16/02 INNER_SPACES #3: Hans Otte e Emptyset

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Lunedì 16 febbraio all’Auditorium San Fedele di Milano la rassegna Inner_Spaces mette in dialogo due universi sonori apparentemente lontani, ma accomunati dalla tensione verso la ricerca e l’esplorazione dei limiti dell’ascolto.

Il programma prevede in apertura di serata un’immersione esplicita nella dimensione della risonanza grazie all’esecuzione dell’opera Das Buch der Klänge (Il Libro dei suoni) del compositore tedesco Hans Otte affidata al pianista Alfonso Alberti. In essa ogni brano diventa la rappresentazione di un mondo interiore autonomo, un viaggio contemplativo alla riscoperta del suono, reso ancora più incisivo dall’intervento del gruppo Ars Discantica, che rielabora e spazializza nella sala in tempo reale le risonanze del pianoforte attraverso il live electronics.

In netto contrasto si colloca il live set a seguire del duo elettronico britannico Emptyset dal titolo Dissever, un’esplorazione sonora con un approccio materico del suono, dove i riverberi si dissolvono e vengono assorbiti da stratificazioni noise.

Hans Otte, figura centrale della musica contemporanea tedesca, ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca di un linguaggio musicale che fosse insieme essenziale e spirituale. Das Buch der Klänge, composto tra il 1979 e il 1982, rappresenta una delle sue opere più significative: un ciclo di 12 parti che si sviluppa come un percorso meditativo, un viaggio interiore attraverso il suono e il silenzio. Otte concepisce il pianoforte non come strumento di virtuosismo, ma come mezzo per aprire spazi di ascolto, per creare un tempo sospeso in cui la percezione si dilata e si intensifica. La scrittura è semplice e trasparente, ma al tempo stesso carica di profondità attraverso ripetizioni, variazioni minime, figure ritmiche essenziali che si trasformano lentamente, invitando l’ascoltatore a un’esperienza contemplativa.

In questa occasione, Alfonso Alberti interpreta una selezione di brani da Das Buch der Klänge, offrendo una lettura che mette in risalto la dimensione intima e meditativa della partitura. La novità di questo concerto sta però nell’intervento di Ars Discantica (Massimo Colombo e Antonio Pileggi), che rielabora in diretta le risonanze del pianoforte attraverso l’elettronica. Non si tratta di un semplice accompagnamento, ma di un vero e proprio dialogo: il suono acustico dello strumento si prolunga, si trasforma, si moltiplica nello spazio, creando un paesaggio sonoro che amplifica e arricchisce la scrittura di Otte. L’elettronica diventa così un’estensione naturale del pianoforte, capace di rendere percepibili le vibrazioni più sottili, di far emergere armonici nascosti, di costruire un ambiente immersivo che avvolge l’ascoltatore. È un modo per attualizzare l’opera di Otte, per mostrarne la vitalità e la capacità di dialogare con le tecnologie contemporanee senza tradirne lo spirito originario.

Il concerto prosegue con gli Emptyset, duo formato da James Ginzburg e Paul Purgas, che da anni esplora i confini tra suono elettronico, arte visiva e architettura. La loro estetica è radicale: partendo da materiali sonori essenziali – impulsi, rumori, frequenze – costruiscono strutture che mettono in tensione lo spazio acustico e trasformano l’ascolto in un’esperienza fisica quasi tattile, impiegando una combinazione di sintetizzatori analogici, microfoni a contatto, processi di retroazione e manipolazioni digitali.

Dissever, presentato per l’occasione, interroga la materia sonora nella sua dimensione più primaria, destrutturando e ricomponendo segnali elettronici in forme che sfidano la percezione. È un’opera che lavora sulla soglia tra costruzione e distruzione, tra ordine e caos, tra forma e materia, e che invita a considerare il suono non come linguaggio ma come forza, come energia che plasma lo spazio e il tempo. È un’esplorazione sonora che affonda nelle radici della musica elettronica, del noise e della cultura materiale del suono. Il titolo stesso suggerisce un’idea di separazione, di taglio, di frattura. Questo concetto si riflette nella struttura dell’album, che si articola in sette brani, ognuno dei quali è costruito come un campo di tensione tra forma e disintegrazione, tra struttura e entropia. Il duo lavora con materiali sonori abrasivi, bassi saturi, distorsioni controllate e loop che si frantumano progressivamente, generando paesaggi acustici instabili e ipnotici.

La musica degli Emptyset non si limita a essere ascoltata: investe il corpo, mette in vibrazione l’ambiente, crea un senso di instabilità che costringe l’ascoltatore a ridefinire continuamente il proprio rapporto con il suono. È un’esperienza che richiama l’energia delle avanguardie elettroniche, ma al tempo stesso si confronta con il presente, con le possibilità offerte dalle tecnologie digitali e con la necessità di ripensare il ruolo dell’arte sonora nella società contemporanea.

Il concerto all’Auditorium San Fedele diventa così un vero e proprio itinerario attraverso due modi opposti di intendere la musica: da un lato la scrittura meditativa e spirituale di Hans Otte, che invita al raccoglimento e alla contemplazione; dall’altro la radicalità degli Emptyset, che mette in gioco la fisicità del suono e la sua capacità di destabilizzare e trasformare.

Biglietti e abbonamenti

Biglietti in biglietteria e in prevendita online su webtic
Disabili e invalidi (12€) Studenti (15€): unicamente acquistabile in biglietteria Auditorium
Biglietti online: 22.50€ (+1€ di commissione)

Abbonamenti
144€ anziché 188€, posto in platea. Per acquistare, contattare musica@sanfedele.net

Info e prevendite
Auditorium lun-ven 10 – 16
Milano, via Hoepli 3/b –M1 / M3 Duomo
tel. 02.86352231 – www.sanfedele.net – https://www.innerspaces.it/

Comunicato stampa

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