Sunn O))) live in Dresda: Oltre la soglia, nel cuore pulsante dell’inferno

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L’iconico e assordante duo Sunn O))) arriva a Dresda, pronto a incantare il pubblico con una performance che si preannuncia come un vero e proprio rito pagano, pensato per gli appassionati delle atmosfere cupe e delle dimensioni più oscure della musica.
Gli spettatori sono catapultati in un’esperienza unica, dove gli intrecci ipnotici e massicci del loro muro di suono plasmano un’avventura sensoriale straordinaria.
Un terremoto sonico, capace di scuotere le fondamenta dell’intera location (il Kulturzentrum Strasse E)!
I presenti sono avvolti da vibrazioni magnetiche e immersive, trame di una delle realtà più rivoluzionarie e influenti nella storia del genere.
La serata comincia con un’introduzione particolare: l’ascolto di una registrazione dal vivo del 1986, frammento prezioso che cattura l’atmosfera di un concerto dei leggendari Venom a Trenton, New Jersey. Nel sound grezzo di quell’epoca riecheggiano i commenti teatrali e surreali di Cronos, carismatico frontman della band, che danno vita a momenti al contempo grotteschi ed esilaranti. Una piccola porzione di quel caos trovò nuova vita nel 1991, stampata su un vinile da 7 pollici dall’etichetta underground Ecstatic Peace! di Thurston Moore, diventando presto un oggetto del desiderio per gli appassionati.
Mentre l’audio del live risuona nell’aria, l’atmosfera si fa sempre più densa. Una coltre di nebbia inizia lentamente a salire, insinuandosi sul palco fino a diffondersi tra il pubblico, fino a inghiottirlo!
L’intera sala si trasforma in un paesaggio spettrale, una dimensione sospesa dove le persone sembrano fluttuare come anime intrappolate in uno spazio irreale.
Il concerto si evolve in una sorta di discesa metafisica attraverso un mondo oscuro e minaccioso, quasi un girone infernale dominato dalle ombre perpetue. Quando la tensione raggiunge il culmine emotivo, cala una breve tregua, un istante di surreale silenzio; le luci si accendono con violenza, tingendosi improvvisamente di un rosso acceso e vivo.
In quel frangente ogni separazione tra dimensione effettiva e immaginaria si dissolve: non ci sono più confini. Siamo precipitati oltre la soglia, nel cuore pulsante dell’inferno.
Per due ore veniamo travolti da un vortice sempre più potente, un turbine che ci cattura senza scampo. La musica, come un filo conduttore, si interrompe all’improvviso, lasciandoci spaesati, abbandonati a noi stessi in una fitta coltre brumosa, quasi a cercare una via d’uscita in quel momento in bilico.

Daniele Codarin