The Outlook Orchestra: Le classic Notez di Mala

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L’Outlook Orchestra è una formazione che nasce nell’alveo dell’Outlook Festival, che da un decennio ai primi di settembre raduna ogni anno sulla costa istriana di Pola, Croazia, il meglio del suono a basse frequenze.
Il festival è anticipato al mercoledì da un live nella suggestiva arena romana, teatro perfetto per l’Orchestra, che qui ha mosso i primi passi, esordendo con un team agguerrito di guest vocalist e con una seconda  esperienza in un live condiviso con Sir David Rodigan.
A dicembre, in una umida domenica londinese, il progetto ha fatto un ulteriore e sostanziale step, andando a esibirsi in uno show concepito insieme ad una delle figure chiave del dubstep, Mala.
Deep Medi, DMZ, anthem celeberrimi, alcuni lavori su lunga distanza stratificati, molto affascinanti (Mirrors, Mala in Cuba), sono parte dei tanti dei riferimenti per inquadrare il personaggio e il suo peso specifico nella sviluppo della scena post garage Uk e planetaria.
Il Southbank Centre, complesso elegante di sale costruito in pratica accanto al Tamigi, ha ospitato la serata nella Royal Festival Hall, la sua hall principale.

L’atmosfera particolare di una  situazione  simile con lo stage colmo di  talentuosi musicisti davanti a un pubblico in febbrile attesa, da la cifra di quanto questa serata fosse importante per la scena dubstep in toto, un’occasione per misurarsi al cospetto di un palcoscenico autorevole e inconsueto. La prova è superata in pieno, il disegno non semplice della trasformazione di un genere dall’identità così forte, in un equilibrato arrangiamento orchestrale è stato davvero un’impresa. Mala e l’Orchestra diretta da Tommy Evans hanno colto nel segno!
La riprova è l’entusiasmo travolgente di un’audience che, dopo una prima fase quasi di studio, si libera ballando come fosse sottocassa in un club, con tanti saluti al bon ton imposto da una sala così elegante!
I vari MC (Lady Chann, Flowdan, Killa P. ed altri ancora) aggiungono carisma e presenza, Mala dall’alto della consolle è presente sottopelle nella struttura dei pezzi, ma è l’insieme ad avere un impatto imponente e caratterizzante. I fiati, gli archi, la sezione ritmica, tutto pare collimare in un sound corposo, i bassi dominano ma lo spettro è ampio. Scorrono nei circa novanta minuti pezzi di Mala, di altre esperienze artistiche in cui è coinvolto, e brani storici del genere; al termine l’applauso finale prolungatissimo della platea entusiasta (tra cui era facile riconoscere tanti volti noti della scena) suggella un evento da ricordare.

I nostri highlight dalla setlist: Noches Seunos (con Holly Holden), Left Leg Out (DMZ), Skeng (The Bug con Flowdan & Killa P), Topper Top (Sir Spyro con Sharky Major, Lady Chann & Killa)

A margine del live abbiamo avuto la gentile disponibilità di Mala per qualche domanda sulla genesi del progetto, ecco cosa ci ha raccontato:

Ideando questo progetto quali sono state le tue maggiori preoccupazioni nel portare i suoni del dubstep in una versione strumentale e strutturata per orchestra?

Direi che il mio principale pensiero fosse come potevamo rendere in modo autentico le frequenze ultra-basse con strumenti reali, acustici. Ma Chris Fatty Bassman Hargreaves è un assoluto fuoriclasse ed è stato in grado di ricreare perfettamente le bassline come le desideravamo.

Come hai selezionato le tracce? Sei partito con un semplice “i miei pezzi preferiti” o hai ragionato sulla trasformazione richiesta in forma orchestrale?

La composizione della tracklist ha richiesto un certo tempo. Io e Tommy (Evans, direttore della The Outlook Orchestra) abbiamo suddiviso lo show in sezioni: Mala Dubs, Mala in Cuba, DMZ, Deep Medi e classici. Proprio nel concepire questa lista di pezzi mi sono reso conto di quanta bellissima musica del genere è uscita, il che ha reso la scelta ancora più ardua. Tommy che ha diretto, arrangiato e condotto lo show ha messo a disposizione la sua esperienza e capacità per selezionare quali proposte sarebbero state interpretate con maggior naturalezza dall’Orchestra. E’ stato un lungo lavoro di short list progressive sempre più ridotte, fino alla scelta finale. Quindi una fase di scarto e reinserimento dei pezzi diversi volte, dando grande ascolto alle raccomandazioni di Tommy, che ha fatto un grandissimo lavoro.

Hai sentito qualcuno degli altri producer le cui tracce sono state scelte per il progetto per scambiare idee, o semplicemente per dar loro una preview di queste nuove versioni molto particolari?

Si ho contattato gli autori dei brani che volevamo avere per lo show, per essere certi che fossero contenti dell’idea e supportassero il progetto. Il feedback positivo ci ha dato ancor più forza. Comunque la maggior parte dei pezzi sono produzioni legate a me quindi è stato un processo semplice sotto questo aspetto.

Hai già collaborato con musicisti non elettronici, è una cosa che ti stimola?

Si, ho lavorato in alcune delle mie tracce con musicisti altre volte in precedenza. Specialmente in Mala In Cuba e Mirrors. E’ un lavoro condiviso che mi piace molto davvero.

Cannibal Se-lecter

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