Vintage per forza? Roland SH-101 Vs Arturia Microbrute

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Nel contesto di EFOG 03, serata organizzata dalla label Electronic Fog in collaborazione con 51beats al CSO Pedro (PD), si svolgerà un nuovo incontro del 51beatsLAB con tema: “Analogico vintage o nuovo? Un breve approfondimento sui monosynth analogici degli anni ’80 e sulle loro riproposizioni attuali”.

Episodio #1: Roland SH-101 Vs Arturia Microbrute

Correva l’anno 1982. La New Wave risuonava nelle abitazioni di tutto il mondo attraverso la neonata MTV, con il suo carico di colori fluo e di capelli cotonati.
I sintetizzatori erano la tendenza del momento e il protocollo MIDI stava rivoluzionando il modo di fare musica.
La Roland, cogliendo il momento di grande fermento, pensò di mettere sul mercato un synth fatto per le nuove video-star che potevano portarlo a tracolla e abbinarlo al look del loro concerto scegliendo tra tre colori: rosso, grigio, blu. Nacque così l’SH-101: il sintetizzatore fotogenico.
Fortunatamente, l’SH suonava in modo incredibile e questo è sorprendente soprattutto considerando la semplicità dell’architettura sonora e la pochezza della componentistica utilizzata.
L’SH-101 è un synth monofonico/monotimbrico, con un oscillatore con due forme d’onda (saw e square), un sub-oscillatore, un white noise generator, un filtro low-pass a -24dB (tipico Roland) e un pannello con i controlli di filtro, LFO e inviluppo ADSR. La tastiera ha 32 tasti e può essere usata anche come keytar.
Particolare è la scelta di poter mixare tra loro le forme d’onda, così da poter ottenere, con un solo oscillatore, combinazioni sonore interessanti.
La modulazione è rudimentale ma ben ragionata: l’ADSR è condiviso tra il filtro e il VCA, mentre l’LFO offre la scelta tra le forme d’onda saw, square, noise e random e può essere utilizzato per modulare il VCA, il filtro, il pitch e il pulse-width. La velocità dell’LFO determina anche la velocità dell’arpeggiatore e del sequencer integrati (scelta questa veramente strana).
Proprio il sequencer è la caratteristica più intrigante dell’SH-101. La programmazione è molto semplice e veloce, la si può fare dal vivo senza troppi problemi (per esempio A guy called Gerald basa la sua intera performance live su questa particolare feature dell’SH-101) e la possibilità di mettere in sync il sequencer ad un trigger esterno (ossia praticamente tutte le drum machines) offre grande facilità di creazione e di esecuzione.

Il suono è quello tipico della sintesi sottrattiva Roland, ovvero il suono della acid, della techno e di tutti i generi musicali elettronici e dance che dagli anni ’90 sono passati su questo pianeta. Un must per tutti i produttori di musica dance e idm.
Il prezzo di questo synth è cresciuto esponenzialmente negli anni. Paradossalmente, un synth nato per avere un costo contenuto e accontentare più la vista che l’orecchio, è diventato iper ricercato proprio per il suo particolare timbro sonoro, il costo attualmente si aggira intorno ai 700 euro, per un modello il buono stato di conservazione.
Si comprende quindi come la casa di produzione francese Arturia (dopo aver prodotto moltissimi famosi soft-synth) abbia pensato di entrare nel mercato dei sintetizzatori hardware proprio con una macchina che, per caratteristiche e facilità di utilizzo, è avvicinabile all’SH-101.
Nel 2014 nasce il Microbrute, synth analogico monofonico.
La prima cosa che si nota del Microbrute è la sua ridottissima dimensione e la presenza di molti controlli in pochissimo spazio.
L’architettura sonora è basata su un singolo oscillatore (con sub-oscillatore) e la possibilità di mixare le varie forme d’onda disponibili (qui c’è anche l’onda triangolare) grazie ad un mixer molto simile a quello dell’SH-101. Ci sono anche il noise generator, un filtro multimodo, un VCF e un VCA.
I modulatori di frequenza qui sono due (uno solo nel 101) e c’è anche il sequencer integrato. Ovviamente il synth ha possibilità di controllo esterno sia MIDI che CV/Gate (il 101 solo CV/Gate). Utile, soprattutto per la produzione in studio, la porta USB che permette il collegamento direttamente al proprio soft-sequencer preferito.
A parte quest’ultimo dettaglio, il Microbrute è un synth completamente analogico: scordatevi di poter salvare le vostre patches (carta e penna per ricordarvi le impostazioni andranno comunque benissimo).
Fino qui, le caratteristiche del Microbrute e dell’SH-101 sono praticamente sovrapponibili. La grande differenza tra i due monosynth sta nel filtro.
Arturia fa una scelta in qualche modo bizzarra mettendo nel proprio Micro un filtro a 12dB per ottava (clone dello Steneir-Parker filter), ovvero un filtro usato molto poco nella storia dei synth monofonici, che dona al suono una caratteristica aggressività.
Un’altra differenza sta nel c.d. “Brute factor”. I tecnici Arturia hanno voluto implementare questa particolare funzione, dandogli un nome cool.
Con il Minimoog (e con molti altri synth ma non con l’SH-101) era possibile collegare con un cavo l’audio out all’external-in creando una specie di cortocircuito sonoro che permetteva, mandando in distorsione il VCA, di ottenere suoni veramente spessi e aggressivi.

Il Brute factor non è altro che una patch interna tra l’audio out del synth e l’external-in, cosicchè il medesimo risultato è raggiungibile senza cavi esterni.
La combinazione tra l’insolito filtro a 12/dB e questa possibilità di “cortocircuito” sonoro sono forse la caratteristica più interessante del Microbrute e il vero fattore di novità di questo piccolo synth.
Ma come suona il Microbrute? E soprattutto, è al livello del carattere sonoro del blasonato SH-101? Lo scopriremo insieme.
Secondo Gordon Reid (storico recensore di Sound on Sound Mag) il Microbrute sarebbe in grado di mettere finalmente in soffitta il 101, anche per il prezzo che è decisamente inferiore: intorno ai 300 euro.
Vi diremo la nostra opinione durante la lezione del 17 gennaio al CSO Pedro di Padova e vorremo sapere cosa ne pensate voi.

Nel prossimo episodio di questo blog altri due interessanti monosynth a confonto: Korg MS-10 e Doepfer Dark-Energy, anch’essi trattati nella lezione del 17 gennaio al Cso Pedro.

51beatsLAB” è un’esperienza interattiva a metà strada tra lo studio di sperimentazione e l’allestimento di mini-live stage dove i partecipanti vengono coinvolti in modo diretto, in un contesto rilassato ed informale ma professionale allo stesso tempo, per una piena interazione tra artisti esperti, avventori, improvvisatori e macchine.

QUANDO: 17 gennaio 2015, dalle 18:00 alle 21:00.
DOVE: CSO Pedro, Via Ticino 5, Padova.
MODALITA’: INCONTRO GRATUITO (indispensabile l’iscrizione attraverso la compilazione del form: http://www.electronicfog.net/event/efog03 )

Evento FB: https://www.facebook.com/events/1514530902157210/?fref=ts

51beatsLAB

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