The Gallery: Cattaneo & Warren @ Ministry of Sound

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E’ trascorso qualche mese dalla nostra visita al Ministry of Sounddi Londra, ed è già tempo di tornare a farsi un bel giro in quel di Elephant & Castle anche se per meno di 24 ore.
The Gallery è uno dei marchi storici della scena progressive house inglese, e la sua consolle ha avuto l’onore di ospitare i nomi più importanti del genere.
Quest’anno come abbiamo già avuto modo di raccontarvi il padrone di casa della Box Room ogni due mesi è Hernan Cattaneo.
La storia del Dj argentino è molto particolare: già popolarissimo in patria con una residenza al Pacha di Buenos Aires, fu portato alla ribalta planetaria da Paul Oakenfold che lo scoprì durante una tournè sul finire degli anni ‘90. Da quel momento in avanti è diventato una colonna del suono cupo e ventoso, cui la Renaissance ha affidato una riga di compilation. E’ anche interessante notare il fatto che, per quanto sia un ottimo produttore e remixer, la sua fama è dovuta esclusivamente all’attività dietro ai piatti.
Ad aprire la festa in quest’occasione troviamo un altro volto storico della scena, Dave Seaman. Forse non tutti sanno che oltre ad essere una superstar della consolle Dave è stato il primo editor di Mixmag.
Tre cdj Pioneer per lui e due ore di tempo: il tema del party è il viaggio, e così sopra un ritmo bello pieno e deciso si colorano melodie trascinanti.
L’altro ospite, e leggenda, alla corte del Ministry è il Maestro Nick Warren. Abbiamo letteralmente perso il conto di quanti cd Global Underground abbia mixato e la sua ultima Balance dovrebbe girare di continuo nel vostro autoradio.
Se la volta scorsa il back to back tra Hernan e Danny Howells assomigliava ad un incontro di boxe, in questo caso è più un gioco di squadra con Cattaneo ad occuparsi del mood principale del set e permettere le volate del collega.
Il basso è come sempre alla base di tutto: cavalca possente nell’oscurità per poi scendere di colpo come la marea e la melodia a fare da schiuma. Le braccia in alto sono il segno che i clubbers stanno affogando nella musica.

Lo stato di trance indotto dal suono (niente battute perchè al MoS di paste ne girano davvero poche visti i controlli da FBI dei buttafuori all’ingresso) non consente di lasciare la sala, arredata solo di scanner e soundsystem, nemmeno per andare a prendere da bere. Nelle altre piste i ragazzini saltellano inconsapevoli (e alle quattro vanno già a dormire).
Siamo lì, in balia di una tempesta laser, e non vorremmo essere in nessun altro posto al mondo insieme a gente di quasi quarant’anni che fa free climbing sulle casse, e a donne in abito da sera che lancian via i tacchi alti per potersi dimenare più comodamente a piedi nudi.

Gli stili si mescolano tra loro rivelando aspetti inediti: i dischi techno si scoprono delicati e sinfonici, mentre quelli house fomentano groove alieni. Denominatore comune è l’emotività e ad ogni passaggio i brividi e le urla sono una reazione liberatoria.
Il gran finale è una furiosa battaglia acid con i fuochi d’artificio (no, non è un modo dire!!!) che esplodono sulle ripartenze.
Alle sei abbracci, applausi, sorrisi e di corsa all’aeroporto.

Dancing with tears in my eyes
Weeping for the memory of a night gone by

Federico Spadavecchia

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