Frequencies Label Of The Month: One Instrument

Grand River Press Photo 2

Di origine italo-olandese, ma di stanza a Berlino da un po’ di tempo, Aimeé Portioli, in arte Grand River è una delle sorprese più interessanti di questo inizio d’anno. Attiva già da tempo nel mondo del sound design e della produzione sonora per l’audiovisivo a settembre ha messo fuori l’EP Crescente su Spazio Disponibile (label capitanata da Neel e Donato Dozzy, che oltre a ospitare i big sta dando appunto spazio a progetti freschi e stimolanti dell’elettronica nostrana) oltre a portare avanti il suo progetto One Instrument. Abbiamo pensato di parlarne meglio con lei.

Ciao Aimeé, raccontaci un po’ del tuo progetto, come è nata l’idea di One Instrument? 

L’idea è nata per caso durante una vacanza in un momento di riposo. Spesso allontanandomi dalle cose inizio a vederle da un altro punto di vista. In quel periodo ho iniziato a realizzare che in fase di composizione in studio non riuscivo a trovare suoni che mi soddisfacessero. Passavo troppo velocemente da uno strumento all’altro senza approfondire lo strumento stesso. Così, al rientro da quel viaggio ho deciso di comporre una traccia esclusivamente con un unico strumento, il Korg MS-20 (1978), il primo esperimento della serie.

Cosa ti ha spinto a realizzare una label dal progetto e quali sono i piani futuri?

Con il tempo ho iniziato a coinvolgere più artisti e a ricevere demo. In molti mi chiedevano se le composizioni caricate su Soundcloud fossero in vendita e successivamente l’idea del vinile mi è stata suggerita da un amico. Inizialmente immaginavo di impostare One Instrument come un laboratorio di sperimentazioni, ma con il tempo l’idea di creare un imprint con una direzione ben precisa ha iniziato a piacermi e ho deciso di strutturare il concetto iniziale.
Il progetto continuerà a esistere come piattaforma per esperimenti sonori a cui da ora in poi saranno affiancate uscite in vinile.

In generale, le scelte artistiche alla base dell’etichetta seguono una logica precisa, magari sei alla ricerca di una particolare estetica?

Sì, lo sono. E sono anche convinta che la ricerca continuerà sempre a evolvere lungo percorsi nuovi. La label traccia un percorso fluido tra i mondi della musica ambient, sperimentale e techno.

Gli artworks usati per One Instrument sembrano avere un concept preciso ed una loro narrativa. Sono frutto di scelte ben precise?

Tutti gli artworks e grafiche della label sono ideati e realizzati da Marco Fasoli. Abbiamo applicato lo stesso core concept di One Instrument dando forma ai monotipi presenti su tutti gli artwork. I monotipi (dal greco “unica impronta”) danno vita a delle composizioni grafiche che traslano visivamente l’essenza sonora del brano a cui sono associate. E’ come se fossero le impronte digitali del brano.

Parliamo di supporti: digitale/CD/cassetta/vinile, quanto incide il medium di diffusione nel lavoro di una label?

Apprezzo molto la fisicità del vinile e personalmente reputo importante rilasciare su questo formato. Il vinile impreziosisce le composizioni e rimane nel tempo.

La tua formazione in sound design e composizione acustica ti ha permesso di lavorare sia nel mondo dell’advertising e movie score che rilasciare musica sotto il progetto Grand River e su labels come Spazio Disponibile. In quale modo il tuo lavoro di sound designer influenza il tuo output di music producer and viceversa?

Immagino si influenzino quotidianamente. Quando si apprendono determinate tecniche, o si crea un metodo di lavoro, si tende ad applicarlo a diversi ambiti musicali/sonori. Ogni volta che creo una composizione per i media imparo qualcosa di nuovo anche se si tratta di generi e suoni che non includerei nelle composizioni che rilascio come Grand River. Trovo stimolante osservare come questi due mondi si influenzano e alimentano a vicenda.

Come descriveresti il tuo sound? Da cosa trae ispirazione? 

Ho sempre trovato difficile definire il souno delle mie composizioni. Ascolto molta musica e di vario tipo. Può stimolarmi, per non dire ispirarmi, ascoltare un quartetto d’archi o un concerto di pianoforte così come ascoltare i brani di altri musicisti. Sono una ascoltatrice curiosa e mi piace molto analizzare come i suoni vengono generati, trattati e abbinati fra loro.

Su cosa stai lavorando al momento?

Ho passato gli ultimi otto mesi a comporre molto in studio e ho deciso di prendere una pausa per preparare un nuovo live. Inoltre sto lavorando a una colonna sonora da tempo, ma è un percorso lungo. Si tratta di un lungometraggio.

Trystero Theorem

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