P.U.M.A. e Maurizio Bianchi – “Moho Abyss” (Attenuation Circuit)

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Maurizio Bianchi/M.B.: un nome cult che fa mettere sull’attenti il mondo della musica più alternativa ed oscura, fra i padri fondatori del industrial e noise italiana e non e figura cruciale nella storia della sperimentazione sonora contemporanea. Attivo fin dagli anni ’70 (come Sacher-Pelz), Bianchi ha sviluppato una sua ricerca sonora grazie all’utilizzo di apparecchiature analogiche e digitali, con un focus particolare sulla trasformazione e la distorsione del materiale sonoro. Ha pubblicato un ampissimo catalogo di release: vinili, cd, cassette e ristampe che l’artista ha prodotto negli anni. M.B. per le gioe dei collezionisti. M.B. è anche una figura di culto, misteriosa e controversa, e il suo mito negli anni è cresciuto: è un artista che si fa vedere poco, che praticamente non ha mai suonato live e che si è preso diverse pause dalla musica per poi ritornarne carico di idee, come nel 1984 dove – già forte di un successo internazionale dopo l’album “Armaghedon” – si ritirò per alcuni anni per avviare un percorso di riflessione personale e aderire ad un percorso spirituale aderendo ai testimoni di Geova.
Vi raccontiamo il recente lavoro di M.B. realizzato in collaborazione con P.U.M.A. intitolato “Moho Abyss”, album uscito lo scorso novembre su Attenuation Circuit (label tedesca che pubblica artisti fra cui Aidan Baker, Fabio Orsi, Paak, Philipp Petit…).
Il disco vede P.U.MA. (progetto noise sperimentale  composto da Luca Valisi e Monica Calanni Rindina, visti live recentemente al Arci Pessina di Milano all’interno della rassegna ambient/noise “Confini”) orchestrare paesaggi sonori attraverso l’impiego di strumentazioni sintetiche, processi di elaborazione e materiale campionato dal vivo, mentre Bianchi interviene con tecniche di filtraggio e trasformazione, creando un universo acustico che mette alla prova la percezione, facendo emergere soltanto una visione illusoria di profondità celate.Dopo l’overture le prime tracce “A innate Clockwork Orange” e “Eraserhead Brain”, danno il via a un crescendo di ambientazione oscura, noise e tratti religiosa, che raggiunge momenti di straordinaria tensione in un’aura surreale anche grazie alle vocalizzazioni di Monica. Echeggi scuri, cavernosi assieme a delicate risonanze sintetiche e stratificate costruiscono una realtà sonora ricca di profondità e dinamica. “Сталкер persecution” arricchisce poi l’ondata vibrante con elementi vocali, conferendo all’album segmenti dove elementi oscuri si incontrano con sfumature oniriche, producendo scenari di notevole conflitto e incanto.“Moho Abyss” è un dialogo fra mondi misteriosi, texture frammentare e ipnotiche che rivela nel suo insieme un viaggio sonora verso l’oscurità.

Edoardo Grandi