Frequencies Label Of The Month: Electronic Fog

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Abbiamo scambiato due chiacchiere con Riccardo aka RDMGRL della Electronic Fog, interessante realtà veneta che di recente ha raggiunto la decima uscita. Una bella chiacchierata sulla storia e sul percorso del collettivo, della label e molto altro ancora.

RDMGRL ci ha inoltre preparato un podcast con le produzioni dell’etichetta, che potrete gustarvi con noi!

Ciao Riccardo che ne dici se iniziamo chiedentoti come e quando nasce EF?

Electronic Fog nasce nel 2007 come collettivo di musicisti, videomaker e anche tecnici, da anni inseriti in contesti culturali differenti. Tutti eravamo uniti però dalla passione e dall’interesse per la musica e la cultura elettronica in molte delle sue diverse sfumature. Non possiamo dire tutte le sfumature perché è un universo infinito, ma diciamo che all’interno c’erano diverse influenze. Così com’è ancora oggi tra l’altro.

Quante uscite conta ad oggi la vostra etichetta?

La label conta 10 release, la decima è una raccolta delle prime 9 uscite. La label è nata nel 2012 per un’esigenza di concretizzare alcune nostre produzioni, e allo stesso tempo fare una ricerca musicale per scovare produttori in giro per l’Italia cui dare spazio. Non è stato facile e non lo è nemmeno ora ad essere sinceri.

In generale, ci puoi spiegare le scelte artistiche alla base dell’etichetta, e, se ci sono, gli esempi che hanno servito da ispirazione o modello?

Sin dall’inizio abbiamo deciso di fare blocchi di release, almeno inizialmente, formata da 9 uscite e una raccolta delle precedenti. Abbiamo chiuso il primo blocco e stiamo per aprire il secondo. Tra il primo o il secondo cambieranno molte cose. Per quanto riguarda le prime 10 abbiamo puntato più sul feeling, sul messaggio che doveva uscire dai brani pubblicati più che da una scelta artistica e meramente commerciale. Diciamo che il rapporto umano per noi è sempre stato fondamentale e lo abbiamo messo prima di ogni altra cosa. Non sempre, su 9 release questa cosa è riuscita bene, ma stiamo lavorando per migliorarci.

Avete una “Demo Policy” o vi affidate solo alla ricerca dei vostri A&R?

Finora abbiamo fatto un 50/50 tra ascolto demo e ricerca. Per il prossimo blocco di release abbiamo però deciso di andare a cercare noi gli artisti e sarà sicuramente più impegnativo. Diciamo che ci piace conoscere la storia dei pezzi prima di pubblicarli, sapere come nascono, sapere cosa c’è dietro. Si fa davvero fatica a capire come viene prodotto un brano e non neghiamo che tante volte è facile cadere in tranelli di tracce composte con loop presi dalle librerie in commercio. Eppure suonano bene. Per questo motivo preferiamo conoscere chi poi coinvolgiamo perché vogliamo avere un rapporto di fiducia con loro. Ci piacciono le tracce che sanno emozionare, che sanno sorprendere. Cerchiamo questo.

In questi tempi che importanza date al mastering?

Diciamo che riteniamo il mix di un brano sicuramente più importante, ma questo è un dato di fatto, non lo diciamo noi. Crediamo però che il master sia ancora molto importante nel definire una label ed è uno dei passaggi che abbiamo affrontato per lo sviluppo del prossimo blocco di release.

La promozione. tra mega-investimenti in comunicazione, acquisto di “like” e nomi tirati dentro pur di vendere 2 copie in più sembra che la logica del mercato si stia impadronendo dell’underground. Che ne pensate?

Guarda, è un tema che abbiamo discusso parecchie volte. Premesso che per noi la label finora è stato uno sfizio e uno sfogo artistico, più che un business, riteniamo che ci sia un equilibrio da trovare. Vero è che se vuoi vendere, quindi rientrare degli investimenti, devi per certi versi essere più aggressivo. Da qui a comprare i like o a farsi gli account finti su Beatport ce ne passa però. Crediamo sia questione di scelte, di filosofia. La nostra è quella di rimanere abbastanza puri da questo punto di vista e non sporcarsi le mani con sotterfugi o escamotage. Alla fine se il prodotto vale lo si sente, con o senza like.

Ci puoi anticipare qualcosa sui nuovi progetti in cantiere? Quali nuove iniziative ci sono in vista?

Volentieri! Siamo ripartiti con la stagione di EFOG al Cso Pedro a Padova, dove da tre stagioni organizziamo un appuntamento mensile. Stiamo avendo diverse soddisfazioni da questo progetto e abbiamo per questa stagione diverse novità e idee che andremo a concretizzare nelle prossime date. A livello di label invece stiamo chiudendo diversi contratti con artisti e produttori in giro per l’Italia con cui durante questi anni abbiamo avuto modo di stringere rapporti, alcuni dei quali veramente stretti. Ci fa un sacco piacere quando ci vengono a cercare e ci chiedono di pubblicare qualcosa. Trovare persone anche fisicamente distanti da te ma con cui ti trovi sulla stessa frequenza è importante. Abbiamo avuto il piacere di ospitare nelle nostre serate vari artisti e label con cui siamo tuttora in ottimi rapporti vedi: Dukwa, Ioshi, i fratelli di 51 Beats, Plasman, Tony Light, e di RXSTNZ Shari Delorean, Hyena, solo per citare alcuni nomi.

Avete un legame forte con alcuni centri sociali. Che tipo di rapporto lega l’etichetta al movimento? E’ a livello individuale che siete coinvolti, o vi è un rapporto con la label?

Riteniamo gli spazi sociali un luogo di assoluta importanza per la cultura elettronica. Potremmo fare un’analisi complessa della cosa e del legame che la cultura elettronica ha avuto con i centri sociali negli anni, di come sono cambiate dinamiche e opinioni, ma non è il momento. Parliamo del presente, parliamo di noi, di realtà che senza gli spazi sociali non avrebbero quella libertà artistica necessaria per crescere e coinvolgere.
Slegarsi dalle dinamiche prettamente commerciali di un locale per noi è fondamentale e vivere lo spazio del Pedro (che ancora oggi è un centro sociale occupato) è qualcosa di molto appagante.
Il rapporto con il Pedro è nato attraverso la label con un progetto partito proprio da lì (conosciuto come Wires-To) che voleva coinvolgere le etichette indipendenti della zona in un progetto ampio. All’interno del progetto eravamo l’unica label che pubblicava musica elettronica. Ha funzionato bene, per un paio di anni ma ha richiesto un impegno non indifferente che a lungo termine però ha ripagato, in altre forme. Da quel progetto sono nate tante belle cose, dentro e fuori al Pedro. Sicuramente senza Wires-To non ci sarebbe stata l’attuale nostra one-night mensile EFOG.

Podcast tracklist:

01 – RDMGRL – Waterproof (original mix)
02 – Browned – Lower 04
03 – Hanrich – Frontline
04 – Idga – Close (to)
05 – Francesco Carone – Ma002
06 – Riddim Guerrilla – Tale
07 – W.A.N.A. – Can’t remember
08 – Supernatu Ral – Story
09 – Kreyk – Pure life

Cannibal Se-lecter

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