Fine Fame: Caribou & Floating Points. Il Report

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Passata la parentesi estiva, la stagione elettronica bolognese 2014-2015 riparte proprio da Daniel Snaith in arte Caribou, rampollo della Domino Records e della City Slang, da un po’ di anni (possiamo dirlo?!) star internazionale e figura di punta della scena indie.
La nuova rassegna Fine Fame decide di affiancargli Floating Points e la scelta è decisamente vincente.
Nonostante alcuni gap in partenza, caratteristici (oramai) della quasi totalità delle serate felsinee, abbiano un pochino caricato di tensione il clima – prezzo al botteghino superiore di cinque euro rispetto alla prevendita e divieto di uscire durante le due ore di concerto del Canadese – anche per il modo in cui sono state diramate queste informazioni, le due ore scarse di concerto hanno decisamente resettato i malumori di molti.
In ritardo sulla tabella di marcia, Caribou e i suoi attaccano con “Found Out” e ripercorrono, praticamente, l’intero repertorio (ricordando vagamente la data del Link di qualche anno fa), passando da cavalli di battaglia quali “Sun”, “Jamelia” e “Odessa”, per la gioia di tutti i nerd da Fifa, al nuovo singolo, passato un po’ in sordina rispetto a certi “classiconi”.
L’audience reagisce bene e la pista occasionalmente si incendia, soprattutto quando parte “Can’t do without you”.
E tra ritmi tribali, nostalgici e sognanti, la performance fila via che è un piacere, sotto lo sguardo attento dei fan della prima ora e di tutti coloro che li conobbero in occasione dell’ultima data bolognese dei Radiohead.
Un bel live, forse un po’ minato dall’audio ovattato dell’Estragon non sempre impeccabile.
Finito il concerto, il locale si svuota, la gente torna a riversarsi in strada – direzione bar dei sardi della Festa dell’Unità (i riti del bolognese medio fanno letteralmente cagare ndr) – e pochi impavidi rimangono a sentire un Floating Points in forma smagliante.
I rimasti, ben felici di farsi contagiare dall’energia positiva dell’artista Eglo, si godono il nostro fino a chiusura, facendosi investire dalla coinvolgente miscela anfetaminica di house, disco e funk.
Promosso a pieni voti.

Francesco Augelli e Matteo Martinelli

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