Dal prossimo venerdì 19 a domenica 21 giugno 2026 si terrà a Foligno la ventesima e ultima edizione del Dancity Festival.
Questa la fredda cronaca. Ma qui non si tratta più di pubblicare informazioni per appassionati di musica. La nostra è una chiamata alle armi, presenza e orecchie, vogliamo che in Umbria accorra un pubblico numeroso, attento, capace di diventare massa critica su più livelli. Lo abbiamo sempre detto: la Musica è Politica.
Quando ci si arrende agli eventi preconfezionati fatti solo per riempire le tasche di chi organizza, si rinuncia a far valere il proprio pensiero. Non è la banale questione cultura contro intrattenimento, ma capire che è un dovere civico stare al fianco di chi, come la crew di Dancity, fa sacrifici enormi di tempo, risorse lavorative ed economiche, per offrire a tutti e tutte la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo che, anche nel pieno dell’edonismo del clubbing, lasci qualcosa dentro di più profondo che un video sul cellulare.
Ecco quindi che la visione si allarga, e ci si spinge oltre i nomi in lineup. Si ragiona su come la macchina pubblica supporti effettivamente chi promuove cultura, giovani e territorio, e che invece si ritrova a contare solo sulle sue forze. Il superamento delle differenze e l’integrazione passa da questa stessa strada.
Si scopre come l’Italia sia mal collegata, quando con una ferrovia adeguata si farebbe un importante salto di qualità per la vita delle persone (e ci avrebbe permesso di partecipare a più edizioni della manifestazione umbra). Si parte dal divertimento e si arriva al vivere quotidiano.
La ventesima edizione di Dancity inoltre mette sul piatto un’altra questione fondamentale: il cambio generazionale. Tocca alla generazione Z cominciare a prendere le redini del futuro, e ciò avviene in un momento molto delicato per la Musica, che sembra ormai prosciugata della sua anima di rottura.
Nel programma del weekend si rincorrono storie mitologiche ed eroi che bramano il futuro.
I Matmos omaggiano Piero Umiliani, mentre gli Orb mettono in scena Adeventures beyond the Ultraworld, un album seminale che ha segnato un’epoca.
Moritz Von Oswald nonostante tutto non arretra di un millimetro, ed è pronto con un nuovo progetto insieme a Mohammad Reza Mortazavi.
The Bug e Ghost Dubs usano la potenza del suono per descrivere fedelmente la rovina del mondo. Il dj set di I-F è innamorarsi alla follia dell’apocalisse. Al polo opposto la gioiosa ironia latina di Matias Aguayo.
Noemi Buchi è una delle star di domani, la sua ricerca seduce e fa viaggiare, mentre Vera Grace, anche lei destinata a grandi palchi, mixa puntinismo millsiano e tappeti cosmici su un beat senza soluzione di continuità. Blawan, Acretess e Colin Benders sono la solidità del presente, tra techno e introspezione.
L’arpa di Ange Halliwell collega il centro storico di Foligno con le stelle. Etienne Jaumet e i suoi sintetizzatori faranno ballare la città intera. E ancora molti altri artisti e artiste come Funken, Marco Gallerani, Naima, Franco B, Dj Food, Kreggo, Calm, Placid Angles, Sandra Mason, Raffaele Costantino, che renderanno speciale questa tre giorni.
Alla fine saranno lacrime e sorrisi, ma se la legacy (eredità in Italiano non rende il concetto) di Dancity verrà raccolta il futuro potrà essere guardato con ottimismo.
Federico Spadavecchia










