Robert Henke pres. Lumiére @ Electropark ’14

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Quando un anno fa i ragazzi di Forevergreen ci avevano parlato della possibilità di portare Robert Henke a Genova il nostro consiglio fu quello di aspettare perchè, sebbene sia un artista eccezionale, non aveva al momento un progetto compatibile con le location disponibili.
Chi avrebbe potuto ospitare infatti le profondissime frequenze dub techno di Monolake o i palloncini di Atom?
La soluzione ci venne data in ottobre: all’Unsound di Cracovia il genio tedesco mise in scena per la prima volta Lumiére; era esattamente ciò che cercavamo!
Indicato dalla nostra redazione come Best Live del 2013, abbiamo condiviso il nostro entusiasmo col team di Electropark e grazie alla sempre più imprescindibile collaborazione del Goethe Institut è stato possibile portare in città, in anteprima nazionale, al Teatro della Tosse una data dello show, che nel frattempo veniva bloccato da tutti i maggiori festival elettronici.
Vista l’importanza dell’evento e la straordinaria opportunità di avere a disposizione un personaggio di così alto calibro, si è deciso di organizzare un workshop preparativo il giorno prima presso la Sala Dogana di Palazzo Ducale.
In qualità di media partner Frequencies ha avuto il piacere di dare inizio ai lavori, presentando un approfondimento sul tema del diritto d’autore in compagnia di Cesare Pezzoni, fondatore dei Crtvtr, band post punk psichedelica genovese, ma soprattutto attento studioso dell’argomento copyright/copyleft e guerrigliero del Do It Yourself.
Ad attendere Henke c’era la folla delle grandi occasioni, tutti curiosi di scoprirne i segreti  e ottenere preziosi insegnamenti tecnici.
Come bambini che ascoltano una fiaba stiamo in ammirato silenzio: Lumiére nasce come spin off di un’installazione commissionata da una galleria di Nantes, ed inizialmente, pur rappresentando una sfida affascinante, Robert si era trovato in parecchia difficoltà sia a reperire le macchine appropriate (fortuna volle che a Berlino proprio sotto casa ci fosse una fabbrica di laser!!!), e, cosa più importante, a gestirle in maniera nuova rispetto al passato.
Dopo un periodo di frustrazione e voglia di lasciar perdere giunse alla chiave di volta: impostare i controlli del laser come se fossero quelli di un sintetizzatore e quindi ricavarne una patch per Max for Live (che va ricordato è sempre farina del suo sacco).
Se abuseremo del termine genio, adesso potete capirci e perdonarci.
Per quanto invece attiene al sound molto candidamente ha ammesso di voler solo ricreare l’onomatopea dei raggi laser, che in realtà sono silenziosi.
Ecco spiegata la ragione per cui non ci sarà un album.
La conferenza è continuata con una panoramica sull’attività in generale di Robert sempre in bilico tra ricerca ingegneristica e creativa, come quando realizzò il famoso Monodeck, il papà dei moderni controller midi, pensato per essere funzionale e un’opera d’arte al tempo stesso.

Tenendo fede ai luoghi comuni sulla precisicione tedesca, la giornata del sabato comincia presto: occorrono ben otto ore per allestire la performance!
Alle 21 il teatro si riempie, si contano un gran numero di appassionati venuti da fuori regione, l’atmosfera è speciale.
Il sipario si alza con lo spettacolo multimediale Fulgurite in Silica, troppo derivativo a nostro giudizio: un collage di Raster Noton, Autechre e dello stesso Henke.
Rispetto a quanto visto all’Unsound e alla Transmediale Lumiére risulta ancora più perfezionato: la velocità di esecuzione è vorticosa ed è stata introdotta una modalità zoom per esaltare i dettagli.
La cassa in quattro scandisce ogni fase e ostenta orgogliosamente le origini Techno dell’autore che, pur stando seduto ai comandi, se la ballicchia divertito.
Love/Code è l’estrema sintesi del concetto di Rave.
Per il pubblico la sensazione è quella provata davanti a un magnifico spettacolo pirotecnico: un’ora col naso per aria e bocca aperta.
Ancora una volta è stato dimostrato che la Cultura è la migliore forma di intrattenimento.

Federico Spadavecchia

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