Hidden Tapes: Storie surreali nell’oscurità

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In occasione dell’uscita, lo scorso 12 giugno, di Optimal Configuration Daily, EP che inaugura il catalogo Hidden Tapes, abbiamo intervistato i Dark Division, autori della release e fondatori della label.

Ciao ragazzi che ne dite se iniziamo dal principio e ci spiegata come è nata l’idea di fondare Hidden Tapes?

Ciao! Innanzitutto, grazie per l’intervista. L’etichetta Hidden Tapes nasce a seguito di una scelta umile e coraggiosa da parte di un gruppo con delle lecite ambizioni. Prima di cominciare quest’avventura, c’è stato di sicuro uno spirito di gruppo, destinato ad essere uno degli ingranaggi primari per far funzionare la “macchina” al meglio. Con questo stesso spirito abbiamo affrontato le prime difficoltà incontrate nel cammino. Prima di decidere di fondare la label, le nostre difficoltà sono state sostanzialmente quelle che affronta ogni producer.  Oggi non è una novità che per un artista “musicista” non è sempre una passeggiata riuscire a trovare una o più labels che puntino su di lui, soprattutto quando il suo nome non ha una risonanza forte nei circuiti della musica elettronica internazionale, certo non vogliamo generalizzare ma per esperienze personali possiamo affermare che non sono rose e fiori. Quest’aspetto, probabilmente, di sicuro aumenta quando principalmente si ha un background primario come dj-producer, in quel caso forse è ancora più difficile “farsi prendere sul serio”. Tuttavia con la grande mole di aspiranti musicisti e dj producer in giro per il mondo, da un lato, se si pensa che questa difficoltà riscontrata da tutti coloro che si accostano al mondo della musica, sia per lo più una prassi che funzioni come filtro purificante e selezionatore, che come una stroncatura delle aspirazioni altrui, volendo si può guardare il lato positivo mettendosi in testa che prima che una label punti sù di te devi essere tu il primo a crederci e puntare su te stesso. Hidden Tapes dunque, nasce anche con questa mission, una label con uno spirito di gruppo audace, dove pubblicare i nostri lavori e a seguire, quelli di un gruppo di artisti per i quali proviamo una profonda stima e rispetto.

Avete sviluppato un concept molto complesso in cui parlate di individualità, verità percepite, e pubblicare musica “con un approccio celebrale al surrealismo”. Ci potete spiegare di cosa si tratta e come avete intenzione di tradurlo in musica?

Musicalmente ,vogliamo principalmente lasciare un buon impatto che però si accompagni al senso di dubbio così che l’ascoltatore da un lato abbia quasi le idee chiare solo fino ad un certo punto! Non ci farebbe piacere che la label venisse etichettata in maniera scontata perché principalmente vogliamo che la fase sperimentale sia al centro di ogni release come l’ingrediente segreto che nessuno ti svela. Chiaramente l’influenza del nome del gruppo Dark Division ha la sua valenza sul concept scelto. Il fascino dell’oscurità nasconde il suo lato surreale. Non sempre il buio deve essere inteso come “brutto e negativo”, bensì troviamo che è uno spazio incontaminato, puro, per far scorrere liberamente la creatività e vedere nascere le proprie idee, come una tela “nera” ma pur sempre una tela e se un sogno è una produzione psichica surreale del nostro inconscio l’idea è quella di adattare il surrealismo in chiave produttiva. Spesso capita che in assenza di luce, la mente, fantasticando, sia capace di elaborare pensieri surreali e se al contempo nella tua mente scorre anche la musica è un’ottima cosa dalla quale bisogna trarre tutto ciò che ne esce fuori. La sperimentazione di suoni è fondamentale in questo caso, poiché permette alla mente di essere in costante lavoro fino al punto di entrare in dimensioni surreali che emergono mano a mano. Le sonorità che più ci disgiungono sono per lo più cupe e distorte. Ci piace presentare musica con metriche differenti anche per risultare poco prevedibili.

Com’è organizzata attualmente l’etichetta?

Essendo in tre ,si ha la fortuna di dividersi agevolmente i compiti. Raffaele gestisce per lo più i contatti e le pubbliche relazioni e si cimenta come supervisor del gruppo. Fabiano si occupa dell’aspetto burocratico. Alfredo è alle prese con tutto ciò che può servire nel modo più pratico.

Quali criteri deve soddisfare un demo affinchè decidiate di pubblicarlo?

I criteri non sono moltissimi ma sono più che altro mirati e selettivi. Una demo che ci soddisfa fino a decidere di pubblicarla deve piacerci particolarmente, deve seguire delle sonorità che siano in linea con ciò che siamo e ci piace presentare. Ovviamente miriamo a maturare, per cui siamo piuttosto selettivi nelle scelte. A tal proposito in questo momento siamo più interessati a fare dello scouting selezionando direttamente degli artisti idonei ed in linea al nostro percorso musicale piuttosto che aspettare le demo altrui.  Naturalmente per il futuro mai dire mai. Al momento, però abbiamo congelato la selezione di demo perché abbiamo una programmazione che durerà circa 2 anni  con 6 release da rilasciare.  Il tutto nella speranza che la label cominci a rodare bene, come desideriamo.

Quali sono le maggiori influenze artistiche alla base del vostro progetto?

L’IDM di sicuro è tra le nostre maggiori influenze artistiche, poi c’è l’ammirazione di alcuni illustri produttori che ogni volta ci lasciano sbalorditi per l’enorme professionalità in grado di dimostrarci attraverso i loro progetti.“La lista dei nomi è lunga” .Il nostro gruppo ha la fortuna di mescolare le influenze artistiche individuali, stesso discorso vale per i nostri diversi background ma non è stato difficile formare un giusto feeling che in primis ci permette la condivisione del singolo bagaglio culturale/musicale, così da mantenere il progetto sempre vivo, in evoluzione.

Come giudicate il mercato discografico attuale? E la scena techno?

Il mercato discografico lo troviamo sufficientemente attivo, in ripresa rispetto a qualche anno fa. Certo che per le neo label indipendenti con budget indipedenti ,prima di ricevere un buon riscontro con le vendite è necessario mettersi nell’ordine delle idee che tutto il processo che ne consegue è fatto di sacrifici e lotte ripetute. L’importante è essere consapevoli di questo e non mollare nei momenti difficili, crederci fino in fondo. La scena techno nel bene e nel male si è ingigantita tanto e per questo crediamo che ha i suoi alti e bassi. Forse, la vera nota dolente sono gli innumerevoli imput offerti dagli streaming che spesso deludono le aspettative. Inoltre, a peggiorare la situazione è il comportamento sui social da parte di un pubblico sempre meno attento alla qualità che non si capisce se è più contento ad essere presente al festival o se trova più stimolante trasmettere la diretta dello stesso sui canali social. Personalmente crediamo che ad aumentare questo appiattimento dal sapore amaro sia anche questa realtà forzata dai social quotidianamente.Capiamo l’importanza della rete ma, in poche parole ,quando tutto scorre ripetutamente e velocemente, l’effetto sorpresa è pari a zero. Al contempo però ,siamo molto affascinati da alcuni festival sicuramente meno di massa e più dediti alla musica sperimentale in generale.

Quali sono gli ostacoli che vi spaventano di più in questa avventura?

Non ottenere i nostri primi obbiettivi prefissati. Ma il percorso è appena iniziato, siamo fiduciosi.

In un’epoca in cui la forma prevale spesso sulla sostanza quali sono le vostre idee circa grafiche, packaging e promozione?

Di sicuro, è brutto ammetterlo, ma oggi la forma ha il suo ruolo importante, se vuoi accerchiarti della collaborazione dei migliori affinché forma e sostanza siano di pari livello è impresa ardua implicitamente perché tutto questo ha un costo preciso e dunque per questioni di budget non sempre si può strafare. Però oggi sperare solo nella sostanza sarebbe da anarchici in questo settore, anche se a dirla tutta, senza togliere nulla alle grafiche e al packaging, resta pur sempre il disco che deve piacere. Nel nostro caso, ci piace trovare il giusto connubio tra le due cose, poiché collezionando vinili, abbiamo un buon metro di giudizio riguardo l’estetica e l’immagine delle labels. Spesso un packaging studiato bene accresce la personalità della label donando ad esse una sorta di carattere positivo e questo sicuramente può facilitarne la promozione. Noi vogliamo rimanere essenziali con le grafiche ed il packaging, ci piace girare intorno al tema del titolo del disco. E’ un’altra fase creativa che ci diverte.

Cosa ci potete raccontare della vostra prima uscita firmata dai Dark Division?

La nostra prima uscita ci ha regalato svariate emozioni, aspettavamo il test pressing come una reliquia ricercatissima. Un’altra esperienza bella, oltre che utile, di sicuro curriculare, è stata quella di entrare dietro le quinte, accedendo nei meccanismi chiave di una produzione, del resto per noi si trattava della prima volta. E’ stato bello seguire passo dopo passo tutte le fasi mastering, manufacturing e cutting fino ad arrivare al prodotto finale.Siamo stati seguiti da collaboratori straordinari, non possiamo fare altro che ringraziarli ancora. Prima della release date c’è stato un periodo tra ansie e speranze, in sostanza i pensieri costanti fissi nelle nostre giornate che tutto andasse per il verso giusto. Ovviamente, al di là di queste emozioni soggettive una volta che hai realizzato a mente fredda, subentra la soddisfazione di un progetto portato a termine, ci tenevamo molto esordire con un nostro lavoro.  Speriamo che in molti ci supportino, per noi sarebbe un ulteriore appagamento oltre che una notevole carica di positività.

Qualche anticipazione sulle prossime uscite…

Sia la seconda che la terza release avranno di nuovo la firma Dark Division (è stata una scelta promozionale) con lo scopo di farci conoscere un pò di più.A differenza della prima, in queste due future uscite, avremo l’onore di coinvolgere 4 artisti come remixer. La scelta degli artisti è stata basata dal rispetto che nutriamo per queste persone in virtù del fatto che oltre alla stima artistica nei loro riguardi c’è anche un legame di amicizia. I primi saranno Nicola Buono e Lino Monaco aka Retina.it con un remix sulla seconda release veramente interessante, a seguire con le terza release presenteremo un 2×12” e gli artisti coinvolti a questo giro saranno Fabrizio Matrone aka Matter e Pier Mariconda aka PrgM con altri 2 favolosi remix. Dalla quarta release in poi, l’unica anticipazione che possiamo lasciare è che si susseguiranno altri artisti in casa Hidden Tapes .Senza svelare molto, qualche EP avrà il remix firmato Dark Division; per il momento però non possiamo aggiungere altro…

Federico Spadavecchia

Editor’s choice

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