Rancid Opera: Così fan Rap

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Questa sera alla Cascina Autogestita Torchiera ci sarà la prima esibizione italiana di Rancid Opera, il nuovo progetto horror rap targato Sonic Belligeranza e nato dalla mente del sovversivo sonico dj Balli.
Negli anni Balli ha saputo abituarci ad ogni genere di bizzarrie, dagli eventi-raggiro targati Bally Corgan, dove impersonava il famoso cantante davanti ad un pubblico ignaro, a turntableism a base di vaselina.

Questa performance pare che si inscriverà degnamente nella serie, promettendo di mettere in scena i rumori provenienti dai corpi in decomposizione dei tre tenori.

Come nasce il progetto Rancid Opera?

Dall’idea di spaccare tutto come, di norma, per Sonic Belligeranza. Sempre attento a generi estremi da un po’ di anni seguo la scena horrorcore/death rap. Con Rancid Opera vogliamo far partire un progetto dall’Italia ispirato all’underground internazionale testé citato. L’italiano è una delle lingua dell’opera lirica, in questo senso il nostro mefitico e putrido “bel canto” punta anche all’estero, riscattando l’handicap di un lingua poco parlata come la nostra (l’Opera non ve la andate ad ascoltare in italiano a teatro anche a New York, Tokyo, etc?).
A Vienna poi durante il nostro primo live la notte di Halloween del 2014 abbiamo distribuito proprio come all’opera un “libretto rancido” con la traduzione dei nostri mash-up letterari orrorifici rappati in inglese. Il nostro è azionismo bolognese in rap, ci interessa colpire l’audience secondo la miglior tradizione del rap dai Public Enemy in poi. Colpire, a partire dal make-up: infatti come la musica lirica è musica in primis da guardare, anche il nostro rap lo è: usiamo maschere deformate di PavaRotten, DominGore e CarrerAXE, rappiamo nudi coperti di sangue, armati di ascia e chi ne ha più ne metta di queste stronzate sensazionalistiche. Non siamo rapper ma cantanti lirici in avanzato stato di decomposizione.

Chi sono i “tre terrori“?

Dietro i tre tenori si nascondono tre terrori e più. Ci sono io come MC PavaRotten che, essendo un rapper inesistente, uso un effetto tipo vocione sulla voce, poi Alessandro Casolari anche lui di Modena come Lucianone, che canta in un infinità di gruppi grind (e non solo) tra cui gli Icon of Hyemes. Ad interpretare DominGore c’è il Morro che è un rapper super dal Madagascar. Fa anche musica elettronica con i piedi (causa l’handicap dell’assenza degli arti superiori) sotto il moniker Mlookinside.
Per CarrerAXE abbiamo con l’utilizzo di un effetto stridulo sulla voce Ralph Brown, partner nella mia label Sonic Belligeranza e poi Francesco Niccolaj regista horror e frontman d’eccezzione (anche nell’hardcore-rap).
Ma in Rancid Opera non ci sono solo i 3 tenori, c’è anche dj SWAGner turntablist n°1. Comunque il progetto è collettivo, la gente cambia continuamente, è davvero importante chi ci sia dietro? CCC CNC NCN (chi c’è c’è chi non c’è non c’è)!

Ho sentito dire che il progetto avrebbe dovuto chiamarsi PavaRotten…

C’è un po’ di confusione, io stesso ci capisco poco, PavaRotten ogni tanto mi fa da mc quando suono classicamente come dj Balli. Rancid Opera riferisce meglio l’idea di un beattone che viene direttamente dal cadavere in decomposizione della musica lirica. La nostra idea.

Ogni tanto i tuoi progetti hanno a che fare con lo scambio di identità. Sei trasmigrato dal corpo di B. Corgan a quello di Pavarotten? Come ti trovi?

Pavarotten è indubbiamente molto più bello di quel coglione di Bally Corgan! (ride) Cmq credo che con questa domanda tu voglia andare a parare in qualcosa di sensato ed allora si, nella musica elettronica ogni moniker è un’identità sonora vera e propria, un’io parallelo fittizio in cui racchiudersi. Schizo-sonia, tu pensa a quanti alias ha Marc Trauner aka Acardipane aka Pcp (li ho contati, ha ben 83 diversi nomi con rispettive identità sonore sotto cui si cela e fa musica!!!)

Sembra che tu sia interessato soprattutto a quelle aree di ibridazione musicale che analizzi anche nel tuo libro Apocalypso Disco. All’interno c’è stilata una lista di improbabili generi: “neo rave mazurka”, “death samba”, “nu liscio”, “klezmer gabba” (e fra l’altro, nell’elenco, scopro esserci già citato il progetto Mc PavaRotten horrorcore). L’horror rap è per te una di queste aree ibride e potenzialmente sovversive?

In definitiva mi rendo conto di quanto la musica mi interessi più che altro se collegata a sotto/contro-culture. Punto e basta. L’interessante dell’horrorcore dal punto di vista dell’ibridazione è che, in quanto scheggia impazzita del gangasta rap, contamina l’horror con il rap. Questo binomio mi affascina, trovo apra il rap a tutta una serie di discorsi di letteratura dell’orrido, performance, make-up assai stimolanti. Dal punto di vista strettamente musicale però mi sembra che l’indotto di ibridazione di stili musicali dell’horrorcore sia zero. Forse proprio Rancid Opera buttandoci dentro la tradizione lirica rivista in chiave splatter è un primo passo in questo senso.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Vorrei far uscire un lp di Rancid Opera. Poi parallelamente sto lavorando ad un altro progetto dj F.I.L.F. (Father I’d Like to Fuck) ha a che fare con il chopped and screw, tecnica di rallentamento, di pitch-down del djing, colonna sonora con la quale cui mi prendo un pò per il culo in qualità di Zombie Raver di quarant’anni suonati! Dal punto di vista della scrittura sto chiudendo un libro sul mash-up e la plunderphonia e ne ho un altro in mente di, diciamo, musica comparata, sulla gabber e… il liscio!

Federico Chiari

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