Ritorna in autunno al Teatro Arsenale di Milano la Parade Électronique, rassegna di musica elettronica ed elettroacustica che quest’anno festeggia il decennale. Parade Électronique rappresenta un momento di qualità all’interno dell’offerta di eventi a Milano e dintorni e nel corso degli anni ha portato sul palco molti artisti di diverse generazioni, internazionali e nostrani, tutti connotati da diversi approcci alla ricerca ed esecuzione musicale: dai mostri sacri della sperimentazione come Evan Parker, Giancarlo Schiaffini, David Moss, Sergio Armaroli e Francesco Giomi sino alle nuove galassie elettroniche di Katatonic Silentio, Noémi Büchi, Silvia Cignoli, Ciro Vitiello e Matteo Pit per citarne alcuni.
Dal 3 ottobre all’8 novembre 2026 Parade Électronique propone un programma (curato da Walter Prati e Alice Suppa di MMT Creative Lab) di appuntamenti pomeridiani e serali dedicati a musicisti che utilizzano l’elettronica non come ornamento, ma come autentico strumento di composizione, trasformazione e indagine del suono. Il tema della stagione è “Pratiche di ascolto obliquo”, in continuità con la visione generale dell’intera stagione di MMT Creative Lab: “Omnia quae audire possat” (tutto ciò che è possibile ascoltare). « È una stagione della curiosità, aperta a generi musicali differenti con un unico comune denominatore: l’elettronica», spiega Walter Prati, «uno sguardo contemporaneo su musiche che continuano a interrogare il significato del suono oltre i cliché e le tendenze, attraverso esperienze diverse anche dal punto di vista geografico e generazionale».
Fra gli artisti della nuova edizione vedremo Jacopo Cenni che il 3 ottobre debutta con elettronica di sintesi biologica e che sarà seguito da Agnese Menguzzato, italiana residente a Berlino che unisce liuto rinascimentale ed elettronica. Il 9 e 10 ottobre ritorna il Premio Internazionale Luigi Russolo, realizzato in collaborazione con Associazione NoMus, Acusmonium Audior, Bruit de la Neige Storico concorso internazionale dedicato alla musica elettroacustica e sperimentale creato nel 1979 in Italia dalla Fondazione Russolo-Pratella di Varese, in onore del pittore e compositore futurista autore del celebre manifesto del 1913 “L’arte dei rumori”. Il 24 ottobre sarà la volta di Daniele Ledda che propone sperimentazione acustico-digitale con strumenti a tastiera autocostruiti, seguito poi da Missing Ear (Matteo Gualeni) che eseguirà percussioni sperimentali (incluso il gong) con riverberi sotterranei. Mentre il giorno dopo (25 ottobre) si esibirà la sound artist francese Céleste Gatier che fonde il flauto shakuhachi tradizionale con voce ed elettronica. La due giorni di chiusura vedrà il 7 novembre il saxofonista Gianpaolo Antongirolami (musica elettroacustica e improvvisazione) e il duo norvegese Soft As Snow (rumorismo e live sampling), mentre il giorno dopo Francesco Giomi porterà sul palco un teatro sonoro elettroacustico dedicato alla Sardegna.
Se Parade Électronique festeggia il decennale è proprio perché non ha mai cessato di mutare e di innovarsi: la sua identità risiede nella capacità di spostare il campo d’indagine insieme alle musiche che incontra, accogliendo nuovi linguaggi e rileggendo le proprie traiettorie alla luce del presente. “Parade Electronique nasce prendendo spunto da Parade, un famoso balletto realista in un atto del 1917 ideato con la collaborazione di Jean Cocteau, la musica di Erik Satie, le scene e i costumi di Pablo Picasso e la coreografia di Léonide Massine” spiega Prati. “Come nel progetto originario che comprendeva una molteplicità di azioni culturali, Parade Électronique ha sempre incluso in questi 10 anni perfomers, musiche, danza, espressioni artistiche visuali di varie provenienze estetiche accumunati dalle tecnologie sia analogiche che digitali. Esperienze provenienti dalla musica colta, dalla ricerca accademica, dall’improvvisazione, dalle aree più giovanili permettendo un travaso estetico e generazionale, mai cedendo a una inclinazione di carattere commerciale o di tendenza.”
In un momento in cui il paesaggio sonoro globale si infittisce di voci e dispositivi nuovi, la rassegna milanese ci spiega che l’ascolto non è affatto neutro: è uno strumento analitico e critico, capace di cambiare posizione e di trovare coerenza non nell’uniformità, ma nella precisione degli accostamenti e nella curiosità verso ciò che ancora sfugge a definizioni stabili. Dieci anni di eredità e molti altri ancora da scrivere.
Qui il programma completo:
Parade Électronique – Pratiche di ascolto obliquo
3 ottobre – 8 novembre 2026 – Teatro Arsenale, Milano
3 OTTOBRE
h. 17:00 | JACOPO CENNI ‘FLOEMA’
Floema è una performance elettronica dal vivo ispirata alla morfologia delle piante e ai loro sistemi interni di trasporto. Nelle piante, il floema è il tessuto vascolare che distribuisce la linfa elaborata. Attraverso una rete di canali, distribuisce nutrimento e informazioni all’interno della pianta. La performance assume questa immagine come principio compositivo. I suoni di sintesi attraversano una rete di percorsi caratterizzati da processi di accumulazione e ramificazione.
h. 19:00 | AGNESE MENGUZZATO ‘LUTE TRACES’
Compositrice e musicista italiana di base a Berlino, Agnese Menguzzato arriva al proprio linguaggio da una formazione su violino e liuto rinascimentale. Il suo lavoro fa convergere tecnologie storiche e contemporanee dissolvendone i confini spazio-temporali: da questo attrito nasce una musica che suona come un’aria dedicata all’atemporalità del suono e del gesto umano. Il suo EP di debutto Scusa, uscito per l’etichetta berlinese Verlag, è stato descritto come un’ode alla delicatezza. I suoi live sono passati da spazi e festival come silent green e Volksbühne a Berlino, Norberg festival, Cripta747 a Torino e la Biennale Musica 2025 con La Stella Dentro a Venezia.
9 – 10 OTTOBRE
PREMIO INTERNAZIONALE LUIGI RUSSOLO
In collaborazione con Associazione NoMus, Acusmonium Audior, Bruit de la Neige Storico concorso internazionale dedicato alla musica elettroacustica e sperimentale creato nel 1979 in Italia dalla Fondazione Russolo-Pratella di Varese, in onore di Luigi Russolo, pittore e compositore futurista autore del celebre manifesto L’arte dei rumori (1913)
● 9 OTTOBRE h. 15:30 | Inaugurazione mostra “Russolo, Bussotti, Bertolio segni per un suono futurista”. h. 18:00 | Conferenza con Sofia Weck, Dante Tanzi, Marina Vaccarin. h. 20:00 | Concerto retrospettivo Premio Russolo. Presenta Rebecca Favale; Esegue Dante Tanzi.
● 10 OTTOBRE h. 16:00 | Concerto con esecuzione dei brani non finalisti del Premio Russolo 2026. h. 17:30 | Concerto dei brani finalisti del Premio Russolo 2026. Presenta Philippe Blanchard.
24 OTTOBRE
h. 17:00 | DANIELE LEDDA ‘CLAVIUS’
Clavius è il progetto di strumenti autocostruiti e aumentati con cui Daniele Ledda — artista sonoro, docente e ricercatore attivo in Sardegna — fa convivere uno strato fisico e uno virtuale-digitale. Il lavoro ruota attorno agli strumenti a tastiera: il primo dei due portati dal vivo nasce dalla scomposizione del pianoforte, con la meccanica di tastiera e martelli separata dalla cordiera e quest’ultima sostituita da una serie di oggetti percossi da martelli modificati; il secondo è un clavicordo ibrido che unisce il sistema a tangenza al tapping chitarristico, con corde libere messe in vibrazione da un campo elettromagnetico e dall’arco. Il nome cita il cratere lunare e, indirettamente, 2001: Odissea nello spazio. L’idea di fondo è recuperare la fisicità che il digitale ci ha tolto, non per nostalgia ma per aumentarla.
h. 19:00 | MISSING EAR ‘ARCHITETTURE SONORE: MEMBRANE, STRINGHE E METALLI
Performance sonora di Matteo Gualeni, percussionista sperimentale, musicista e sound designer. Al centro della ricerca c’è il Bunkervik di Brescia, tunnel sotterraneo della Seconda guerra mondiale inaccessibile per decenni, qui trattato come corpo acustico attivo. Gong e piatti metallici costruiti dall’artista agiscono insieme da percussioni e da sonde, mentre un riverbero spaziale sviluppato con il ricercatore Michele Ducceschi nell’ambito del progetto NEMUS (ERC) restituisce dal vivo la risposta acustica del tunnel trasformando un ambiente abbandonato in ecosistema vivo.
25 OTTOBRE
h. 19:00 | CÉLESTE GATIER ‘CAN YOU LEND ME YOUR BREATH?’
Artista sonora, performer e ricercatrice in storia dell’architettura giapponese, Céleste Gatier presenta un live che mette in relazione shakuhachi (flauto giapponese), voce ed elettronica, esplorando il respiro come elemento condiviso tra corpo, strumento e macchina. Lo shakuhachi viene amplificato ed esteso attraverso microfoni, trasduttori e piccoli circuiti elettronici, mentre frammenti di voci registrate si sovrappongono allo strumento e al respiro della performer. Suoni acustici, voci, fruscii e rumori elettronici si confondono progressivamente, fino a rendere incerto da dove provenga il suono e a chi appartenga il respiro. La performance si sviluppa così in uno spazio fragile e instabile, in cui voce ed elettronica si contaminano reciprocamente e anche errori, interferenze e cedimenti dei circuiti diventano parte della composizione.
7 NOVEMBRE
h. 17:00 | GIANPAOLO ANTONGIROLAMI ‘FREEDOM’ Saxofonista, interprete e ricercatore nell’ambito della musica contemporanea, elettroacustica e dell’improvvisazione, Gianpaolo Antongirolami porta in scena una ricerca che intreccia il rigore della formazione accademica con l’esplorazione delle nuove possibilità del suono e dell’interpretazione, in un continuo dialogo tra tradizione, sperimentazione e nuove forme espressive. Il concerto attraversa le forme della libertà, da Bussotti, Vaggione, Braxton e Kourliandski fino all’improvvisazione totale con Walter Prati. Perché la libertà, nella musica come nella vita, non è fare tutto ciò che si vuole, ma poter ascoltare, scegliere e cambiare.
h. 21:00 | SOFT AS SNOW ‘LAYERS’ Il duo norvegese firma una performance speciale, costruita attorno al campionamento live più ruvido, al rumore lacerato e a ritmiche sepolte, che si intrecciano a frammenti di nuove composizioni. Al centro del set c’è la voce poliedrica di Oda Starheim, capace di passare da un canto delicato a un’esplorazione vocale che forza il suono fino a spezzarlo. La ricerca del duo guarda alla dimensione fisica e porosa dell’esecuzione dal vivo: una corporeità grezza che si fonde con melodie nebulose, tra detriti sonori sospesi.
Opening act a cura di Laboratorio Palestro (vinyl set)
8 NOVEMBRE
h.17:30 | FRANCESCO GIOMI ‘BRULLA’ In collaborazione con Tempo Reale Firenze Documentario per voci e live electronics con Michela Atzeni (voce, testo), Fiorenzo Caterini e Grazia Deledda (testo). Lavoro di teatro sonoro dedicato alla Sardegna e a uno dei capitoli meno noti della sua storia: il processo di deforestazione che nei secoli ne ha ridisegnato il paesaggio, smentendo l’immagine di terra arida e inospitale che l’isola si porta addosso solo da tempi relativamente recenti. La musica e il live electronics di Francesco Giomi si intrecciano alla voce di Michela Atzeni e agli estratti dell’antropologo Fiorenzo Caterini, tra i massimi studiosi del taglio boschivo in Sardegna. La forma è quella di un’azione sonora in cui la voce, protagonista assoluta, dialoga costantemente con materiali che spaziano dal field recording alla dimensione puramente musicale, aprendo relazioni inattese tra testo e suono. Più che documentare, l’obiettivo è quello di sensibilizzare sul tema.
https://www.mmt.it/parade-electronique-2026/
TICKET DISPONIBILI SU DICE
Modalità di ingresso:
Ticket per singoli concerti (8/10 euro)
Abbonamento weekend 24-25 ottobre
Abbonamento weekend 7-8 novembre
https://link.dice.fm/D001521fda14
Edoardo Grandi









