Beats Tips Boutique Vol. 39

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Morkebla – Inner Maze Walkthrough (FUSELab)

Alberto Rosso approda sulla russa FUSELab e da alle stampe un EP di sei tracce di grande pathos.
Dry Air è uno spoken word su una sinfonia post fallout nucleare; Altrove, una fuga a testa china alla ricerca di scampoli di umanità alla periferia del cyberspazio. Do not click here nel segno di un Vangelis minimale e panoramiche sulle scie dei razzi nel cielo. Perfume Advert ne dilata il respiro e prova ad affondare un beat ovattato. Acidità ancestrale che si infrange su grani grossi di malinconia e battiti singhiozzanti caratterizza Her best son, mentre il lungo addio è scandito da Vapour Barrier, in collaborazione col producer vapourwave giapponese Infinity Frequencies (bellissimo nickname! n.d.r.).

Matter – Convex EP (Concrete Records)

Visti i personaggi in ballo scordatevi assolutamente qualsivoglia delicatezza o idea di superficie liscia e levigata.
Fabrizio Matter Matrone non le manda a dire, butta giù tre tracce con altrettanti gradi di techno supremazia: approccio industrial in Curvature, mentalismo battente di scuola Birmingham in Point Source, e cattiveria belga su Jeff Mills nella, ovviamente, battezzata Axis. Per Curvature troviamo inoltre un remix ultra abrasivo degli Orphx, capace di tagliare timpani e neuroni con masochistico compiacimento dell’ascoltatore.

Acid Castello – Great News from the Space (FU.ME Rec.)

Electro stomp beat da Milano. Jacopo, Marcello e Endo, in arte Acid Castello, scendono sul dancefloor con piglio old school: passo deciso e arpeggio seducente. Le luci strobo abbagliano, lo space funk è un richiamo più efficace di un profumo ai feromoni (Xr10). Il contatto c’è stato, ora basta portarla a fare un giro sulla nostra sci-fi cabrio per vedere le costellazioni da vicino e il gioco è fatto (Soft surfaces).
Nel pacchetto ci sono anche i remix di Shari Delorian e Xbeat. Il primo conferisce una maggiore spigolosità a Soft surfaces, dandole un taglio romanticamente drammatico. Il secondo invece con Xr10 viaggia nel tempo per mezzo di voci robotiche e melodie killer.

Various Artists – Turning Pages EP (Clonk Records)

Dalla Sardegna un vinile di subarmoniche proggy e micro variazioni. L’intento di creare frammenti di soundscape cinematici ben si concretizza nelle quattro tracce dell’EP. Ghita Liviu in Plastik gioca con una ritmica leggera ma ipnotica, appoggiandola delicatamente su un pad etereo. Satis di Livio Pinna feat. Q-Indie mira di più alla pista facendo filtrare la melodia direttamente nelle sinapsi dei ballerini. Roger Dee ha il corpo più spesso, Around my dad non molla mai la presa. Chiude Room 76 di Stefano Razzo in pieno clima da after hour: un groove scarno privo di fronzoli accende e spegne i neuroni dei coraggiosi che sono rimasti sotto cassa fino alla fine.

Spada – Myrtle and Roses (Traum)

Spada è uno di quei talenti italiani di cui ci fa piacere parlare, perchè abbiamo seguito molto da vicino la sua maturazione. Dai forum su internet alle prime release underground, fino alla conquista del Disco d’Oro, il giovane padovano ha fatto sempre di testa sua. Con questa release su Traum torna un po’ alle origini, un solido EP dalle melodie intriganti, perfetto per quel momento a metà serata con le mani al cielo e gli occhi chiusi. Solarium segue il canovaccio classico della prog house più emozionale caricando la tensione e facendola esplodere. Aphrodite, invece, è più malinconica e tranceggiante, sorretta da un basso cavernoso. Impossibile non riconoscere in Gloriosa l’omaggio al James Holden di A break in the clouds/The sky was pink, più di una semplice influenza per Spada; la bassline ruggisce, il riff sale in crescendo come l’energia sulla pista. Si finisce con Orpheum, un efficace crossover capace di soddisfare diversi palati, anche esigenti.

Federico Spadavecchia

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