Wave Gotik Treffen 2025: Il Gran Ballo delle anime oscure

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Con un pubblico internazionale di 20.000 persone, il Wave Gotik Treffen (WGT) si conferma ancora una volta come uno degli appuntamenti più attesi per gli amanti della del mondo dark.
La trentaduesima edizione, ospitata nella suggestiva cornice di Lipsia, ha trasformato la città in un multi palcoscenico, animato da circa 200 artisti distribuiti in 50 location diverse.
Il festival ha preso il via giovedì con il tradizionale warm-up, un antipasto ad alto tasso di energia fatto di dj set e incontri a tema, pensato per accendere l’atmosfera prima del weekend. Tra gli eventi di spicco, impossibile non citare la serata al Felsenkeller, che ha attirato appassionati da ogni parte d’Europa.
Sul palco si sono alternati Absolute Body Control, Kreign, Buzz Kull, Kontravoid, NordarR, Rendered, Coinside, Oliotronix, Capsular, The Empath e Mortaja. Un una line-up che ha fatto vibrare i cuori degli affezionati dell’elettronica più oscura. Nonostante si trattasse di un evento off, fuori dal programma ufficiale e non incluso nel costo del biglietto, ha riscosso un ottimo successo. L’ingresso, aperto anche ai non accreditati, è stato proposto ad un prezzo di 30 Euro, un piccolo investimento per una notte all’insegna di suoni ipnotici e atmosfere da brivido.
Il venerdì di apertura ufficiale, al citato Fensenkeller alle ore 18:00: si comincia con i VVV (Trippin’you), giovane trio elettronico madrileno che vanta già una decina di anni di esperienza e numerose esibizioni. La loro elettronica, che essi stessi definiscono radicale, si distingue per la varietà di sfumature: da quelle più dure ai momenti più danzanti, toccando anche improvvisazioni di matrice industrial. Una sorpresa, che ha dato una sferzata di energia e creatività.
L’affluenza di pubblico comincia a intensificarsi. Si esibiscono i Selofan, eroi del genere, di origini greche ma residenti in Germania. Grazie ad un’acustica eccellente, il freddo tagliente del synth, la voce teatrale di Joanna e il basso penetrante di Dimitri Pavlidis conquistano immediatamente l’attenzione. Una performance che guida gli spettatori in un viaggio diretto negli anni ’80, impreziosito dagli ultimi brani accompagnati dal sax. Dal vivo, la minimal wave proposta risulta coinvolgente e ben equilibrata rispetto a certi momenti che su disco possono sembrare ripetitivi.
Concludiamo la serata con un gruppo che abbiamo sempre stimato: and Also the Trees.
Cambiamo rapidamente location per raggiungere il Täubchenthal, fortunatamente situato poco distante. Il concerto era molto atteso da una folla ben rappresentata, se si considerano i circa trent’anni di carriera e numerosi release all’attivo, l’ultimo dei quali uscito proprio nel 2024.
Eleganza, raffinatezza e precisione; canzoni capaci di raccontare storie. Visionari e poetici, hanno offerto una una degna chiusura della serata.
Il sabato parte alle 17:00 all’Haus Leipzig, con l’esibizione di Qek Junior. Questo duo si dedica a un synth-punk essenziale, diretto, minimalista, accompagnato da video in bianco e nero. Apertura perfetta con un’impronta punk decisa, ideale per immergersi nelle atmosfere sonore della Young and Cold Record, che per questo 2025 esibisce l’intero roster.
Subito dopo, è la volta dei Linear Movement, storico progetto belga: side project nato nei primi anni ’80 grazie a Peter Bonne, desideroso di esplorare sonorità più levigate rispetto ai suoi lavori precedenti, tutto si fa più luminoso con un elettro-pop morbido e radioso, abbinato a video semplici ma incisivi. Avevamo già visto quanto il pubblico impazzisca per loro già nel 2023 all’Ombra Festival di Barcellona, e anche stavolta l’incantesimo si ripete.
Un’ora di musica estremamente gradevole che prepara il pubblico per il ritorno verso il mood più oscura dei Sixth June. Il duo, berlinese d’adozione, suona un dark synth-pop raffinatamente anni ’80. Laszlo Antal si concentra su musica e sulla componente visiva, mentre Lidija Andonov ipnotizza gli astanti con la sua voce profonda e spesso narrante. Il concerto si conclude tra applausi calorosi mentre ci si sposta verso l’Agra. Qui si celebra l’evento per antonomasia: il ritorno dei Pouppée Fabrikk dal vivo dopo un paio di anni di assenza. Fondato nel 1987, il progetto ha vissuto alterne fasi di attività, ma l’energia resta immutata. Lo show è pura potenza: un assalto EBM vecchia scuola che colpisce con forza; merito della presenza scenica di Henrik Lennart Nordvargr Björk, noto anche per le sue release industrial. Fisicità e impatto sonoro travolgente fanno esplodere la folla! Sudati, stanchi ma alla fine soddisfatti. Un dettaglio curioso: sono stati gli unici a presenziare senza merchandising.
Domenica davvero molto intesa: tante venue, altrettante aspettative.
Si inizia con una visita al Südfriedhof, non solo un cimitero, ma un tassello, un’esperienza culturale che abbraccia l’intera città con musei, teatri, cinema e tanto altro.
Dopo aver visto una piccola mostra e il crematorio, osserviamo alcune persone impegnate in shooting fotografici. Poi verso il Volkspalast, già gremito, la Young and Cold Records fa la parte del leone. Il primo slot spetta ai Plastique Noir, formazione brasiliana che si presenta per la prima volta in Europa.
La massa degli ascoltatori è un mix di gothic e post-punk; sonorità classiche ma estremamente coinvolgenti, che danno il via alle danze. Seguendo una fila crescente per i Bleib Modern, si scende nella cantina.
Le nostre scelte, però, vista tanta abbondanza di nomi, ricadono sugli act più difficili da incontrare dal vivo. Quindi presenti allo Stadtbad per vedere Skemer, mai a sufficienza approfondito.
Il live si tinge subito di tinte tetre: ritmi magnetici accompagnati da video intensi, una fusione di musica quasi techno che trasporta lo spettatore in una sorta di foresta sonora. L’originalità del duo composto da Kim Peers, modella di professione, e Mathieu Vandekerckhove, chitarrista della band post-metal Amenra, da vita a un magma ipnotico. Quando Jakuzi inizia, è già tempo di spostarsi verso l’Agra per i Drab Majesty; incredibilmente alle sette e mezza niente fila!!.
Musica ed estetica si fondono in modo singolare. Look androgino, melodie malinconiche e sognanti, trascinano la platea in una realtà parallela. Tra i migliori dell’intero WGT.
Cambio repentino per assistere ai Light Asylum, crew elettronica con base a Brooklyn e una lunga carriera alle spalle. Dopo un soundcheck più lungo del previsto, lo show comincia. Shannon Funchess, unica protagonista amalgama elementi di darkwave, synthpop e post-punk con il distintivo timbro vocale.
L’ambiente è quasi claustrofobico come nei club underground, e la calca è consistente. Lo Stadtbad sembra seguire la medesima linea, culminando nell’esibizione dei Linea Aspera, headliner indiscussi e tra i più amati, pur non essendo tra i più prolifici. Riescono a chiudere in maniera impeccabile una serata caratterizzata da sonorità intense ed emozionanti, nonostante il volume relativamente basso. Con ancora un po’ di energia in corpo, corriamo al centro di Lipsia, al Moritzbastei, perché tocca agli Psyche. Storia della scena, originari del Canada, classe del 1982, in seguito trasferitasi stabilmente in Germania.
Darrin Huss, figura iconica per gli amanti del genere, si dimostra uno straordinario animale da palcoscenico. Tra grandi classici e pezzi più recenti, scorre oltre un’ora di musica davvero piacevole e trascinante. L’entusiasmo dei fan funge da valore aggiunto.
Nel lunedì di Pentecoste, festa nazionale tedesca, termina la kermesse. Si trascorre questo speciale incipit di settimana al Felsenkeller, un locale dove si celebra l’anima delle danze oscure.
In anteprima europea i vigorosi Protokoll 19. Radici classiche EBM, ci si eleva ulteriormente grazie alla voce graffiante del frontman. Vestito da strega, cattura tutti trasformando il locale in una vibrante pista da ballo già da metà pomeriggio. A seguire, i Torul, sloveni molto stimati, con il loro elettropop ben orchestrato. Sebbene il loro stile sia troppo delicato, nell’insieme si rivelano un gradevole intermezzo per ricaricarsi in vista degli attesissimi Vomito Negro.
Con il loro mix inconfondibile di industrial e arrangiamenti elettronici evocativi, navigano abilmente tra distopia acustica e scariche di potenza. Un gioco di luci soffuse, proiezioni visive affascinanti, regalano una teatralità magnetica.
Chiudono i Chrom e gli Orange Sector. È una celebrazione degli eroi nazionali che aumentano le presenze. I primi offrono brani ben armonizzati e melodici, i secondi irrompono con fare più rabbioso e dinamico.
In conclusione il WGT resta un’esperienza ricca di momenti memorabili. Sa lasciare il segno, anche se richiede di organizzarsi al meglio per viverlo appieno.

Daniele Codarin
Photograph credits: http://nassos.gr