INNER_SPACES #6: Christian Fennesz

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Lunedì 03 febbraio San Fedele Musica e Plunge presentano il sesto appuntamento con INNER_SPACES.

Ore 18,30 Lezione (ingresso libero)

L’esordio elettronico di Steve Reich a cura di Massimiliano Veil.

Ore 21,00 Concerto

Il chitarrista austriaco Christian Fennesz, una delle maggiori personalità della musica elettronica internazionale, sarà di ritorno a San Fedele  per presentare un’elaborazione per acusmonium del suo ultimo album “Agora”, pubblicato da Touch nel 2019: un lavoro intimistico, interamente realizzato nel proprio appartamento viennese, registrando alcune tracce nel completo isolamento delle sue cuffie. Quel che ne risulta è uno tra i viaggi più immersivi sinora prodotti dall’artista austriaco, tanto elementare quanto evocativo nel suo fulgido espressionismo sonoro. Come delicate stratificazioni cromatiche di una superficie affrescata, Fennesz quasi sempre giustappone linee armoniche ad altre più aspre e incolori: sono le due anime della sua chitarra elettrica, la cui ombra si trascina dietro il pizzicato delle corde al pari di una spuma evanescente.

Introduce la serata un trittico di opere storiche della musica elettronica dagli anni Sessanta all’inizio del nuovo millennio. Tre opere per nastro magnetico con tre visioni distinte della musica elettronica. Water Music (1960) del compositore giapponese  Toru Takemitsu (1930-1996), noto per le colonne sonore di alcuni film di A. Kurosawa, opera unica di teatro musicale in cui vengono combinate l’elettroacustica e la coreografia del teatro tradizionale giapponese di Hisao Kanze. Takemitsu non utilizza suoni registrati di una performance ma quasi esclusivamente campioni sonori di goccie d’acqua a volte senza modifiche altre volte rielaborandoli a somiglianza dello Tsuzumi, strumento a percussione tradizionale giapponese. La struttura riprende una visione non metrica, quasi puntillistica. Le ricorrenze del silenzio con durate irregolari assieme all’oscillazione della melodia di timbri tra suoni concreti e astratti generano una tensione musicale unica.

Segue un’opera del 2002 del compositore lionese Denis Dufour: La terre est ronde, musica non solamente lirica, ma giocosa, costruita con energia e chiarezza. Lo stile di Dufour, iniziatore del progetto acusmatico Motus, cui l’acusmonium SATOR dell’Auditorium San Fedele è  legato, si caratterizza per l’approccio espressivo del suono, erede di un fraseggio barocco, dove la plasticità delle figure, la fluidità, gli slanci, le sospensioni, i bilanciamenti, le oscillazioni, gli sdrucciolamenti, i giochi di contrasti e di leggerezza, la preziosità dei discorsi e degli ornamenti concorrono alla creazione di opere singolari e rare. La composizione delle sonorità, dei colori, delle concatenazioni e delle articolazioni contraddistinguono le sue opere, la loro espressività, la loro liricità volontaria ed elegante, che non esclude il ricorso a dei montaggi liberi, caratterizzati da una libertà organizzata, ma in un certo senso “naturale”.

Infine It’s Gonna Rain (1965), primo brano della carriera musicale di Steve Reich, tra i maestri del minimalismo americano. Spiega il compositore: “alla fine del 1964, ho registrato su nastro magnetico un predicatore nero, Brother Walter, che parlava del tema biblico del Diluvio nel parco di Union Square a San Francisco: mi aveva colpito molto la qualità melodica del suo discorso, ai limiti del canto. All’inizio del 1965 cominciai a comporre dei nastri in loop con la sua voce, che ne misero ancora più in risalto le qualità melodiche”.

Location: Auditorium San Fedele (Via Ulrico Hoepli, 3/b)  – Milano

Comunicato stampa

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