30K4Festival: il Klub K4 compie trent’anni

Lo storico club K4 di Lubiana compie trent'anni, e per l'occasione è stato organizzato il un festival che ha già richiamato l'attenzione della scena internazionale sulla capitale slovena

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Il Klub K4 di Lubiana, uno dei punti di riferimento della cultura underground della capitale slovena, compie trent’anni e li festeggia con un festival denominato 30K4Festival.
In line up: Bjarki, DJ Stingray, Luis Malon, Claas dei Jazzanova, Terranigma, Deep88.

Abbiamo incontrato Gregor, responsabile comunicazione del club, con cui abbiamo parlato della sua storia, del festival, e di molto altro.

Trent’anni, un traguardo non da poco per un club. Raccontaci brevemente la storia del club. Come iniziò tutto?

Prima della apertura ufficiale del Klub K4, il 25 aprile 1989 (nella Ex Jugoslavia era il “giorno della gioventù”), il palazzo era occupato da diverse organizzazioni giovanili, fino alla concessione governativa della gestione dello spazio alla organizzazione giovanile comunista. Dopo la caduta della Jugoslavia alcune organizzazioni giovanili slovene sono state le prime a mandare avanti il Klub K4.

Il luogo ebbe grande importanza per la promozione di idee democratiche, non patriarcali, esperienze LGBTQ, essendo allo stesso tempo un luogo artistico frequentato da diverse avanguardie, con uno scambio di idee, metodi, trend. Con grande naturalezza questo genere di ambiente ha portato il Klub K4 a introdurre e spingere in Slovenia diversi generi innovativi: techno, drum & bass, hip hop, breakbeat, house, la DJ & VJ culture a tutto tondo, ed è stato il luogo dove sono avvenute le prime trasmissioni video live in rete per canali TV mainstream. Con il tempo il Klub K4 si è focalizzato sulla musica elettronica, inizialmente ha visto passare anche altri generi come hardcore, punk, indie.

Negli ultimi anni dieci anni della sua storia, diversi management si sono succeduti in alcuni casi con grosse perdite, tanto da pensare realmente ad una chiusura dello spazio 4/5 anni fa. A quel punto una compagnia che dirige anche altre situazioni in città, è intervenuta per salvare questo pezzo storico della scena cittadina, ed è in carica da quel momento.
In tutta onestà alcuni frequentatori abituali e artisti hanno inizialmente temuto per una possibile commercializzazione di una realtà storicamente radicale, ma nel tempo crediamo si sia capito che la strada del Klub K4 continuava come da sua storia, e ora collaboriamo con quasi tutte le crew e gli artisti della ricca scena locale, cercando di coinvolgerli tanto quanto gli ospiti stranieri.

Negli ultimi anni abbiamo ospitato la prima Boiler Room dalla Slovenia, registrato l’unico RA podcast in Slovenia (dalla nostra expat in Glasgow, Nightwave, abbiamo ospitato una delle rare performance del live show di Umek Zeta Reticula (trasmesso sul web da Magnetic)) e il Klub K4 è spesso nei primi posti fra i club più amati nelle poll dei clubheads sloveni e dell’ex-Jugoslavia.

Solo per un’idea, nella stagione in corso abbiamo presentato fra gli altri Luke Vibert, Helena Hauff, Tama Sumo, Misanthrop, Roman Flügel, Skee Mask, DMX Krew,  Aleksij Perälä, Enchanting Rhythms, Onur Özer, Disaszt, Ben Long (Space Djz) e molti altri, ma ci piace molto lavorare con artisti locali, con i talenti emergenti anche dalle zone vicine (compresa l’Italia specialmente guardando a Nord/Est).

Abbiamo una DJ school, teniamo worskhop e abbiamo anche una compilation dedicata ai nomi nuovi, Gibanica, che spingiamo molto.

I nomi scelti per celebrare il trentennale sono interessanti e variegati, come li avete scelti?

Celebriamo i trent’anni durante la stagione e a maggior ragione con 4 eventi che formano il Festival 30K4, con l’idea di connettere passato, presente e futuro con un programma che mixa nomi nuovi, i nostri resident e artisti affermati e importanti, e con uno occhio di riguardo alla presenza femminile in consolle e ai live act. Bjarki è un nome sulla bocca di tutti, Stingray una leggenda di Detroit, insieme poi a una selezione di artisti europei  e sudamericani. Ci sono ache gli italiani Deep88 e And.rea. Quasi tutti presentano per l’occasione qualcosa di nuovo: un live, una release, un nuovo progetto.

Si aggiungono una mostra fotografica e una di flyer e design di questi trent’anni, un vinyl market, workshop di hardware/software. Un programma completo che integra le varie componenti che hanno fatto la storia artistica del club.
Importante è anche la serata Roza Disco del 25, serata iconica LGBTQ friendly, che il Klub K4 propone praticamente dalla sua apertura ed è parte importante dell’identità più profonda del club.

Lubiana è sempre parsa un luogo vivace, interessante anche per le dimensioni contenute. Da promoter hai notato un cambio nei giusti e nei numeri degli spettatori lungo gli anni?

Personalmente sono quattro anni che mi occupo delle PR del Klub K4, ma sono un frequentatore del club da due decenni e mi occupo di musica, in particolare elettronica, da altrettanto tempo, così provo a risponderti proprio da questa prospettiva.

E’ chiaro che il club si evolve e cambia, così come la società circostante. Dalla musica alla tecnologia alle arti. Nel nostro caso c’è stato un mutamento enorme dal passare da una nazione del blocco comunista fondamentalmente chiusa a un soggetto attivo del mondo globalizzato, che è anche ultra connesso.

Il Klub K4 è sempre stato la cartina tornasole di alcuni dei movimenti più innovativi, e ha ancora questa funzione; molte persone che negli anni sono state coinvolte col club ora sono artisti di successo, altri lavorano ad alti livelli in campi come media, management di eventi, PR, design. Tanta creatività è nata o si è evoluta proprio da questo sotterraneo, e siamo felici che dopo tutto questo tempo il club sia ancora forte e abbia un impatto sulla scena in un raggio di almeno 500 km intorno a noi.

Qui tutti i dettagli del Festival 30K4

Cannibal Se-lecter
Photo Cover: Bernarda Conix for K4

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