Mercoledì 6 maggio Kadmonia, Fondazione Culturale San Fedele e Slam Jam presentano all’Auditorium San Fedele di Milano, nell’ambito della rassegna Inner_Spaces, la performance audiovisiva di Oneohtrix Point Never, nome artistico di Daniel Lopatin, dedicata a Tranquilizer, il suo undicesimo album pubblicato da Warp Records a fine novembre 2025 e attualmente al centro di un tour mondiale.
Accanto alla sua acclamata colonna sonora per il film Marty Supreme, Lopatin porta dal vivo un’indagine sulle forme della memoria digitale e sulle estetiche sonore degli anni Novanta, rielaborate attraverso un linguaggio elettronico che combina materiali riconoscibili e processi di trasformazione più astratti.
Per questa data italiana l’artista ha scelto l’Auditorium San Fedele, unica sala in Italia dotata di acusmonium, un’orchestra di oltre 50 altoparlanti che consente la spazializzazione del suono e rende l’esperienza d’ascolto particolarmente immersiva.
Il live show audiovisivo Tranquilizer di Oneohtrix Point Never propone una nuova performance sviluppata in collaborazione con l’artista multidisciplinare Freeka Tet, ampliando la lunga esplorazione di Lopatin sull’intersezione tra suono, tecnologia e surrealismo digitale. La performance traduce la complessa architettura sonora dell’album in un ambiente live completamente immersivo, collocando la musica in un mondo visivo mutevole.
Il progetto nasce dall’utilizzo di librerie di campioni commerciali degli anni Novanta, recuperate da archivi digitali e impiegate come materiale di partenza per una ricostruzione sonora che combina elementi pubblicitari, frammenti melodici e atmosfere sospese. L’immagine della sala dentistica illuminata da un cielo artificiale non è un semplice riferimento visivo, ma un modo per interrogare la logica degli ambienti progettati per rassicurare attraverso simulazioni standardizzate.
Tranquilizer osserva come questi dispositivi di comfort, dalle musiche d’attesa ai paesaggi digitali preconfezionati, producano un effetto ambiguo: promettono sollievo, ma finiscono per accentuare la distanza emotiva e la sensazione di essere immersi in un contesto costruito.
Il disco non assume toni dichiaratamente polemici, ma mette in evidenza un meccanismo culturale: la trasformazione di materiali nati per essere neutri e funzionali in una sorta di memoria collettiva che continua a circolare anche quando il loro contesto originario è scomparso.
Attraverso il riuso di questi frammenti, Lopatin mostra come le estetiche del comfort digitale possano diventare strumenti di controllo dell’attenzione e dell’emotività e come la loro apparente innocuità nasconda un rapporto più complesso con l’esperienza contemporanea. In questo senso, Tranquilizer non denuncia, ma espone e rende percepibile una dinamica che attraversa la cultura visiva e sonora degli ultimi decenni.
Dal punto di vista sonoro, Tranquilizer intreccia ambient, collage digitale, micro-melodie sintetiche, materiali easy listening rielaborati e timbri orchestrali filtrati. Il risultato è una sequenza continua di brevi apparizioni sonore che emergono e si dissolvono, come frammenti di un archivio audiovisivo ricostruito.
:: Evento sold out ::
Info
Auditorium lun-ven 10 – 16
Milano, via Hoepli 3/b –M1 / M3 Duomo
tel. 02.86352231 – www.sanfedele.net – https://www.innerspaces.it/
Comunicato stampa








