato il custode della sua memoria conservando migliaia di registrazioni.
Questa traccia (come moltissime altre in vero) era la B-side di un 7” dato insieme a un magazine chiamato Gravensaner Blätter nel 1962. E’ la traccia più vecchia presente su Die Welt ist Klang.

Chi è il producer che hai volute a tutti i costi?
David Moufang, perché è presente sul catalogo FAX più di ogni altro artista (eccetto Namlook ovvio).
Die Welt is Klang non sarebbe stata completa senza il suo apporto. Viaggia spesso ed è sempre molto occupato così dapprincipio è stato difficile mettersi in contatto. Ma una volta sentiti è stato davvero gentile, un’altra ragione per cui sono contento di aver ignorato la mia stessa deadline.
Puoi dirci qualcosa su come hai gestito lo sviluppo del progetto?
Questo è stato un progetto monumentale, e non sarebbe stato possibile realizzarlo senza un sacco d’aiuto.
Tutti i ringraziamenti sono nel booklet, ma un grazie speciale va a Krystian Shek. Lui è stato il mio uomo di punta in Germania: si è occupato di tutto dalla traduzione di mail e documenti a contattare persone presso varie agenzie e musei.
Quali difficoltà hai trovato lungo il percorso?
L’aspetto più difficile del preparare la compilation è stato trovare un equilibrio col mio lavoro di tutti i giorni che può essere esigente e con le mie responsabilità familiari. Ci sono state un sacco di lunghe notti e ore piccole e molto tempo trascorso ad aspettare. Ma d’altra parte ci sono stati diversi incidenti felici lungo la via. Mi piace pensare che in qualche modo Pete mi stesse aiutando da lassù.
Perché le nuove generazioni di appassionati di musica elettronica dovrebbero conoscere Pete Namlook?
La musica non nasce dal nulla. Come per tutta l’arte, questa cresce basandosi su ciò che c’era prima.
Per apprezzare l’arte al meglio dobbiamo comprendere la sua storia e la sua forma e riconoscere la profonda influenza dei pionieri di ogni genere.
La famosa descrizione dei Velvet Underground fatta da Brian Eno: una band che nonostante non avesse venduto molto aveva ispirato a mettere su un gruppo chiunque ne avesse acquistato un disco.
Ritengo che ci sia un parallelismo con Pete Namlook, il quale non è certo un nome familiare a tutti o un bestseller, ma ha avuto sicuramente una profonda influenza sul genere ed è grazie a lui se oggi ci sono così tanti artisti.
Tutti i profitti della vendita della compilation andranno alla famiglia di Namlook, per favore dicci dove possiamo comprarla
http://namlooktribute.bandcamp.com/

Federico Spadavecchia

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