(A)ntiMuzak (Pablito’s Way)

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Internos – Defrag/Rap (Kaspar House, AV-K Prod, Cogwheel, Viande)

Si può mettere insieme rap e musica d’avanguardia? A giudicare dal lavoro del duo Internos la risposta è sì.
L’incipit “Presso/Delete” fa collidere le ritmiche africane e gli stridori industrial di Kletus K. con il flusso di coscienza di A.rota.B.
Avarie Mentali” incastra post techno apocalittica e flow in stile Zona Mc (anche se più lento!).
In “Servi dei sentimenti” i drums si frantumano, mentre la verbosità rap di A.rota.B. non dà tregua. E così via, nei cinque brani che seguono.
“Internos” è un tentativo di mettere insieme un rap “altro”, in cui la struttura intro, strofa, ritornello, etc va in pensione, sostituita da un immersione in un ambiente sonoro scuro, avvolgente, ossessivo, in cui le rime viaggiano libere, non condizionate dalle gabbie del pop.
Il sesto pezzo, “La Spirale”, realizzato in collaborazione con Mario Gabola, altro battitore libero della cultura elettroacustica campana, è un’apoteosi noise.
Internos” è un disco molto interessante ma per nulla facile, che consiglio perciò a chi apprezza gli ultimi lavori di Uochi Toki. Se vi aspettate rime e basi facili e scontate (alla J.Ax o Fedez per intenderci) lasciate perdere.
Si ascolta, si scarica e si ordina su cd a questo indirizzo: http://internos.bandcamp.com/

Tracya  – The abyss (51beats)

Se gli Afterhours cantavano “Non si esce vivi dagli anni ottanta” Tracya nel suo album d’esordio “The Abyss” sembra invece dirci che non si esce vivi dai novanta.
La sua elettronica, lenta, tecnoide ma non dance, tocca le corde di chi ha apprezzato il suono della prima scena chillout/ambient/trance (particolarmente le prime uscite Warp).
È musica da autobahn mentale: il suono ovattato, i cassoni dritti e imperturbabili, il minimalismo e la ripetizione ipnotizzano come le righe delle corsie autostradali.
Se amate il genere apprezzerete di sicuro! É disponibile sia in digitale che su tape.

Filthy Generation – What the fuck is the future (Decimo Pianeta)

L’idea di “What the fuck is the future”, ultimo lavoro dei Filthy Generation, è semplice: far muovere il culo sia ai rockettari che ai raver. E la band ci riesce alla grande: ne ho avuto conferma all’ultimo concerto in Cascina Torchiera, dove dreaddosissimi punkabbestia saltellavano di fianco a metallari e punx in preda a feroci headbangin’, ipnotizzati dai riff di chitarra rock e cassa dritta 100% rave.
Le ultime tracce della band, disponibili sia in digitale che su cd, infatti miscelano con sapienza punk/hc, elettronica, new wave, arena rave.
L’impasto sonoro, raffinato dal lavoro di ingegnerizzazione del suono di Manual Destruction, già “batterista elettronico” del gruppo, riproduce bene l’atmosfera decisamente “presa bene” del live.
Credo che questo tipo di suono abbia delle grandi potenzialità, sia in ambito club che in una cornice più tradizionalmente rock o rave. Migliori tracce del disco: Rise up, Gatto nero, Breaking dawn.
https://filthygeneration.bandcamp.com/album/what-the-fuck-is-future

Pablito El Drito

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Pablito c/o agenzia X
Via Ripamonti 13
20136 Milano

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