Outlook ’17: L’Iperbasso che non tradisce

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L’Outlook Festival compie dieci anni, inondando ancora una volta la costa istriana di basse frequenze. Un programma amplissimo che impone delle scelte, tenendo anche conto della grandezza della location, l’affascinante Forte Punta Christo che ormai ben conosciamo. Il concerto inaugurale all’Arena Romana di Pola ha visto sul palco DJ Shadow, la Outlook Orchestra, progetto in cui alcuni dei più famosi vocalist della scena interagiscono con un’orchestra che riarrangia le hit storiche, e quindi Dizzee Rascal.
Purtroppo c’è subito da segnalare come il cattivo tempo abbia penalizzato pesantemente la godibilità dell’evento nel weekend. Bene l’attitudine hardcore che ha permesso al pubblico di continuare a ballare anche fradici coi piedi nel fango, ma l’organizzazione dovrebbe tenere sempre conto della probabilità pioggia, che quando cade da queste parti non lascia scampo.

Venendo alla musica The Bug si conferma oltre modo devastante insieme al furioso flow di Lady Chan e Miss Red. Pochi compromessi, grande impatto sonico, Kevin Martin non arretra di un centimetro. Adrian Sherwood dimostra la consueta perizia, e lo stesso dicasi per Mad Professor. Il finale del giovedì alla Mungo’s Hi Fi Arena regala anche un prezioso jungle set di Loefah che festeggia il suo compleanno con uno show vibrante.
Solidissimo come prevedibile il take over della Deep Medi al Void Stage: ci siamo potuti godere in particolare (il sempre magnetico) Mala, Compa, Jack Sparrow presente in tutte le edizioni, Gantz e un eccellente back to back iniziale tra Kahn e Commodo.

Il sabato iniziamo con la voce calda di Horace Andy sul Clearing stage. Apprezziamo molto Icicle in combo con LX One con un live incisivo, così come spezzoni di Friction e dei Disrupt, mentre non ci trascina troppo l’autorevole David Rodigan. Il climax della serata è Digital Myztykz con Loefah e Sergent Pokes. Pubblico in estasi e standing ovation.
La domenica scorre appena più tranquilla (la musica prosegue anche il lunedì per chi non ne avesse ancora abbastanza) ma da segnalare lo stage The Void a cura di Hatcha and Friends, con tra gli altri Abstrakt Sonance, Youngsta, Bukez Finezt, e il padrone di casa della serata, Hatcha appunto. Prima di andare via facciamo in tempo a goderci anche un’ottima prestazione di Plastician.
Come tutti i mega festival in Croazia anche l’Outlook ha i propri boat party, che dal giovedì alla domenica propongono tre ore di mini crociera. Meteo permettendo, sono una stimolante alternativa al Beach Stage. Proprio sulla spiaggia torniamo alla drum’n’bass classica e soulful grazie a Marky, LTJ Bukem, Fabio, e al microfono MC Lowqui e MC GQ. Un piacere anche passare tre ore sulla barca capitanata da Channel One Sound System. Ospiti a bordo anche Micheal Prophet e Horace Andy, un party semplice e affascinante allo stesso tempo, una sensazione familiare che riequilibra i momenti in cui la sensazione di big event può far avvertire qualche fastidio per via del peso specifico della massa.

In definitiva l’Outlook prosegue coerente lungo la rotta tracciata, e per chi è appassionato di sub bass diventa difficile rinunciarci, anche a fronte di una scena che inizia a contare troppo sulle garanzie quando alle volte prendersi un rischio in più permetterebbe a tutti di fare un passo avanti.

Cannibal Se-lecter

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