Akufen: Il Suono è un Essere Vivente

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Mark Leclair, meglio conosciuto come Akufen, è uno dei nomi di spicco della scena minimal a livello mondiale. Canadese come Richie Hawtin, paragonato spesso a Philip Glass, ha dato nuove prospettive alla via del minimale e ha girato i clubs più importanti del Globo: da Detroit a Berlino, a Zurigo e a Londra (dove il prestigioso Fabric gli ha commissionato una delle sue compilation).
Questo venerdì si è esibito all’Unwound di Padova e naturalmente non abbiamo perso l’occasione di incontrarlo per fare due chiacchere.
Il nostro inviato per questa speciale occasione è Spada: giovane talento della Boxer rec. il cui primo singolo “Luce”, realizzato in collaborazione con Luca Morris, è già un successo.
Ecco com’è andato l’incontro:

Ciao Mark che ne dici se parliamo un po’ dei tuoi inizi? Qual è stato il tuo primo contatto con la musica?

Il primo contatto con la musica? Oh mio Dio! Direi quando sono appena nato e mi sono sentito piangere ahahah

E quali sono state invece le prime canzoni che hai ascoltato?

Diciamo che sentivo i dischi dei miei genitori, in generale musica pop degli anni ’60 e ‘70

Quali sono stati i suoni che ti hanno maggiormente influenzato?

Sicuramente all’inizio il suono dell’house music. E’ stato il primo tipo di suono a cui mi sono interessato attivamente. Certo anche prima m’interessava la musica ma non così in particolare.

Da dove deriva il tuo “suono”?

Ma direi che proviene generalmente dalle cose che ho intorno. Non mi piace mai provare suoni cercando di capire se sono buoni o no, preferisco invece ottenere i suoni da fonti casuli da ogni parte che posso, come la radio o la televisione, e quindi provo a tirarne fuori il meglio possibile.
Non è una questione di qualità del suono in sé, che preso da solo è alquanto insignificante, quanto piuttosto di come questo riesca a stare in armonia con gli altri elementi della traccia, come in un rapporto di simbiosi.

Come molti artisti elettronici canadesi anche tu ti sei trasferito in Europa. Questa scelta ha in qualche modo influenzato il tuo approccio alla musica?

In realtà questo è avvenuto ben prima del mio reale trasferimento. Devi sapere che la musica che ascoltavo da ragazzo era soprattutto di origine europea, cose appunto come i Kraftwerk e altra musica provienente dalla Germania, dall’Inghilterra e dalla Francia. In definitiva la musica europea e americana mi hanno condizionato in egual misura.

E adesso dove vivi?

A Montreal.

E dove preferisci suonare la tua musica?

Mah direi principalmente a Berlino e a Zurigo.

Cosa ne pensi dell’attuale scena elettronica?

Vedo un sacco di offerta. C’è molta gente che sta cercando di ottenere qualcosa. Sfortunatamente però vedo sempre più collettivi dedicarsi allo sviluppo di sintetizzatori virtuali. Io penso che in futuro la musica elettronica non suonerà propriamente tale: si parlerà solo di musica dimenticando il fatto che si tratta di musica elettronica; anche se fatta elettronicamente il risulatato sarà completamente diverso.

Cosa ci puoi raccontare del tuo processo creativo in studio?

Oh mio Dio!!! Beh tutto il mio processo consiste, come ti ho già detto, nel registrare suoni di ogni tipo provenienti da ogni parte e assemblarli insieme cercando di trovare una solida armonia che leghi. Non so che direzione prenderà tutto questo ma per ora non voglio nient’altro che lavorare per migliorare i suoni rendendoli più organici e naturali.

Un’ultima domanda di rito: quali sono i tuoi progetti futuri?

Beh intanto suonare qui tra pochi minuti e poi non riesco a programmare oltre. Io non credo nel futuro preferisco di più dedicarmi al presente.

Grazie di tutto Mark

Grazie a voi.

Ermanno Spadati aka Spada
Traduzione:Federico Spadavecchia

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