Nel 2025 Beside Myself, debutto sulla lunga distanza di DJ Haram, ha suscitato interesse e curiosità, intersecando elettronica leftfield e global bass, in uno spettro che coinvolge hip hop, Jersey club, e una certa attitudine DIY.
Il percorso di Zubeyda Muzeyyen conta una militanza decennale che si declina in parallelo tra il djing e le produzioni. Insieme a Moor Mother con il progetto Spa Bliss ha realizzato l’EP Spa 700 (Halcyon Veil) nel 2018, e l’album Nothing to Declare (2002, Hyperdub), mentre da solista esordisce con l’EP Mixed Berries nel 2018 e, dopo diversi singoli, da alle stampe il primo LP lo scorso anno.
In occasione della data pasquale di domenica 5 aprile 2026 a Dobbia di Staranzano, in provincia di Gorizia, nello spazio Dobialab, cui va un plauso per la più che trentennale attività underground e la capacità di portare artisti importanti e gemme inattese in un luogo decisamente fuori dai grandi circuiti, abbiamo scambiato qualche battuta con lei, tanto incisiva nella musica quanto in poche righe.
L’anno scorso hai pubblicato il tuo primo album solista su Hyperdub, molto interessante e ben accolto da critica e pubblico. Lavorare a un album in solitaria è stato un processo diverso rispetto alle passate collaborazioni? Hai avuto bisogno di un approccio creativo diverso rispetto ai precedenti EP e singoli?
Sì, lavorare al mio primo album solista, soprattutto dopo oltre 10 anni come artista e DJ, è stata una nuova sfida, un tentativo di rappresentare me stessa in tutte le mie sfaccettature: estetica, generi, idee, valori, esperienze. Ho preso ispirazione da tantissime esperienze per trasformarle in un progetto coerente.
Le tue radici siriane sono molto presenti nel tuo lavoro, sia a livello di influenze musicali che da un punto di vista politico. Come e quanto plasmano la tua creatività?
Io sono quello che sono e lo metto nella mia musica. Parlo della mia solidarietà con le sex workers, le donne trans e ogni persona della working class relegata nell’economia sommersa, tanto quanto parlo del mio essere araba/musulmana. La sfida rimane sempre quella di rendere omaggio alla mia gente, ma anche di non essere etichettata in base alle tendenze di una politica identitaria.
Abbiamo anche grande rispetto per Moor Mother, con cui condividi il progetto 700 Bliss, ci possiamo aspettare novità imminenti (…speriamo di sì)?
Sì, nuovo album nel 2027, inshallah.
Beside myself è uscito su Hyperdub, e qualche giorno fa hai partecipato all’evento di chiusura della label ai Corsica Studios. Come ti relazioni con queste istituzioni del suono bass contemporaneo? Ti senti parte di una scena più ampia?
Mi sento onorata di esser parte delle scene musicali sperimentali del Regno Unito ed europee, Hyperdub ha giocato un ruolo fondamentale in questo per me. Sono i migliori. La forza del collettivo sarà sempre maggiore del successo individuale, mi sento vista, protetta e incoraggiata dai miei geniali colleghi e mentori come Kode 9, Fatima Al Qadiri, Nazar, Ikonika.
Infine cosa possiamo aspettarci dal tuo show di Pasqua al Dobialab?
Un basso che minaccia di scuoterti fino a far saltare il tuo cuore fuori dalla sua corazza.
Cannibal Se-lecter










