Cocoricò: la Storia Infinita

Addio Cocoricò, il ricordo di Frequencies con una playlist di video girati all'interno del club da vedere tutta d'un fiato

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Il Tribunale di Rimini ha dichiarato il fallimento della società che gestiva il Cocoricò, respingendo la domanda di concordato preventivo. E’ l’atto finale di un lungo addio iniziato già diverso tempo fa.

In queste ore si stanno sprecando fiumi di parole, c’è chi si perde in stucchevoli discorsi intrisi di retorica spicciola e ipocrisia, c’è chi abbozza spiegoni che Damilano spostate, chi con la schiuma alla bocca sfoga la propria rabbia contro la società “che non ha capito”, che “non è più quella di una volta”, e chi invece in modo più sobrio e delicato, affida il proprio commiato a un’immagine accompagnata da un breve commento.

Da parte nostra, crediamo che chi fa informazione abbia la grande responsabilità di soppesare ogni sillaba cercando se possibile, di non farsi prendere troppo dall’emotività o dal desiderio di cavalcare sempre e comunque l’onda, alla ricerca di qualche like in più.
Se è vero che chi fa cronaca ai tempi dei social deve stare sempre “sul pezzo”, è altrettanto vero che gli approfondimenti e le analisi richiedono invece i propri tempi, tanto più se riguardano un argomento come questo che, al di là del fatto in sè, è un’importante opportunità di riflessione su 30 anni di storia del clubbing e del costume italiano.

Per evitare il rischio di essere sbranati dai coccodrilli, preferiamo stare sulla riva ad aspettare che la piena finisca, limitandoci a un rispettoso saluto fatto di immagini, musica e parole che arrivano direttamente dalla Piramide.

Una playlist di video e interviste girati all’interno del Cocoricò da vedere e ascoltare tutta d’un fiato: dal 1992 al 2006, quando dopo uno degli ultimi set memorabili di Richie Hawtin (e il furto del portafogli al nostro Direttore al bancone del bar), ci venne l’idea di creare un nuovo magazine per raccontare l’esperienza del club.
Una bella occasione per ricordare o per provare a capire.

Buona visione!

Federico Spadavecchia e Samuele Dalle Ave

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