Beats Tips Boutique vol. 15

0
376

Weight and Treble – Things to Come EP (EclipseMusic)
Buone notizie per gli appassionati di sonorità dub tech e deep: la torinese EclipseMusic inaugura la stagione estiva rilasciando sul mercato digitale questo ep ad opera di Weight and Treble, gruppo composto dai produttori Manuele Giannini e Massimo Carozzi insieme al cantante Suz.
In Things to Come è palese la devozione dei ragazzi verso la sacra scuola Basic Channel: il battito è un faro nella nebbia di echi e riverberi che avvolgono il basso, mentre la voce è straordinariamente evocativa. I Murazzi come sintesi allucinata tra la Jamaica e Berlino.
Pure Thing è ciò che afferma di essere: 5 minuti di pulsazioni minimali effettate quel tanto che basta a creare un senso di assoluta dipendenza; quando sul finale entra a sorpresa un synth circolare si è pronti per le capriole. Chiudono la rarefatta e umida Optical Frameworks, e la traslucida Healing Force Project in cui è difficile comprendere cosa sia veramente reale.

Tommy Four Seven – Monad XIII (Stroboscopic Artefacts)
Oscurità e beats letali per il tredicesimo capitolo della serie Monad affidato al tedesco Tommy Four Seven.
Come in un romanzo di Stephen King esseri sovrannaturali si muovono misteriosi tra le tenebre, pronti ad dar prova di inaudita crudeltà.
Enki è il passo pesante della bestia nella foresta, dove si possono udire i lamenti spettrali delle sue vittime. Arx, nemmeno il coraggio e la determinazione dell’eroe possono fermare l’afflusso di adrenalina quando ci si trova davanti ad un mostro del genere. Monix: un bel respiro profondo e ingaggia quello che con tutta probabilità sarà il tuo ultimo duello.
La calma irreale di Vayu illude che la battaglia sia giunta al termine, ma sarà vero?
L’unica certezza è che la Techno rimane sempre il linguaggio migliore per raccontare una storia.

Franck Valat – Quazar (Gravite)
Seconda release per la francese (ma di proprietà del nostro connazionale Bruno Sacco) Gravite con un singolo di altissima qualità firmato Franck Valat.
In perfetta linea con lo stile dell’etichetta Quazar è pura Techno senza fronzoli ed orpelli inutili a partire dalla vorticosa title track col suo mood industriale arricchito da venature dub claustrofobiche.
L’altro original mix si intitola Cosmic Bells e non ammette tregua: groove glaciale da esplorazione nello spazio senza la tuta protettiva e bleep stellari will gonna take you to another dimension!
A remixare Quartz ci pensa direttamente il gran capo, Monsieur Sacco, che ne rallenta la corsa conferendole un andamento potente e marziale.

Planetary Assault Systems – Function 4 Remixes Episode 2 (Mote Evolver)
Luke Slater è uno dei mostri sacri del panorama techno che, dopo un periodo di difficoltà creativa, è tornato al top grazie al meraviglioso album uscito lo scorso anno sotto il nickname Planetary Assault Systems.
Uno dei pezzi più importanti dell’artista inglese è Function 4, uscito nel 2000 su Peaceforg, ed oggi la Mote Evolver ha deciso di rendergli omaggio con una nuovissima serie di remix, di cui esamineremo il secondo episodio.
Al patron della Stroboscopic Artefacts, Lucy, viene chiesto uno sforzo doppio e lui risponde giocando con la dispersione spaziale delle frequenze, senza rinunciare al suo marchio di fabbrica fatto di beats profondi e trame oscure.
Anche Marcel Dettmann rilegge la traccia con i propri canoni da palla demolitrice che fa avanti e indietro, funzionale ma non esaltante.
Più particolare è la versione di Shifetd che gira attorno ad un groove pugilistico per chi non ha paura del domani.

Developer, Truncate & Stanislav Tolachev – Modularz 8 (Modularz)
Come suona oggi la Techno? Se volete una risposta secca ascoltatevi questo doppio della Modularz e avrete le idee chiarissime.
Finito sia il tempo dei minimalismi edonistici a la M_nus che quello degli after a colpi di bonghetti e tarantelle, forse anche per via di un momento in cui la parola più pronunciata è crisi, si è tornati ad un sound duro, scarno e disilluso.
La prima generazione Techno attraverso la musica descriveva il futuro che immaginava, quella attuale invece se ne serve per esprimere le proprie ansie.
Il padrone di casa è Adrian Sandoval aka Developer, un veterano della scena made in USA (20 anni di carriera a Los Angeles); la sua Heated è un inno alla società industriale. Fortuna che in Dirty Drive 1, attraverso remiscenze high tech jazz, ritrova almeno in parte una qualche spiritualità. Dirty Drive 2 però riporta tutti in catena di montaggio, mentre il remix di Shifted scandisce lo scorrere del tempo all’altoforno.
Minimalismo spacey di stampo UR per Turncate la cui Diffraction viene rivista dal giovane talento argentino Jonas Kopp e da Markus Suckut. Finiamo con Stanislav Tolkachev, Building Peaks, che ci regala un raggio di sole artificiale.

Francisco Lopez – Untitled #284 (Cronica)
Francisco Lopez è uno degli sperimentatori sonori più apprezzati nel mondo; una carriera trentennale che lo ha visto collaborare con templi culturali come il MoMA di New York, il Museum of Modern Art di Parigi, l’Institute of Contemporary Art a Londra e molti altri ancora.
Untitled #284 è una manipolazione lunga 43 minuti di registrazioni effettuate a Lisbona nel 1992 su commissione del Teatro Municipal Maria Matos. Il concept del progetto è l’indagine sulla realtà virtuale nelle sue varie forme, responsabile della scomparsa della realtà fisica.

Julia Kent & Barbara De Dominicis – Parallel 41 (Baskaru)
La violoncellista Julia Kent e la musicista elettronica (ma anche poetessa e cantante) Barbara De Dominicis si sono incontrate inseguendo l’immaginario 41° parallelo, che unisce Napoli a New York.
Sfruttando locations non convenzionali, principalmente in Italia, come ad esempio fortezze, fattorie, tunnel abbandonati, hanno realizzato questo album di debutto. L’improvvisazione è alla base delle 8 tracce su disco: elettronica e field recordings interagiscono con le liriche ispirate della De Dominicis e il cello, generando atmosfere sospese e ricche di tensione.
A documentare il lavoro svolto ci pensa il filmmaker Davide Lonardi, che gira Faraway Close: 35 minuti di interviste e performance complete di panoramiche sui luoghi scelti per le registrazioni. Per gli amanti del genere.

Federico Spadavecchia

Comments

comments

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here