NI Machine Studio: Il Digitale dal Feeling Analogico

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Maschine Studio è l’evoluzione dei precedenti modelli Machine by Native Instruments, ormai diventati un “must have” per ogni producer (senza contare i live performers) grazie a qualità audio, versatilità e facilità di campionamento.
Per chi ancora non lo conoscesse, Maschine prodotto, come detto, dalla berlinese Native Instruments, è un mix tra hardware e software davvero ben riuscito, e che non deve essere visto solo come un campionatore, groovebox o superficie di controllo, ma come un sequencer con una banca dati di suoni di qualità superba, con una totale integrazione di tutti i virtual instruments (vst) o audio unit (au), in particolare con quelli siglati NI.
In poche parole se aprite un vst qualsiasi, questo è già mappato sui tasti e sulle knobs dello strumento, permettendoci quindi il massimo controllo su di esso.
Fare loop con i sedici pads presenti non è mai stato così semplice: il software ci consente, registrando in tempo reale da una sorgente esterna o interna, di campionare al meglio qualsiasi suono e di autoassegnarlo a ciascun pad non ponendo limiti alla nostra creatività.
Ma vediamo nel dettaglio le novità del modello Studio:
Il controller possiede due schermi a colori dove vediamo gli eventi (l’insieme dei pattern) o i pattern singoli, le proprietà dei canali, il mixer, il piano roll, le waveform, parametri dei vst e quant’altro ci serve; attraverso la nuova sezione di controllo trasporto, presente nella parte destra dell’hardware, il controllo è totale. Segnaliamo tra le funzioni più importanti il selezionare, copiare, incollare e spostare le note create, tutte insieme o singolarmente tramite i tasti “Note” e “Nudge”.
Sopra la sezione di controllo trasporto abbiamo dei comodissimi selettori che, insieme a una knob, ci danno la possibilità di regolare volume del master, del singolo suono o di un gruppo di suoni, di segnali in entrata e del preascolto.
Insomma, quello che prima facevamo con il mouse ora lo facciamo con le nostri mani come se avessimo un mixer vero e proprio.
I volumi dei singoli canali sono visualizzabili e gestibili nella sezione mixer tramite gli schermi del controller stesso o sul monitor.
Il software a 64bit, al secondo aggiornamento (al momento attuale giunto alla 2.1.1) ha subito un vero restyling, non solo grafico ma anche in velocità di funzionamento.
Esportare un loop o un midi è un’operazione velocissima, almeno il doppio rispetto alla versione precedente, sia se usiamo la Maschine come Vst dentro il nostro host (Logic, Ableton ecc.), sia se settata in modalità stand-alone senza finalmente più preoccuparci del numero di suoni utilizzati, poiché possiamo aggiungere un numero illimitato di gruppi, precedentemente fermo a otto. Anche gli effetti da quattro sono diventati infiniti.
Ciliegina sulla torta il nuovo modulo Drumsynth per le ritmiche: kick, hi-hat, snare con completo controllo di modulazione.
Come sempre Native Instruments fornisce pacchetti di espansione in base al proprio genere musicale preferito, dall’Hip Hop alla Techno, dall’EDM all’House Music con kit e suoni singoli già pronti.
Per concludere: un acquisto davvero consigliato per tutti coloro che hanno sempre voluto sfruttare le proprie doti da “smanettoni hardware” e che si sono spesso sentiti limitati dal Pc volendo lavorare su una canzone mettendoci le mani sopra.
A nostro avviso l’unico vero difetto della Machine Studio il prezzo di listino fissato a 990 Euro, che poteva tranquillamente viaggiare a 200 Euro in meno.
Occhio però alle continue promozioni NI, davvero vantaggiose: per tutto maggio per esempio costerà 770.

Mauro Alpha

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