The New Atlas of Digital Art, il 23 giugno Ryoichi Kurokawa – live AV @ MEET Digital Center Milano

0
317

Il 23 e 24 giugno, al MEET Digital Culture Center di Milano, torna la settima edizione di The New Atlas of Digital Art, evento internazionale dedicato all’arte digitale e ai nuovi ecosistemi culturali, con un programma incentrato su musei ibridi, telepresenza, creatività immersiva e innovazione tecnologica.

L’evento è progettato congiuntamente con il Museo nazionale dell’Arte digitale (MNAD) e vede la partecipazione di Regione Lombardia e del Comune di Milano.

Tra i protagonisti figurano la curatrice e produttrice Ana Brzezińska e Mathieu Gayet, tra i principali connector europei tra industria, festival e media nell’ambito dell’immersive art. L’edizione 2026 dedicherà inoltre un focus specifico a Francia, Svizzera, Québec e Cina, con il coinvolgimento delle rispettive istituzioni e in particolare del Consolato Generale della Svizzera a Milano e della Delegazione del Québec in Italia.

Torna dunque per la sua settima edizione The New Atlas of Digital Art, l’appuntamento annuale prodotto da MEET Digital Culture Center e curato da Maria Grazia Mattei, dedicato all’osservazione delle trasformazioni dell’arte digitale contemporanea e dei nuovi linguaggi dell’innovazione culturale.

Punto di riferimento internazionale per la ricerca e il confronto sui linguaggi dell’innovazione e della creatività digitale, l’evento si terrà il 23 e 24 giugno 2026 nella sede del MEET, con un programma di incontri, dimostrazioni, exhibition, momenti di approfondimento e networking aperti agli operatori del settore, agli studenti e al pubblico.

The New Atlas of Digital Art è realizzato con la collaborazione del Museo nazionale dell’Arte digitale e con la partecipazione di Regione Lombardia e del Comune di Milano.

Il tema dell’edizione 2026 sarà “Culture Dome”, un’indagine dedicata all’immersività intesa non soltanto come evoluzione tecnologica o spazio fisico, ma come un nuovo paradigma culturale capace di ridefinire ambienti, linguaggi e forme di partecipazione e comunicazione.

Al centro del dibattito ci saranno le trasformazioni che le pratiche immersive stanno generando nella comunicazione, nella narrazione, nella produzione culturale e nell’esperienza del pubblico, contribuendo alla nascita di un ecosistema creativo ed economico in continua evoluzione.

In questo scenario, il corpo occupa una posizione centrale nell’esperienza digitale. Non rappresenta più una presenza passiva davanti allo schermo, ma diventa un’interfaccia sensibile, un dispositivo percettivo e uno spazio di relazione attraverso il quale viene costruito il significato dell’esperienza immersiva.

Le tecnologie interattive e gli ambienti virtuali ridefiniscono infatti il rapporto tra fisico e digitale, trasformando lo spettatore in un partecipante attivo e coinvolgendo movimento, percezione, emozione e prossimità.

«Con The New Atlas of Digital Art 2026 vogliamo osservare l’immersività non come una semplice evoluzione tecnologica, ma come una trasformazione profonda del modo in cui costruiamo esperienze culturali. L’immersivo oggi ridisegna i luoghi della cultura, mette in relazione corpo, spazio e narrazione e ci invita a ripensare il ruolo delle istituzioni culturali come ambienti aperti e partecipativi. Questo appuntamento nasce proprio per creare uno spazio di confronto capace di far dialogare pratiche, visioni e competenze diverse, da tutto il mondo, accompagnando il sistema culturale in questo passaggio culturale e sociale cruciale», afferma Maria Grazia Mattei, fondatrice e presidente di MEET Digital Culture Center.

«The New Atlas of Digital Art 2026 presenta una selezione di realtà museali che, a livello internazionale, stanno sperimentando nuove forme di narrazione attraverso il digitale, ampliando le possibilità di dialogo con il pubblico. Un’occasione per riflettere sulla costruzione di nuove esperienze di fruizione delle opere, in grado di rendere il visitatore parte attiva, con un approccio inclusivo e orientato all’accessibilità, nelle sue diverse dimensioni», afferma Maria Paola Borgarino, direttrice del Museo nazionale dell’Arte digitale.

Attraverso numerose case history internazionali, The New Atlas of Digital Art si configura come un vero e proprio progetto di ricerca e un’occasione di confronto tra i professionisti del settore, offrendo uno sguardo comparativo sulle più avanzate esperienze nel campo dell’immersività.

Tra gli ospiti figurano Chiara Casarin, Head of Digital Centre della Fondazione Giorgio Cini; Alessandra Bogi, Creative Producer di Lucid Realities e Unframed Collection in Francia; Patrick Moran, Head of Commercial Strategy & Partnerships di Barbican Immersive nel Regno Unito; Yuelai Ruan, artista, professore e curatore cinese; Fahad Al Obaidly, Director of Design della Doha Biennial – Qatar Museums; Damian Kirzner, fondatore e direttore di Mediamorfosis e direttore e produttore generale di Immersive Mafalda in Argentina.

L’edizione 2026 promuoverà così un dialogo tra differenti modelli di innovazione e sperimentazione legati alle esperienze immersive. L’obiettivo è consolidare una rete internazionale di scambio capace di favorire collaborazioni durature, trasferimento di competenze e nuove progettualità culturali, valorizzando allo stesso tempo anche i talenti del territorio.

Il programma prenderà avvio da una riflessione sull’evoluzione dei musei e dei luoghi della cultura nell’era digitale, caratterizzata dalla crescente presenza di opere d’arte digitali e dall’integrazione di tecnologie, dispositivi e modelli innovativi capaci di ridefinire le modalità di fruizione, il rapporto con il pubblico e la valorizzazione del patrimonio culturale.

Musei, centri culturali e spazi espositivi sono oggi chiamati a ripensare la propria funzione e identità attraverso modelli sempre più ibridi, nei quali la dimensione fisica e l’ambiente digitale convivono e si integrano. Proprio in questa convergenza trovano spazio le nuove forme di espressività artistica e i linguaggi emergenti della cultura contemporanea.

Un ulteriore focus sarà dedicato alla cosiddetta “drammaturgia della telepresenza”, con una performance in collegamento realizzata in collaborazione con la SAT di Montréal e con la regia di Claudio Prati di AIEP | Avventure in Elicottero Prodotti.

Si tratta di un approccio nel quale l’esperienza immersiva assume una dimensione narrativa, simbolica e performativa. In questo contesto, il fruitore non è più un semplice spettatore, ma diventa parte attiva di un’esperienza capace di coinvolgere la dimensione sensoriale, cognitiva ed emotiva.

Una speciale Global Immersive Experience, condotta dal professor Stefano Tirelli, approfondirà inoltre l’impatto delle opere digitali immersive sul benessere psicofisico individuale e collettivo, esplorando il modo in cui ambienti sensoriali, suoni, immagini e interazione possono influenzare la percezione e produrre un importante impatto neurologico.

Ampio spazio sarà poi dedicato all’analisi delle produzioni immersive internazionali nei diversi settori culturali e creativi, osservando come le più recenti innovazioni tecnologiche, tra cui l’intelligenza artificiale, stiano generando nuovi modelli produttivi, nuove economie e mercati emergenti.

Particolare attenzione sarà riservata alle potenzialità dell’immersività nel settore dell’entertainment e nella creazione di contenuti capaci di ricostruire il tessuto sociale di una comunità. Saranno approfondite esperienze innovative che spaziano dalla creazione di opere immersive site-specific alla costruzione di nuovi format di spettacolo e intrattenimento.

Attraverso il contributo di voci internazionali e casi studio dedicati ai settori emergenti, il programma offrirà uno sguardo comparativo sulle più avanzate sperimentazioni nel campo dell’immersività, mettendo in dialogo esperienze italiane e internazionali, tra cui il caso di FilmMaster.

“La Soglia necessaria” chiuderà il programma di The New Atlas of Digital Art 2026, aprendone di fatto un nuovo capitolo dedicato alla riflessione teorica.

Il Consolato Generale di Svizzera e Fondazione Basse raccoglieranno l’interrogativo che avrà attraversato le due giornate: «Ogni esperienza ha bisogno di qualcuno che la faccia, ma a quali condizioni, dentro un paradigma immersivo, un soggetto può ancora dirsi tale?».

La domanda sarà rilanciata nel campo della società civile, dell’economia e delle culture politiche. La discussione proseguirà allo Swiss Corner di via Palestro, che per l’occasione diventerà Swiss Corner by MEET, dalle ore 9.30 di giovedì 25 giugno, con diverse voci chiamate a confrontarsi con la medesima domanda su nuovi terreni.

Nel corso delle due giornate sarà inoltre attivo il MEET VILLAGE, realizzato in collaborazione con Metagate e CoMeta, un laboratorio esperienziale dedicato ai nuovi linguaggi dell’immersività.

Lo spazio si configurerà come un vero e proprio atlante delle possibilità espressive dell’arte digitale contemporanea, nel quale immagini, dati, ambienti virtuali, intelligenza artificiale e interazione si intrecceranno in esperienze capaci di superare i confini tra fisico e digitale.

Sarà inoltre possibile visitare la mostra “Synthetic Creatures. Storia, evoluzione e rappresentazione”, retrospettiva dedicata alla pioniera dell’arte digitale Rebecca Allen, insieme a uno showcase di opere del progetto europeo Studiotopia.

La prima serata di Atlas si concluderà con una live performance dell’artista audiovisivo e compositore giapponese Ryoichi Kurokawa, dal titolo “nD”, terza versione del progetto “cm”, sviluppato dall’artista nel corso di molti anni.

All’interno del lavoro, i fenomeni del suono e della visione, le dinamiche di astrazione e concretezza e le qualità di significatività e insignificanza prendono forma in una continua oscillazione tra dualità e non dualità.

L’opera si configura come uno spazio percettivo nel quale l’esperienza si muove costantemente tra separazione e inseparabilità. Attraverso il trattamento e la fusione di suono e immagine a un livello astratto, il lavoro genera un’intensa esperienza audiovisiva che coinvolge contemporaneamente vista e udito.

Ne emerge un’esperienza sensoriale essenziale, capace di sospendere le consuete esigenze interpretative e di orientare il pubblico verso una relazione più immediata, diretta e percettiva con l’opera.

Per iscriversi all’evento è necessario registrarsi a questo LINK.

Comunicato stampa