Ass Video from Russia with noise

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Quando ci siamo conosciuti lui studiava cinema a Mosca e frequentava i Radek, ovvero la frangia avanguardista più estrema, dada suprematista, dell’arte contemporanea russa.
Abbiamo parlato di musica durante la proiezione in anteprima di Elektro Moskva a Berlino, scambiando alcune battute con Andrei Smirnov, del conservatorio di Mosca, autore della presentazione.
Nessuna traccia di gente tornata da Ibiza con gli scopini del cesso appesi al collo, di finti giornalisti col borsello che porgono la salsa di soia a dei booker che ordinano dj primavera sui menu delle agenzie scritti in stampatello.
Si parlava invece di sviluppo tecnologico ed utopia, di Leon Theremin e dei sistemi di videocontrollo, si parlava di avanguardia, del fatto che senza una visione non si può altro che diventare meri burocrati della tecnica, meri burocrati della techno, privi di cognizione di causa, di quella causa che aveva originato la meraviglia stessa del modernismo.

In principio era l’azione, e fu così che un giorno, in un meriggio ferrugginoso, diciamo alcuni giorni fa, ho ricevuto una sua mail. Si, ho detto meriggio. Ci sono dei problemi? I problemi dovevano ancora arrivare:

“I decided to become a noise producer and yesterday i’ve made my first ep, check it out https://soundcloud.com/gansluca/sets/like-shock-ep …”

Che cosa gli fosse passato per la testa era una domanda troppo pericolosa. Ero rimasto alla distribuzione di film necrorealisti in Germania, e mai mi sarei aspettato un’uscita del genere.
Solamente il racconto di dove e come avesse trovato degli attrezzi per produrre suoni probabilmente rotti, riparati in modo sbagliato, ed utilizzati nel modo meno virtuoso possibile, avrebbe potuto richiedere un libro intero.
Tra accidenti della storia e della tecnica, cerchiamo di capirne di più, ma senza esagerare:
Questo nome “Ass Video” ha a che fare in qualche modo con il culo o con il video?
E’ solo un gioco di parole: questo nome suona come il nome della video interfaccia “separate video”, S-video, che pronunciata suona come Ass Video, appunto. No, non ci vedo nessun altro senso in questo nome, non è nient’altro che questo.
C’è qualcosa di più in questo progetto di quello che comunica questo assurdo nome?
Non molto. Tutto è incominciato quando ho deciso di aprire una tape record label per realizzare nuova musica, intendo nuova musica accademica, musica classica contemporanea, e anche noise, musica concreta, poesia sonora e altri esperimenti sonori.
Ascolto spesso da casa su Ubuweb diverse cose di sound art, e ho notato che in passato molto di questo materiale è uscito su alcune etichette discografiche. Puoi andare in un negozio e comperare alcuni dischi di poesia futurista per esempio.
Ho pensato che alcune persone oggi apprezzerebbero il fatto di poter disporre di materiale del genere in un formato media materiale.
Per prima cosa cerco dunque di realizzare qualcosa e di distribuirlo. Ho deciso di avviare un progetto noise e di pubblicare per prime queste cose.

Hai mai fatto musica prima d’ora?
Il mio background è l’arte contemporanea e nei miei lavori ho utilizzato vari media, inclusa la musica.
Ass Video però rappresenta il primo intero progetto musicale nel quale faccio tutto io dall’inizio alla fine.
E questo mi piace, anche se non ho ancora iniziato a rilasciare alcun nastro.
Questo è quanto ho prodotto sinora come musicista noise, e il prossimo anno procederò con le release sicuramente.
Che cosa ci trovi di interessante in questa musica?
Prima di tutto l’astrazione. Ma non è come nell’ambient. Se vogliamo comparare questo con la pittura, possiamo dire che il noise è come l’espressionismo astratto. Svolgere il lavoro di produrre musica qui ha la stessa importanza e persegue lo stesso obiettivo. O forse qualcosa di più.
In altre parole credi che il noise in musica sia come Rotko o Pollok nella storia della pittura?
Proprio così. Non conosco molto riguardo a come gli altri produttori noise producono i loro lavori, ma io l’ho fatto velocemente e cerco in questo modo di esprimere il mio feeling spontaneamente.
Che musicisti hanno influenzato maggiormente il tuo progetto?
Non posso dire di essere stato influenzato da qualche tipo di musica. Naturalmente nella risposta posso nominare la musica Khene, l’armonica a bocca del Laos, o la musica delle orchestre gamilonesi indonesiane. Tuttavia non credo che queste influenze siano percettibili ascoltando la musica di Ass Video.
Perchè scegliere oggi un approccio minimale dopo gli esperimenti degli anni 90 usciti ad esempio su Sahko o su Raster Noton? Si tratta una sorta di apologia dell’approccio manieristico adottato dagli artisti contemporanei che si dilettano nella techno, nella deep house o nella nudisco, una sorta di criticismo verso l’attuale evidente stasi evolutiva della scena musicale elettronica?
Alcuni dicono, sì, questo approccio minimale è una sorta di critica di quello che abbiamo a Berlino come mainstream nella musica elettronica. E’ anche vero che non mi curo di quale sia il mainstream  di adesso, e di che cosa non lo sia.
Non credo che ci sia da criticare la musica dance. Questa musica e questa cultura ci hanno mostrato già da molto tempo che molte persone credono di poter cercare qualcosa in quella direzione. Se loro lo credono, certo non voglio essere una persona che gli dice il contrario.
Il mio approccio riguarda come percepisco la struttura di questo momento.

Hai studiato storia del cinema a Mosca, poi hai iniziato a distribuire film russi indipendenti in Germania. Ti ispiri ad un qualche immaginario cinematografico?
Si, certamente. Per esempio alcune settimane fa ho organizzato all’UDK, l’Università dell’Arte di Berlino, una mostra sul cinema necrorealista. Il Necrorealismo è un movimento artistico sorto a Leningrado negli anni 80. Ho proiettato dei cortometraggi di Yevgeny Yufit, il fondatore di questo movimento.
Durante la preparazione della mostra ho notato anche le caratteristiche dei film di Yufit. Non c’è musica, solo alcuni suoni, o solamente silenzio. Questo silenzio combinato con le immagini in bianco e nero, per la maggiorparte lunghi e statici fotogrammi, è come la mia musica dovrebbe suonare. Sì, i film mi hanno dato un sacco di idee sulla drammaturgia delle tracce, sulla loro atmosfera, ecc…
Quanto è importante per te vivere nello show case globale di Berlino adesso, e quanto l’undergound russo ha plasmato la tua prospettiva?
Per me è molto facile qui combinare la mia attività artistica, curatoriale, con la produzione di noise.
Non posso dire di essere coinvolto nella vita musicale di questa città, ma naturalmente essere qui è già abbastanza per sentirti parte di un processo globale. Non so se ne ho bisogno o meno, so solo che tuttavia non mi disturba. Riguardo al contesto russo, no, non sento di avere nessuna connessione con quello che accade nella scena musicale russa di oggi.
Naturalmente essendo russo un giorno queste connessioni verranno fuori. Ne sono certo.
Hai una complessa storia familiare che include origini italiane che si perdono nel periodo nel quale la Repubblica di Genova regnava fino in Crimea. Cosa vorresti dire ai genovesi in questo duro momento che stanno passando?
Genova è la mia città italiana preferita. Quando ci sono stato per la prima volta, viaggiando da solo, senza un posto dove stare, mi sono sentito come se fossi tornato a casa. Gran posto, ci vado a Genova, ogni tanto, la maggiorparte delle volte senza alcuna ragione.
Riguardo alla Crimea penso sia un posto meraviglioso a non credo che non continuerà ad esserlo solo per un cambio di nazionalità. Naturalmente vorrei che i genovesi ritornassero nella terra nella quale sono nato, ma forse in una realtà parallela sono già tornati.

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