Interessante album di Missing Ear (Matteo Gualeni), musicista e designer sonoro milanese con alle spalle studi in batteria jazz, specializzatosi in seguito in musica elettronica al Conservatorio di Milano e poi in didattica (insegna Ableton e sintesi avanzata all’Accademia del Suono di Milano).
“Hotel Infinito” è un lavoro ruvido, intenso e a tratti industriale dove si intrecciano arte rumoristica, texture cupe e uno studio raffinato della batteria. In uscita il 2 aprile, l’album si ispira al celebre paradosso di Hilbert: una struttura in grado di riconfigurare continuamente sé stessa per accogliere nuovi ospiti. Gualeni declina questa metafora matematica come dispositivo creativo, trasformando la batteria in strumento-territorio, superficie fisico-espressiva dalla quale emergono possibilità soniche inesauribili.
L’apertura con “Speaking with you” — una sorta di overture a base di vocoder — fissa subito il mood evocando alcuni lavori di Gerald Donald (aka Dopplereffekt), con un testo impegnato che affronta la cura dell’ascolto: “listening is an act of resistence”. La ricerca di Gualeni affonda le radici in teorizzazioni sulla percezione uditiva (in particolare gli Auditory Streams e i testi di AUDINT–Unsound:Undead), evolvendo verso un’esplorazione personale di come il suono plasmi la consapevolezza. Il lavoro sintetizza ritmo, texture senza tempo e sonic design, attingendo alla frammentarietà architetturale di Objekt e Autechre (la traccia “Encore” richiama la Warp) e alla poetica spaziale di Lee Gamble.
“Hotel Infinito”, “Cyclo Threshold” e “Timeless Tamburo” ci riportano alle origini degli studi di Missing Ear, con registrazioni di batteria acustica successivamente elaborate in stratificazioni digitali che conferiscono un sapore di industrial sporco e percussivo (quasi un rimando ai Test Dept dei primi anni ’90).
Il progetto rappresenta un’estensione verso le dimensioni audiovisive attraverso il dialogo con la visual artist berlinese Alessandra Leone, figura di rilievo nel panorama europeo che propone un approccio poliedrico al video: dalle installazioni immersive ai visual live, dalle performance danza interattive ai music video. L’opera si configura simultaneamente come esperienza percettiva e meditazione teorica attorno al concetto di infinito, articolandosi attraverso stratificazioni ritmiche e ambienti sonori dove suono e immagine confluiscono in un continuum sensoriale unitario.
Con questo primo lavoro sotto lo pseudonimo Missing Ear, “Hotel Infinito” si aggiunge alla discografia di Matteo Gualeni che ha collaborato con Hudson Mohawke e Afrodeutsche e pubblicato uscite su etichette come Mille Plateaux (con alias Baransu, Atmospheric Landscapes 1 EP, 2021), Beat Machine Records (IS EP, 2019, contenente un remix di Katatonic Silentio) e Rohs!.
Edoardo Grandi









