Gocce di veleno #5

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La “Carta dei doveri”  dell’Ordine dei giornalisti recita:

“Strettamente collegate all’esigenza di autonomia e di credibilità del giornalista sono quelle norme che lo vogliono estraneo ad iniziative di carattere pubblicitario. Innanzitutto, sottolineando il diritto dei cittadini “di ricevere un’informazione corretta, sempre distinta dai messaggi pubblicitari”. La norma è la diretta conseguenza di quanto stabilito dal D.Lgs. 25 gennaio 1992 n. 74, attuativo delle direttive europee in materia di pubblicità ingannevole. In particolare, l’art. 1, comma 2°, stabilisce che “La pubblicità deve essere palese, veritiera e corretta”; e l’art. 4, comma 1°, la vuole “chiaramente riconoscibile come tale” e, con specifico riferimento alla pubblicità a mezzo stampa, “distinguibile dalle altre forme di comunicazione al pubblico, con modalità grafiche di evidente percezione”. In pratica, va scongiurato il rischio di commistione tra pubblicità e informazione.”

e poi ancora: 

“Al giornalista è fatto divieto di accettare privilegi, favori o incarichi che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità professionale

Secondo voi, perchè in Italia le testate giornalistiche e i giornalisti iscritti all’albo che si occupano di clubbing sono così pochi?

Samuele Dalle Ave

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