Adam X “Irreformable” (Sonic Groove)

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Ci sono artisti che, pur calcando le scene da parecchio tempo, non riescono a darsi pace e continuano a impegnarsi come all’esordio.
Ecco Adam X potrebbe essere certamente il capo della banda di questi irriducibili veterani, la cui devozione al verbo rave è commovente (vi ricordate quando l’abbiamo intervistato? Potete ripassare qui).
Guardando soltanto alle sue fatiche recenti, salta agli occhi come sia stato tra i primi a intuire il ritorno della techno alle radici industriali pubblicando una serie di vinili incisi sull’incudine a nome Traversable Warmhole, e ritirando fuori il moniker Admx-71, progetto downtempo volto a esplorare queste atmosfere.
Insieme a Regis segna lo zeitgeist del qui e ora, rappresentando il modello a cui aspirano i giovani artisti elettronici.
L’abilità del producer newyorchese consiste nel plasmare un sound classico continuando a immaginare un futuro minaccioso sempre più dominato dalla tecnologia, che adesso ha perfino il codice per trarre godimento da ogni tipo di violenza.
Un’attitudine da pioniere che lo spinge a prendersi dei rischi anche quando, in un momento di grande popolarità dell’industrial dance, potrebbe mettere il pilota automatico e passare a un facile incasso (un giornalista della rivista Groove lo attaccò pesantemente dopo l’Atonal giudicando la sua performance al Tresor troppo sperimentale e di conseguenza noiosa).
Irreformable, pubblicato su Sonic Groove, è un disco inquieto, palpitante, che chiarisce in maniera netta la differenza tra semplice tool da club e musica con un significato, con una vita propria a prescindere dalla pista.
Si apre con la nevrosi di Interchanges, e si prosegue con un mood cyber punk (Catenary) per derragliare nelle gallerie buie di Binary Possession.
On the verge of decimation picchia a testa bassa, un vortice spazio temporale che si affaccia su capannoni abbandonati e sullo stupore di una generazione di fronte a un suono mai sentito prima che l’avrebbe rappresentata per sempre.
Sheer Insanity furoreggia senza controllo impossessandosi dei clubbers attraverso le pupille dilatate; Irreformable, invece, chiama a sè il loro spirito militante e marcia dritta verso l’obiettivo.
L’ansiolitica In a race against time spinge la tormentata Tornado Warning, e quindi tocca a It’s all relative sfogare la tensione accumulata.
Un album che tutti gli appassionati saluteranno con entusiasmo.

Federico Spadavecchia

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