Seven Trax One Week: Sette bimbi che crescono bene

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Luca Schiavoni: Nel mare magnum delle etichette di musica elettronica è sempre più difficile districarsi.
Ci sono giganti forti e longevi, come quelli di cui abbiamo parlato a gennaio, accanto a vere e proprie meteore che spariscono nel nulla dopo una o due release.
Ma se una label è in giro da due o tre anni, e ha avuto uscite di qualità in maniera costante, allora siamo di fronte ad un giovane e promettente virgulto. Ne abbiamo individuati sette, in un gruppo che per la verità era solo un po’ più largo; alcune di queste label sono state già molto prolifiche (1080p e Berceuse Héroïque su tutte), mentre altre hanno avuto un passo più lento, come Itinerant Dub e (non sorprendentemente!) Slow Life. Tutte però hanno un comune denominatore: Hanno circa tre anni, e non sono sub-label di nessun’altra etichetta – in altre parole, camminano da sempre con le proprie gambe.

1080p

Questi canadesi hanno dell’incredibile non solo perché dal 2013 ad ora hanno tirato fuori una sessantina di release, ma anche perché la stragrande maggioranza di queste release sono su cassetta (!) e solo nel 2015 hanno iniziato a pubblicare uscite su disco. Di questo passo, tra qualche anno potrebbero scoprire il CD. Forme e materie a parte, la sostanza è squisita, come dimostra l’ultima uscita su vinile ad opera di Ex-Terrestrial.

Mood Hut

Canadesi di Vancouver anche loro (ultimamente a Vancouver deve soffiare un vento buono) ed ormai in giro da quasi quattro anni. Quando pensavi che non fosse più in alcun modo possibile, Pender Street Steppers tirano fuori un approccio fresco ed originale alla deep house. Ma Mood Hut è molto più di questo, e si vede nel recente album Disco Mantras, ipnotico ed affascinante come poche altre cose uscite di recente.

Berceuse Héroïque

Label londinese fondata da un greco (ΚΕΜΑΛ), non ha mancato di suscitare controversie per le immagini crude che appaiono su alcune copertine (ed anche per qualche tweet improvvido del suo fondatore). Sulla musica, però, c’è veramente poco da discutere. Dal 2013 in poi hanno accolto gente come Legowelt (sotto il nome di Smackos), MGUN, Marco Bernardi, Hodge. È appena uscito un singolo di Don’t DJ con un remix di Dreesvn veramente notevole. E ce ne aspettiamo altri.

Going Good

Ancora Londra. Se il nome della label sembra poco originale, per fortuna le sue uscite lo sono molto, molto di più, spaziando dal techno in quattro quarti di Nummer all’ambiente subacqueo di Aquarian Foundation.
Non è un caso che i dischi di questa etichetta vadano esauriti in poco tempo e finiscono con l’avere prezzi relativamente alti su Discogs. Puoi avere una piccola etichetta del genere quando hai lavorato in negozi di dischi seri e ti sei costruito una reputazione da DJ impeccabile, come appunto quella di Brian Morrison aka Brian Not Brian. Questa è una traccia della release più recente, ad opera di Ewan Jansen.

Bedouin Records

La particolarità di questa label è che si trova negli Emirati Arabi Uniti, non certo noti per una vibrante scena di musica elettronica. E dall’emirato, Salem Rashid ha tirato fuori questa piccola perla che in tre anni ha tirato fuori una dozzina tra singoli ed album (cassette incluse) ad opera di artisti come Ryo Murakami, Imugem Orihasam, Healing Force Project. E in arrivo c’è un disco di John Heckle, destinato a mettere un punto fermo sulla reputazione della label per i prossimi anni.

Itinerant Dubs

Delle sette label di cui parliamo qui, forse questa è la più misteriosa. La loro descrizione sulla pagina Facebook parla di “Rugged and raw essays in classic grime, UK garage and dub’step from a new London-Berlin collaboration”. Eppure avremmo pensato ad altri stili più ipnotici per descriverli. Pochi dischi fra il 2013 e il 2015, ma molto buoni, incluso un recente “Itinerant Dubs” totalmente privo di beat su entrambi i lati. Il botto però lo hanno fatto con i remix di “Itinerant Club” curati da Mr. G e, soprattutto, DJ Stingray.

Slow Life

Non più un segreto, dato che di questi ragazzi terribili si è già occupato anche Resident Advisor.
La lista di release non è molto lunga, ma questo si spiega con la loro mentalità. “We never push things onto people […] We know that if something is good, it will grow. That’s Slow Life. There’s no need to hurry”.
Solo sei dischi dal 2013 ad oggi, ma tutti molto buoni. E se dobbiamo prendere in parola, dobbiamo solo avere pazienza ed aspettare che ne escano altri della stessa qualità.

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