Perc “Wicker & Steel” (Perc Trax)

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Alle volte c’è bisogno d’intransigenza, di puntare i piedi e rifiutarsi di seguire la corrente.
Fanculo allora ai tormentoni estivi e alle serate pareo selvaggio, la Techno porta un messaggio molto più profondo del semplice ehi siamo qui per divertirci!
Perc, vero nome Alistair Wells, è uno dei responsabili della new wave di dark techno che sta prendendo piede in tutt’Europa grazie a mostri sacri come Adam X, l’artisticamente risorto Chris Liebing, o Sandwell District ed ai talenti made in Italy come Lucy e Giorgio Gigli.
A ben guardare il suo esordio del 2002 pare quasi incredibile come il suo sound si sia geneticamente modificato passando da una progressive viaggiosa ad un beat isolazionista portatore di reminiscenze di scuola Chain Reaction, idm e naturalmente schranz.
All’inizio del nuovo millennio fu Liebing con il progetto Stigmata a scarnificare la techno fino a graffiarne le ossa avvelenandone il sangue funky con un’overdose di elementi industriali, di modo da riportare la scena ad una dimensione sì feroce e primitiva libera da ogni orpello ma allo stesso tempo più vicina alla vita reale dove la produzione in serie non rallenta mai. Chaplin a 140 bpm per dirla in parole povere. Come al solito, poi, come succede a tutti i generi che fanno troppo affidamento sulla velocità (se vogliamo è esattamente quello che si verficò col darkcore nel 93/94), superato un certo limite la creatività è entrata in coma e la schranz è caduta in un K-hole.
Oggi grazie ad un album maturo come Wicker & Steel si può tornare a godere di una rinnovata oscurità, più consapevole dei propri pregi e difetti rispetto al passato, dal battito più lento (conseguenza dell’esplosione minimale degli anni zero) per riuscire ad osservare con attenzione ciò che c’è d’interessante nel mondo senza rischiare d’infilarsi in un vicolo cieco.
Ad attenderci sulle soglie della selva oscura è il solenne spoken words di Choice, roba da seduta spiritica. My Head Is Slowly Exploding è il leit motiv dell’opera: un ipnotico klang in 4/4 ma con abbastanza spazio tra un colpo di cassa e l’altro per ospitare gelidi riverberi.
Start Chopping è il punto di contatto con la schranz ma stavolta l’effetto paranoia non è dato dalla violenza ritmica ma dalla sacralità dei pad. Il giusto tributo alla Basic Channel viene pagato con You Saw Me e Snow Chain.
A segnare la metà del disco è l’ambient isolazionista di Pre-Steel, pausa necessaria per quel martello a percussione che è Gonkle, l’acciaio come unica ragione di vita.
London, we have you surrounded i subwoofers si tengano pronti a far fuoco al mio segnale!!!
Il gran finale spetta a Jmurph colonna sonora tra l’industrial e l’EBM dello scontro finale per il predominio su questo nuovo mondo steampunk.

Federico Spadavecchia

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