The Master Series Part 17 mixed by Hernan Cattaneo (Renaissance)

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Dopo essere stata dichiarata aziendalmente morta per circa un anno la Renaissaince, label simbolo della scena prog house inglese, risorge miracolosamente nelle mani del suo fondatore storico Geoff Oakes tornando a contendersi il trono delle miglior compilation sul mercato.
Le Master Series sono il fiore all’occhiello dell’etichetta ed hanno ospitato i nomi più importanti del genere. Inoltre rispetto a concorrenti altrettanto prestigiose come Global Underground possono vantare una maggiore coerenza; infatti, mentre le GU si sono abbandonate a cambi stlisitici molto discutibili, Renaissance è rimasta sempre fedele alla linea, ed anche negli episodi meno convincenti la colpa va ricercata in una generale flessione creativa dell’ambiente piuttosto che nelle scelte artistiche.
Per questa diciassettesima puntata (la seconda del nuovo ciclo) è stato richiamato in servizio uno dei Dj più amati dal mondo progressive: Hernan Cattaneo.
Il Dj argentino scoperto da Paul Oakenfold è stato protagonista di una stagione incredibile ai parties The Gallery organizzati al Minisry Of Sound di Londra, rappresentando in pieno la ripresa di una corrente dell’elettronica da ballo che ha finalmente ritrovato una propria identità e dimensione.
Dopo l’era di Ibiza, del Cream e relativo Creamfield, degli anni emozionalmente bui della contaminazione electro, si riparte da una sala dove a trovare spazio sono solo musica, sudore ed entusiasmo, dove se vuoi bere devi uscire.
Come vuole la tradizione l’affresco rinascimentale in copertina custodisce un doppio cd da un’ora e venti ciascuno.
Il primo è all’insegna del puro viaggio estatico con melodie pastello che ti fanno sentire in pace con il mondo. Le tracce, anzi qui possiamo permetterci di usare a proposito il termine canzoni, proposte appartengono a punti di riferimento come Guy J, Henry Saiz, Guy Gerber, a paladini della deep house quali Ripperton e Timewriter, a nuovi arrivati come Pional (sì proprio l’amichetto di John Talabot) ma soprattutto a tanti local heroes.
A rendere speciale quest’esperienza è la dimestichezza ai controlli di Cattaneo: avete presente quella storia che raccontano sempre i Dj’s sul fatto che suonare è un pò come raccontare una storia? Bene, ecco Hernan è uno dei pochi al mondo che non soltanto ci riesce, ma ci mette così tanta enfasi da portarti sull’orlo della commozione!
Per di più, scorrendo la tracklist, è possibile constatare che il ragazzo, in compagnia del fido Soundexile, è anche un eccellente producer e remixer.
Il secondo disco segna già in apertura un cambio di passo: il basso aumenta la profondità, le ritmiche si fanno più decise e le melodie mentali.
Pochissimi i volti noti qui presenti se non per alcuni già citati (Cattaneo, Guy J, Gerber) e superstars del livello di My Favorite Robot, Layo & Bushwacka! insieme a Cevin Fisher (remixati dal nostrano Tennis) ed Agoria.
Graditissimo il recupero di due vecchie glorie targate Global Underground, gli Atlantic breakers Pako & Frederik.
Il vento soffia in una notte che di finire non ne ha la benchè minima intenzione, e l’incantesimo sarà svelato quando, tolte le cuffie, vi troverete nel letto anzichè in una fredda alba nei pressi di Elephant & Castle.

Federico Spadavecchia

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