Teresa Rampazzi: una storia di avanguardia ed emancipazione

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L’avanguardia della musica elettronica nata negli anni ’30 in maniera trasversale tra l’Europa e gli Stati Uniti, poté contare fra i suoi pionieri un numero consistente di donne, che oggi potremmo definire visionarie.
Vere e proprie ricercatrici del suono, nella maggior parte dei casi esperte di ingegneria e informatica, abili utilizzatrici di strumenti che dai più erano considerati fantascientifici.
Teresa Rampazzi è una compositrice non ricordata mai abbastanza.
Donna brillante e lungimirante, ha  dedicato la propria vita alla musica, sviluppando e diffondendo il suono elettronico in Italia e nel mondo. Seguendo il percorso della sua carriera, la vediamo movimentare la vita artistica padovana dagli anni ’50, fondare il gruppo Nuove Proposte Sonore (gli NPS con Ennio Chiggio nel 1963), e far nascere il primo corso di musica elettronica al conservatorio di Padova. Contribuì inoltre alla fondazione del Centro di Sonologia Computazionale, attraverso il quale portò avanti esperimenti impiegando diverse tecnologie, dai nastri magnetici ai sintetizzatori, senza tralasciare i linguaggi della computer music.
Teresa Rossi nacque a Vicenza nel 1914, dove iniziò lo studio del pianoforte a soli sette anni, prendendo lezioni private fino alla licenza media. Il suo interesse per la musica sperimentale cominciò presto, complici i suoi primi studi a Milano negli anni ’30, e i successivi in Germania. Nel medesimo periodo conobbe il futuro marito Carlo Rampazzi, con cui condivise sin da subito una grande affinità. A detta della stessa, di tutti i suoi ascoltatori fu l’unico che davvero capisse la sua musica, e per questo motivo decise di adottare il cognome da sposata, Rampazzi.
Nel 1959 partecipò al ciclo sulla musica d’avanguardia assieme a Bussotti, Metzger, Castiglioni e Carpitella.

Aperta alle novità, educò i due figli, Leonardo e Francesca, secondo principi liberali e egualitari, soprattutto riguardo parità dei sessi, incoraggiando letture e viaggi. Insofferente della dipendenza economica della moglie dal marito, decise di insegnare educazione musicale nelle scuole medie a partire dai primi anni ’60.
Insieme a Chiggio, Teresa si dedicò a una profonda ricerca collettiva sul suono in ogni suo aspetto: fisico, acustico e psicologico. Nelle attività di ricerca impiegava un approccio quasi scientifico: l’onda sonora veniva analizzata e studiata ben prima che diventasse parte della musica.
Nell’Ottobre del 1972 la Rampazzi venne nominata docente del Corso straordinario di musica elettronica nel conservatorio di Padova (il terzo in Italia), aperto grazie alla sua tenacia. All’interno del corso insegnò tecniche analogiche, portando tutti gli apparecchi e gli strumenti di NPS, accostandosi nel contempo alla musica computeristica.
Teresa morì il 16 dicembre 2001, all’età di 87 anni, ed è sepolta nel cimitero di Asiago, dove vive la figlia.
Rimasta fedele ai suoi principi sul valore della cultura fino alla fine, ha donato la propria biblioteca personale, composta da partiture per pianoforte e saggi, al conservatorio di Padova, dove sono consultabili liberamente, mentre al Corso di Musica Elettronica si utilizzano tuttora gli strumenti da lei donati quando le venne istituita la cattedra.

Stefano La Ferla 

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