Lunedì 1 dicembre la rassegna Inner_Spaces accoglie all’auditorium San Fedele di Milano l’artista multidisciplinare Polygonia, con il suo ultimo lavoro audiovisivo Dream Horizons e la figura storica della sound art britannica Scanner (Robin Rimbaud). In un ideale passaggio di testimone tra generazioni, la serata si apre con la visione sonora di Polygonia, che unisce elettronica, voce, strumenti acustici e ambientazioni oniriche in un’esplorazione intima e multisensoriale del sogno come paesaggio interiore. Seguono le trame più astratte e introspettive di Scanner, dove field recordings, materiali d’archivio e sound design si intrecciano in una riflessione profonda sui temi della memoria, della percezione e dell’identità.
Classe 1996, Polygonia (nome d’arte di Lindsey Wang) è tra le figure emergenti più originali della scena elettronica internazionale: il suo lavoro si muove in uno spazio ibrido tra techno, ambient, musica da camera e ricerca timbrica, con un’estetica sospesa tra la precisione del sound design e la libertà intuitiva del sogno.
Dream Horizons, come suggerisce il titolo, è una raccolta di dodici scenari onirici, ognuno dei quali esplora una diversa visione interiore. Polygonia costruisce questi mondi con diversi mezzi espressivi: oltre alla produzione elettronica, impiega la propria voce, e campionamenti da lei stessa prodotti al sassofono, flauto, violino e strumenti a percussione, in una sintesi organica che sfuma i confini tra naturale e artificiale. Ne risulta una musica mutevole, che attraversa paesaggi di quiete acquatica e pulsazioni cinetiche, frammenti melodici e strutture ritmiche complesse, senza mai rinunciare a un senso di poesia astratta e presenza corporea. L’album – e il live che ne deriva – si distinguono per una coerenza espressiva che non teme la varietà: dai battiti techno di Soul Reflections ai motivi spezzati e ipnotici di Mindfunk, fino alla chiusura meditativa di Essential Breath, Polygonia si muove all’interno di un mondo sonoro che è tanto intimo quanto visionario. È una musica che coinvolge anche l’immaginazione, come un diario di sogni lucidi in cui ogni dettaglio è cesellato con cura.
Nella seconda parte Scanner, nome d’arte dell’inglese Robin Rimbaud, attivo dalla metà degli anni Novanta e noto per la sua capacità di intrecciare paesaggi sonori, field recordings e archivi vocali in una trama narrativa unica e profondamente emotiva. Figura cardine della scena britannica, Scanner ha sempre esplorato i limiti della percezione sonora, mettendo in discussione i confini tra pubblico e privato, memoria e presente, musica e documento.
Il suo lavoro – spesso concepito come un flusso ininterrotto – fonde elementi di ambient, glitch, post-techno e sound art, generando atmosfere dense di tensione e introspezione. Nei suoi live, Scanner costruisce veri e propri paesaggi interiori: non si tratta mai di un’estetica fine a sé stessa, ma di una riflessione acuta e personale sul modo in cui la tecnologia modella la nostra percezione del mondo, della memoria e dell’identità.
Nel contesto di Itinerari Insoliti, l’accostamento tra Polygonia e Scanner disegna una linea trasversale che unisce generazioni e pratiche differenti, ma accomunate da una visione: la convinzione che il suono, nelle sue molteplici declinazioni, possa ancora essere strumento di esplorazione, trasformazione e racconto. Tra sogno e archivio, tra corpo e astrazione, la serata è un invito a perdersi nei meandri dell’ascolto, in cerca di nuove geografie interiori.
Biglietti disponibili in biglietteria e in prevendita online su DICE
Da 19 € intero (compresa commissione DICE): link
Comunicato stampa









