La dura vita dei pionieri

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Generalmente chi fa “ricerca” in Italia, fa fatica a “mangiare”.
E’ una vita difficile fatta di delusioni, cadute, ossa rotte.

Il fascino della vita da pionieri svanisce quasi subito, neanche il tempo di spiccare il volo e vieni messo davanti ad una dura realtà che ti scaraventa a terra;  nulla è come lo immaginavi.

Senza passione e una buona dose di incoscienza duri il tempo di un battito di ali e se riesci a durare la stragrande maggioranza delle volte il massimo del “risultato” che riesci ad “ottenere” è quello di aprire la strada ai veri “professionisti”, quelli che fino a due istanti prima facevano tutt’altra cosa ma che nel momento stesso in cui decidono di abbracciare la tua “causa”,  a differenza tua riescono fin da subito a monetizzare.

La cosa brutta, è che se provi a seguire la scia sperando che almeno ti venga riconosciuto lo status di “pioniere” perdi solo del tempo, perché nello stesso istante in cui sono arrivati, attorno a te è stata fatta terra bruciata.

Eri nulla, e sarai sempre nulla,  perché la gente potendo scegliere preferirà sempre “loro”.

Non ti illudere, non hai anticipato nessuna moda, sono solo loro che hanno deciso di trasformare in una moda quello che hai sempre fatto.

Ricorda però che tutto questo,  succederà  solo nella migliore delle ipotesi.

La maggior parte delle volte invece, non avrai manco l’illusione di aver anticipato qualcosa, che tu lo voglia o meno sarai destinato a “morire” solo come un cane nel tuo piccolo orticello delle “utopie” dove, credendo stupidamente di cambiare il mondo, ti sei chiuso fin dall’inizio.

Non tutto diventa una moda e non tutto quello che fai è bello ed interessate…per fortuna.

E’ una vita veramente difficile quella del pioniere o di chi si crede tale e se non vuoi impazzire l’unica cosa da fare è credere fino alla morte a quello che ami.

Solo con le illusioni e le utopie puoi arrivare in fondo senza rimpianti.

Il successo invece, è roba per gente cinica con i piedi saldamente per terra e con tanto tanto pelo sullo stomaco, se non lo raggiungi sei automaticamente un fallito se invece al contrario ti “va bene”, non ti basta mai.

Probabilmente sono solo degli “stupidi” ma paradossalmente,  in un mondo dove a contare sono solo i numeri, forse i sognatori sono gli unici a poter aspirare ad un pò di felicità… almeno finché non si svegliano.

“…non trova lavoro, non ha tetto, di sera torna in sala d’ aspetto: e aspetta, aspetta, ma sono guai, il suo treno non parte mai. Se un fischio echeggia di prima mattina, lui sogna d’ essere all’ officina. Controllore non lo svegliare: un poco ancora lascialo sognare.”  – Gianni Rodari –

Samuele Dalle Ave

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