Gandin Bday with Mike Dehnert @ Stereo, Torino

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Primo reportage del 2011, iniziamo l’anno con un’altra storia di vita notturna e parallela, lasciamo Genova e la luce del sole per una luminosa serata torinese.
All’ombra della Mole il senso di familiarità è molto forte, pochi passi sovrappensiero in San Salvario e ci becchiamo con Gandalf, master mind dei parties Stereo e Secret Mood, nonché per questa notte nostro padrone di casa.
L’occasione della trasferta è davvero speciale perché si festeggia il compleanno di Federico Gandin, un Dj che non ci stancheremo mai di supportare vista la sua cultura e abilità: responsabile del settore musica di Fnac (come un certo Laurent Garnier) da oltre dieci anni diffonde il verbo di Detroit per un pubblico sempre più vasto senza mai cedere a facili scorciatoie commerciali.
Ed è proprio lui che ci accoglie alla porta del suggestivo Club Gamma, il Watergate italiano incastonato tra il parco del Valentino e il lungo Po.
L’incontro sarà il fil rouge della serata visto il numero di amici presenti.
Con Federico parliamo della situazione attuale del clubbing nostrano e internazionale ma anche dei suoi nuovi progetti discografici di cui più tardi potremmo sentire un assaggio in anteprima.
Ai resident Rob & Tsura spetta il compito degli onori di casa, e loro non si tirano indietro scaldando l’ambiente con un sound bello energico perfetto per spianare la strada all’ospite Mike Dehnert, rappresentante della nuova techno made in Berlin.
Dopo l’indigestione minimal e il ritorno all’house sembra ormai giunta l’ora di reincontrare la techno e vedere quanto è cambiata. Certo i bpm sono più sostenuti rispetto alla nu house ma non corrono più come a fine anni 90, mentre il loop fine a sè stesso pare un virus letale per tutta l’elettronica da club immune a qualsiasi cura. Il patron della Fachwerk Rec ci sorprende con un lungo set a colpi di vinile e cd interamente di sue produzioni.
Oscurità ed echi industriali stridono un pò con l’allegro clima da festa in famiglia del Gamma.
Mike porta avanti un set altalenante, coerente per storytelling ma che, come un documentario scientifico, è impietoso nel mostrare i difetti della techno post True Spirit tutta muscoli e chimica.
Fortunatamente il ragazzo ben conosce le proprie radici, e di conseguenza è irresistibile quando ritorna alle origini e sfoggia uno stile Chain Reaction.
Intanto in pista si balla e si commenta perché a Stereo la Musica è protagonista come dovrebbe essere ovunque si voglia parlare di Club Culture.
C’è a chi, come l’House Hero Stefano K Soul, il set non piace poiché privo del soul di Detroit, e ci sono altri veterani come Franco Matley e Simone Kk che se la ballano sorridenti apprezzandone i riflessi old school; l’importante è il confronto, poter imparare qualcosa di nuovo ascoltando diversi punti di vista.
Il party è davvero riuscito, si registra il record stagionale d’ingressi nonostante la concorrenza di un mostro sacro quale Robert Hood.
I ragazzi di Stereo hanno dimostrato che fare clubbing di qualità senza mega ospiti per la massa non solo è possibile ma è anche premiante, a patto però di conoscere la materia perchè un vero art director deve sempre sapere quando è il momento migliore per guardare avanti lasciando gli altri a scannarsi per un limone già spremuto.
Tra una caraffa e l’altra di gin tonic nel frattempo Federico Gandin ha preso posto in plancia e l’ordine per il salto nell’iper spazio è già stato impartito.
Bastano un paio di dischi per avvertire il cambio di stile, molto più stratificato e armoniosamente complesso.
La ritmica è sempre importante naturalmente dato l’impostazione della serata, ma i dettagli melodici fanno la differenza. Dì che vieni da Berlino Fede e chiedi cachet milionari, almeno tu li meriti!!!
Manca poco all’alba e il mio treno già fischia, vado via davvero contro voglia ma, visto i prossimi appuntamenti con Stereo, non avrò il tempo per soffrire di nostalgia.

Federico Spadavecchia

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